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24 luglio 2011  VIMODRONE

TROVATO CAGNOLINO RANDAGIO IN PIAZZA   SAN REMIGIO

Per fortuna qualcuno ci pensa. Stamattina verso le 06.00 è stato trovato un cane che girovagava smarrito in Piazza San Remigio davanti la chiesa di Vimodrone.

Verso le 09.00, nonostante  la presenza dei vigili urbani, chi aveva rinvenuto l'animale era ancora in piazza in cerca di aiuto per il cane.

Gli stessi vigili, attivati per prendere in consegna l'animale e contattare la struttura convenzionata per il recupero dell'animale, hanno preferito lasciare l'animale lì dov'era e rientrare presso il proprio Comando per avvisare il personale addetto al recupero e tornare in Piazza in un secondo momento.

A questo punto, chi aveva effettuato la segnalazione ai vigili , accortosi della situazione ed al fine di evitare che l'animale, lasciato a se stesso, si perdesse nuovamente girovagando per le strade, si è offerto di prendersi momentaneamente cura dell'animale aspettando in loco l'intervento dell'accalappiacani e fornendo il proprio numero di reperibilità per la bisogna.

L'animale, dopo un periodo di attesa, è stato quindi preso in consegna dal personale preposto con la collaborazione dei cittadini che l'avevano custodito.

 

LA PERICOLOSITA' DELLA LUCE "LED"

Buongiorno, mi chiamo Ettore Guido Basiglio Ribaudo e sono il Vice-Presidente dell’Associazione “Ambiente Italia”, vorrei far conoscere la relazione dell’Istituto di Sanità Francese, riguardante la pericolosità della illuminazione Pubblica a Led.

I principali fattori di rischio emersi sono l'elevata presenza di componente blu nello spettro delle lampade a LED usate per illuminazione e l’elevata luminanza che può produrre abbagliamento. Riguardo alla componente blu è stato appurato che il livello di rischio dipende dalla dose cumulata di luce alla quale la persona è esposta. Questo significa che non esiste una dose minima tollerabile e che l’effetto negativo è particolarmente evidente nei soggetti sensibili (bambini, persone fotosensibili, persone esposte per lunghi periodi ad illuminazione a LED). Si è riscontrata una particolare tossicità per le cellule della retina che subiscono un vistoso stress ossidativo in presenza di componente blu. Per queste ragioni l’ANSES consiglia di:

    •    evitare l’uso dei LED a luce fredda in luoghi frequentati dai bambini e negli oggetti da loro utilizzati (per esempio i giocattoli);
    •    informare i pazienti con particolari malattie o che utilizzano farmaci che aumentano la fotosensibilità, sui rischi dell’esposizione alla luce con componente blu;
    •    realizzare appropriati dispositivi di sicurezza per i lavoratori che sono esposti per lunghi periodi ad illuminazione a LED.

Per la luminanza ed il rischio di abbagliamento, si è visto che singole sorgenti LED possono superare anche di 1000 volte la soglia di comfort visivo sia a causa dell’errato design dei corpi illuminanti che per l’eccessiva direzionalità degli stessi. E’ quindi necessario realizzare lampade LED dal design (dal punto di vista della performance ottica) migliore e con caratteristiche ottiche in grado di rendere più diffusa la luce prodotta.
Inoltre sono stati eseguiti studi basandosi sullo Standard Europeo per la Sicurezza Fotobiologica (NF EN 62471) che considera tutti i rischi (termici e fotochimici) che possono riguardare l’occhio esposto ad una radiazione luminosa. Secondo questo standard, esistono 4 classi di rischio (nullo, basso, moderato ed elevato). E’ stata evidenziata la presenza sul mercato di dispositivi a LED con un fattore di rischio superiore ad alcuni dispositivi tradizionali ancora in commercio. Per questi l’ANSES raccomanda che vengano tolti dal mercato e che rimangano a disposizione soltanto per uso professionale o medico. A causa della scarsità delle informazioni e della confusione riguardante i sistemi LED presenti sul mercato, l’ANSES suggerisce la realizzazione di sistemi di controllo della qualità ed etichettatura che assicurino la qualità e la sicurezza del prodotto per l’utente finale. In particolare, secondo l’ANSES, risulta necessario realizzare un’etichetta chiara che riporti tutte le caratteristiche tecniche, la classe di rischio fotobiologico ed ogni altro potenziale rischio per la salute, riguardo ai LED e ad ogni altra fonte di illuminazione.
Grazie a questo lavoro, l’ANSES ha iniziato a colmare un vuoto informativo del quale, finora, hanno approfittato venditori senza scrupoli per promuovere dei prodotti di scarsa qualità e pericolosi per la salute. La strada del LED per illuminazione pubblica sembra ben avviata ma è necessario correggere il tiro e tornare con i piedi per terra, non facendosi trascinare dai falsi entusiasmi ma analizzando in maniera obiettiva le reali possibilità che la tecnologia offre. L’ANSES conclude il lavoro suggerendo una serie di tematiche di studio che dovrebbero essere sviluppate per comprendere al meglio la tecnologia LED e i suoi impatti. Grazie a lavori di questo tipo, anche la ricerca tecnologica potrà svilupparsi nella giusta direzione, correggendo quei problemi che oggi rendono gran parte dei LED per illuminazione pubblica pericolosi per la salute e per l’ambiente e quindi altamente sconsigliabili.

 

Se avete domande contattatemi pure.

Cordialmente

 

M.SC. BASIGLIO-RIBAUDO Ettore Guido  Cell. 3346274558

 

COMUNICATO LEAL

 LA VERGOGNOSA DIRETTIVA UE SULLA VIVISEZIONE 

La Direttiva è passata. Ci aspetta un lungo lavoro

Respinta la richiesta di rinvio alla Commissione presentata da Sonia Alfano e dai Verdi. Respinti i tre emendamenti presentati dal gruppo Green/Ale: in dieci minuti, dalle 12.05 alle 12.15 di questo 8 settembre 2010, il Parlamento Europeo ha approvato la Direttiva sulla vivisezione.

Le motivazioni degli europarlamentari che premevano per questa rapida archiviazione di un testo controverso e osteggiato dai cittadini europei vanno registrate e soppesate a una a una, per non dimenticare mai, in nessun momento, con chi abbiamo a che fare: “c’è differenza tra la dignità degli animali e quella degli esseri umani”, “ci sono gerarchie che vanno osservate”, “no agli eccessivi controlli che ostacolano la ricerca”, "non dobbiamo nuocere agli interessi dell'industria"…

l vostro appoggio, le 85.000 firme che ci sono arrivate non sono state espresse invano: sono loro che hanno smosso le acque e le coscienze dei parlamentari. E' proprio il "movimento di popolo" cui esse hanno dato corpo che sta dietro alle richieste di rinvio in Commissione e alle discussioni che hanno preceduto la votazione sia a Bruxelles sia a Strasburgo.

Ma la Direttiva è passata e da oggi in poi dovremo lavorare avendo quale riferimento ufficiale un testo che proibisce agli Stati membri di adottare misure più rigorose di quelle contenute nella Direttiva stessa, che consente di sperimentare sui primati adducendo quale motivazione anche una semplice “affezione debilitante” (per esempio un’epidemia di influenza o un raffreddore), che non incentiva l’uso dei metodi sostitutivi scientificamente soddisfacenti e disponibili.

Gli emendamenti presentati dai Verdi europei riguardavano proprio questi tre punti: tre misure limpide e di buon senso, tre richieste non “estremiste”, non “dettate dall’emotività” né “demagogiche”, tre aggettivi che sono stati spesi anche a proposito - anzi a sproposito- della nostra campagna finalizzata a rendere obbligatori, dovunque possibile, i test alternativi.

Nel loro comunicato emesso dopo il voto, i Verdi europei hanno precisato proprio questo punto: in Europa ogni anno dodici milioni di animali vengono utilizzati nei laboratori di ricerca, e moltissimi di loro “continueranno a soffrire inutilmente anche quando test scientifici alternativi sono a portata di mano”. Siamo di fronte a una occasione mancata, hanno scritto. E noi siamo d’accordo.

No, la nuova Direttiva sulla vivisezione NON E’ un buon compromesso tra le esigenze dell’industria e della ricerca d’un lato e quelle della protezione degli animali dall’altro: al contrario, essa è un passo deplorevole, che non fa progredire l’Europa né sul terreno della ricerca scientifica né su quello della tutela della salute umana e della protezione degli animali.

La Direttiva è passata. La nostra vergogna e il nostro dolore sono più forti che mai.

http://www.geapress.org/sperimentazione-animale/vivisezione-%E2%80%93-parlamento-europeo-via-libera-alla-anti-scientifica-vivisezione-il-parlamento-europeo-boccia-i-diritti-degli-animali/5011

 

Vivisezione – Parlamento Europeo.

Via libera alla anti scientifica vivisezione. Il Parlamento europeo boccia i diritti degli animali

di redazione | 08 settembre 2010

 

 

GEAPRESS – Prima hanno bocciato la proposta di rinviare per il riesame in Commissione. Poi hanno approvato la nuova Direttiva che getta all’ortica i diritti degli animali. Singolare come molte parlamentari europei indossassero la maglietta contro la condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani. E’ sicuramente più facile esprimersi in favore dei diritti quando innanzi si ha un nemico più facile da palesare ma poco condizionante, che non quando ci si deve scontrare con la strapotere da miliardi di dollari delle multinazionali del farmaco.

Con l’approvazione della Direttiva pro vivisezione si fa un passo indietro di venti anni. Si mostrano anche tutti i limiti, se non il pieno fallimento, delle politiche animaliste basate su improbabili lobby parlamentari. Queste invece di concretizzarsi in una promozione di civiltà, non possono che assistere all’imperante volere delle efficaci lobby che impongono sempre più il verbo di particolari interessi economici. Tra questi vi è la cosiddetta sperimentazione animale. Chi oggi dirà che si sono fatti dei passi avanti sul tema dei diritti degli animali, farà lo stesso discorso dei vivisettori.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/09/08/visualizza_new.html_17853808

 

Test animali: Pe, ok a nuove norme Europa

Nuova direttiva Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici

 

08 settembre, 12:55

Un macaco dietro le sbarre

 

STRASBURGO - Il Parlamento europeo ha dato oggi via libera alla nuova direttiva Ue sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. Un provvedimento sul quale hanno espresso riserve alcuni esponenti del governo italiano e autorevoli rappresentanti della comunita' scientifica e culturale

L'approvazione del provvedimento é avvenuta dopo la bocciatura della richiesta di rinvio avanzata dall'europarlamentare dell'Idv Sonia Alfano e sostenuta da altri 40 deputati che, prima del voto, si sono alzati in segno di protesta. Inoltre, l'assemblea di Strasburgo ha respinto a larga maggioranza gli emendamenti che erano stati presentati dal gruppo dei Verdi per modificare alcuni dei punti più controversi della direttiva, in primo luogo quello che prevede la possibilità, per gli Stati membri, di mantenere legislazioni più severe in materia di utilizzazione degli animali, ma non - almeno esplicitamente - di adottarne di nuove. Il provvedimento è stato inoltre criticato perché, secondo lo schieramento dei critici, consentirebbe un aumento delle sperimentazioni sugli animali.

 A chiedere il riesame della direttiva è stata anche Cristiana Muscardini, europarlamentare del Pdl, facendosi portavoce delle perplessità espresse anche da esponenti del governo italiano su "problemi che restano irrisolti".

Deluso Tiziano Motti (Udc-Ppe), secondo il quale oggi è stato fatto un "passo indietro" nella difesa degli animali facendo un regalo all'industria farmaceutica sulla pelle delle cavie. Mentre Elisabetta Gardini (Pdl-PPe) ha parlato di "qualche preoccupazione" ancora esistente, ma ha complessivamente giudicato il testo un "buon compromesso".

Decisamente in favore del varo della nuova direttiva è stato Paolo De Castro (Pd-Ds), presidente della Commissione agricoltura del Pe, il quale ha sottolineato che è stato raggiunto un "buon compromesso su un testo ragionevole che rappresenta un progresso rispetto alle norme del 1986 nel rispetto delle esigenze scientifiche".

LUI SI DICHIARA SODDISFATTO