|
Istruzioni...per
l'uso |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
LE ABITUDINI ED I FABBISOGNI ALIMENTARI DEL GATTO sintesi delle lezioni svolte dalla ASL di Milano Dipartimento Veterinario a cura di M. Fieno 1. GENERALITA' Le abitudini ed i fabbisogni alimentari dei gatti derivano da una matrice strettamente carnivora. In cattività si nutrirebbero di piccole prede, con grande dispendio di energia e considerando il peso medio di un individuo adulto e l'apporto che questi "piccoli pasti" possono avere si deduce che il gatto è naturalmente portato ad avere molti pasti durante la giornata. A queste abitudini è legato anche lo spiccato istinto predatorio che, anche nei gatti a cui il cibo non manca, rimane sotto forma di gioco o di desiderio di "accaparrarsi" il bocconcino prelibato. Anche gli intervalli, in cui questi pasti sono consumati, possono essere estremamente variabili e comunque preferibilmente consumati in solitudine ed in luoghi calmi. I caratteri anatomici rispecchiano esattamente quanto fin'ora detto e l'origine predatoria si palesa in:
E' indispensabile evidenziare, a questo punto, che molti seri problemi di salute possono derivare da una scorretta alimentazione, e che sicuramente nozioni generali riguardanti la dieta canina non sono assolutamente idonee al gatto; il gatto non è un piccolo cane e, a differenza di quest'ultimo, non ha mai perso la sua connotazione strettamente carnivora. Anche nel gatto domestico, dove gli istinti predatori sono per lo più legati al gioco, la fisiologia digestiva è rimasta quella di un animale carnivoro.
2. I GUSTI ALIMENTARI Per quanto concerne i gusti dei gatti sono spesso molto soggettivi e comunque possono prediligere sia cibi umidi che molto secchi, una costante è la predilezione per una saltuario cambio del tipo di cibo. Esistono molti cibi che si sono dimostrati essere in genere dei bocconcini molto appetiti dai gatti tra questi possiamo elencare:
Spesso può accadere che un animale, che abbia in corso patologie che lo privino o limitino delle capacità olfattive, possa rifiutare il cibo, questo perchè l'olfatto è fondamentale nell'alimentazione del gatto. Il rifiuto del cibo, normalmente proposto, potrebbe essere un sintomo da tenere sempre in giusta considerazione. In generale il colore degli alimenti non influenza il gusto dei gatti data la loro scarsa capacità di apprezzare le variazioni cromatiche ed il sapore dolce ( differentemente dai cani ) non è di norma di particolare attrazione. Di contro, i grassi ed un intiepidimento attorno ai 37°-40° esercitano una notevole influenza positiva sull'appetibilità dei cibi. Il gusto sembra che si formi nel periodo dello svezzamento e questo potrebbe giustificare perchè i gatti cresciuti in un ambiente randagio o di colonia sono spesso meno schizzinosi di quelli allevati in famiglia.
3. I MANGIMI Per scegliere l'alimento più adatto ai nostri amici basta in generale un attenta lettura dell'etichetta del prodotto, dove gli ingredienti alimentari sono elencati in ordine decrescente e conoscendo i fabbisogni dei nostri gatti potremo fare la scelta più idonea. a. mangime secco Il mangime secco è rappresentato dai "croccantini" piccoli agglomerati molto secchi di sostanze nutritive più o meno insaporiti a seconda della tipologia. Ne esistono di diverse tipologie: per razze a pelo lungo ( coadiuvano l'espulsione e la non ritenzione dei peli nell'apparato digerente), per i gatti di casa ( a basso valore proteico) per i gatti che fanno vita "esterna", per gli anziani, per i piccoli ecc ecc. Spesso consigliati per diete in presenza di situazioni di dissenteria ( esistono croccantini specifici per queste situazioni) o anche per gatti con problemi di dentizione, l'azione del masticare il croccantino duro favorisce la pulizia dei denti. Un altro fattore positivo è rappresentato inoltre dalla versatilità del prodotto per quanto attiene la conservazione, la ciotola di croccantini può anche restare a terra per alcuni giorni senza la paura che il prodotto possa deteriorarsi. Di contro, a volte, non tutti i gatti possono gradirli ed in alcune confezioni non compare la percentuale di carne presente, essa viene espressa nella "analisi chimica" o con "tenori analitici" ed i valori sono di difficile interpretazione.
b. mangime umido I mangimi umidi sono quasi sempre immancabilmente presenti nelle diete alimentari dei nostri amici gatti. Complice di ciò è anche il fatto che ne esistono una varietà incredibile di gusti con pesce e carne e di forme: a dadini, a fettine, a straccetti ecc..ecc ed è facile poter soddisfare, in questa maniera, l'esigenza del nostro gatto di cambiare di tanto in tanto il proprio pasto. Anche la varietà del peso delle "scatolette" ci permette facilmente di verificare la quantità di cibo che giornalmente somministriamo ai nostri animali. Gli aspetti negativi sono: i costi, che spesso sono più alti rispetto al mangime secco, ed il fatto che a volte è stato riscontrato che, soprattutto nei prodotti più economici, alcuni componenti usati per rendere il prodotto "più appetibile" (flavours) , possono ingenerare intolleranze alimentari o forme di allergia negli animali. ( si consiglia inoltre di usare ciotole in acciaio poichè è verificato che in rari casi quelle in plastica, unite al contenuto umido, possono scatenare intolleranze o problemi di allergia). Anche per i prodotti umidi vale la regola di leggere sempre bene l'etichetta, nei prodotti venduti a basso costo o in negozi non specializzati, si può verificare che l'ingrediente carne (o pesce) sia meno del 4% ! E comunque non sempre un prezzo alto è sinonimo di qualità.
Esistono ancora altre marche ( Eukanuba, Hill's...) non direttamente testate, inoltre alcune marche qui citate sono contenute in una lista "nera" poichè sperimentano su animali. Ulteriori informazioni sull'argomento si possono trovare sul sito: http://www.consumoconsapevole.org/pet_food_e_vivisezione.html.
c. fai da te Una valida alternativa all'uso delle scatolette può essere il fai da te, ad esempio 1 kg della migliore carne in scatoletta costa circa 12 euro contro i 7 euro di un kg di pollo acquistato in macelleria che, inoltre, è qualitativamente superiore. Un altra ricetta suggerita da Susan Pitcairn, esperta di alimentazione animale, riguarda la polenta che, con l'aggiunta di un'appropriata dose di carne, rappresenta una pappa appetita ai gatti e ricca di proteine e carboidrati:
<<.. facciamo bollire 200ml di acqua e quindi aggiungiamo circa 50 gr di farina di mais, lasciamo sbollire a fuoco lento il tutto per almeno mezz'ora e, quando la polenta è ben cotta, mettiamo un cucchiaio di olio di oliva e 200 gr di carne macinata di pollo, di tacchino oppure manzo...>>
Infine, in alternativa alla polenta, si può sempre usare della pasta con l'aggiunta di proteine, quindi con pesce oppure carne.
4. ALIMENTAZIONE DI UN GATTO ADULTO La quantità di kcal richieste nell'alimentazione per un gatto adulto possono variare sia in funzione delle abitudini del gatto, ( se vive in casa, se esce, se vive in colonia ecc) sia in funzione del peso corporeo. Di media 800 kcal dovrebbero esser sufficienti per un gatto adulto di circa 5kg per due giorni. Se si usa un sistema di alimentazione misto ( umido + croccantini) controllare che i croccantini siano del tipo "complementare" all'umido. Una ricetta utile per un apporto di circa 800 kcal è la seguente:
<<... Prendere 70 gr di riso e lessarli con circa 2 gr di sale iodato, una volta che il riso è pronto unire: 140 gr di carne di manzo con circa il 20% di grasso, 30 gr di fegato di manzo, 10 gr di ossa ben tritate ( o meglio calcio lattato) e 5 gr di mais. Fare cuocere il tutto per altri 5 minuti.....>>.
5. ALIMENTAZIONE DEI GATTINI I cuccioli fino al loro completo svezzamento ( circa tre mesi) dovrebbero ovviamente essere alimentati dalla madre tramite allattamento naturale. Ma per innumerevoli motivi, ci si potrebbe trovare nelle condizioni di dovere sostituire artificialmente la mamma gatta In caso in cui ci si trovi a dover alimentare un gattino appena nato è opportuno sapere che un cucciolo deve mangiare circa il 25-30% del suo peso corporeo diviso per i vari pasti della giornata; pertanto un gattino che pesa circa 100gr dovrà mangiare al giorno dai 25 ai 30ml di latte. La quantità di latte mangiata deve aumentare naturalmente in base all'aumento del peso del cucciolo; un gattino ben alimentato deve avere ogni giorno un aumento anche minimo di circa 5 gr di peso. In mancanza di tale minima crescita o si sta sottoalimentando l'animale, oppure il latte non è abbastanza sostanzioso, o il cucciolo non assimila. Il latte va somministrato a circa 38° per leggere in dettaglio come allattare un gattino vedi la nostra sezione: allattare un gattino
6. ALIMENTAZIONE DI UN GATTO ANZIANO l'inizio dell'invecchiamento viene di norma collocato intorno ai 10 anni di età. Una delle prime esigenze che muta nel gatto anziano è l'alimentazione. L'apparato digerente, infatti, tende ad essere meno efficiente con l'avanzare degli anni, contemporaneamente si riducono le capacità olfattive dell'animale ed, in un quadro generale di deterioramento di alcune funzioni, possono manifestarsi spesso problemi a livello masticatorio. Per questi motivi è opportuno che il gatto segua una dieta bilanciata a base di prodotti studiati appositamente per soggetti avanti con l'età e facilmente reperibili presso tutti i negozi di artoli per animali. La dieta bilanciata garantisce una migliore qualità della vita, rallentando i processi di invecchiamento ( insufficienza renale) e prevenendo le malattie che più facilmente possono sopraggiungere. L'alimento dovrà essere friabile, tenero da masticare ( i croccantini meglio se frantumati) e appetibile per compensare l'abbassamento dell'olfatto. Inoltre un apporto regolare di fibre alimentari favorisce la digestione.
7. PRINCIPALI ERRORI ALIMENTARI: Somministrare integratori vitaminici in particolare con vitamina A e D , senza il controllo veterinario, a soggetti che si cibano di alimenti equilibrati, già correttamente integrati, può indurre patologie da accumulo anche molto serie. Somministrare integratori di sali minerali, senza il controllo del vet, può indurre patologie urinarie ( urolitiasi). Somministrare mangimi in granaglie per uccelli, in questi mangimi sono presenti i semi di Sorgo i quali contengono un principio attivo ( glicoside) che ha un effetto simile al cianuro che, quindi, se assunti dal gatto in grosse quantità possono essere causa di avvelenamento. Somministrare "overdosi" di avanzi e ritagli di grasso, distribuiti in maniera non quilibrata possono favorire la pancreatite. Somministrare una dieta composta in prevalenza da fegato o rene, sono povere di calcio e troppo ricche di fosforo. Il fegato inoltre è troppo ricco di vitamina A. Somministrare il latte vaccino in caso di presunto avvelenamento: Il latte può favorire l'assorbimento dei veleni liposolubili e, a differenza di quanto si crede, non ha nessuna proprietà disintossicante. Nonostante il latte sia offerto a molti gatti, la maggior parte dei gatti adulti è intollerante al lattosio, zucchero disciolto in ogni tipo di latte ( escluso quelli dove specificatamente indicato), causando forma più o meno gravi di diarrea. Somministrare frequentemente pesce crudo ed albume di uovo, contengono fattori antivitaminici che inducono carenze di Tiamina (vitamina dl gruppo B), di cui il gatto ha particolare necessità, che possono causare debolezza e sintomi nervosi, addirittura la morte. Somministrare ossa di pollo, coniglio o lische di pesce, sono potenzialmente tutte molto pericolose ed arrecare gravi lesioni al'apparato digerente. Somministrare al gatto cibo per cani, l'evento occasionale non crea nessun problema ma se diventa una consuetudine, per tutti i gatti possono esserci conseguenze. I cibi formulati per i cani hanno una quota proteica inferiore alle necessità del gatto, non sono integrati di Taurina ed acidi grassi mentre le vitamine ed i sali minerali sono presenti in una dose non ottimale per l'alimentazione del gatto. Somministrare diete troppo ricche di grassi e ipercaloriche, causano l'obesità che è una cosa abbastanza frequente. La sedentarietà, la maggior età, la sterilizzazione sono fattori che possono favorire l'insorgenza di questa patologia. Occorre pertanto stabilire per i nostri animali una dieta alimentare sempre ben equilibrata. I gatti non mangiano solo quando hanno fame, ma lo fanno anche per occupare il tempo, il gatto è un animale che reagisce agli stimoli dell'ambiente se inattivo finisce per annoiarsi, tutti fattori che possono portare all'obesità. E' sempre opportuno stimolare la curiosità dei nostri animali con nuovi oggetti che tramite il gioco stimolino l'animale al movimento.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||