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NOZIONI BASE DI PRONTO SOCCORSO

sintesi delle lezioni svolte dalla ASL di Milano Dipartimento Veterinario

 a cura di M. Fieno

  1. GENERALITA'

  2. PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO ANIMALE

  3. COMPORTAMENTO DA TENERE IN PRESENZA DI UN EVENTO TRAUMATICO

  4. TRASPORTARE UN ANIMALE FERITO

  5. VALUTAZIONE DEL QUADRO CLINICO

  6. COME PRATICARE IL MASSAGGIO CARDIACO

  7. TRAUMI e FRATTURE

  8. FERITE

  9. COLPO DI CALORE E COLPO DI SOLE

  10. CONGELAMENTO

  11. CONVULSIONI

  12. SHOCK

  13. PUNTURE E MORSI DI INSETTO

  14. INFEZIONI

  15. AVVELENAMENTO

  16. MORSO DI SERPENTE

  17. ANNEGAMENTO

  18. USTIONI

 

1. GENERALITA'

Sia dentro casa che fuori casa il gattino è sottoposto a costanti pericoli: macchine, motociclette, cani in cerca di prede, gatti che difendono il proprio territorio, vespe, pesticidi ed erbicidi, veleni per topi, lumache o serpenti, liquidi antigelo, piante ornamentali, fili elettrici, ecc ecc.. cosa può fare se si dovessero verificare queste malaugurate circostanze? Ecco una piccola guida che può aiutare in questi casi..anche se bisogna sempre e comunque far riferimento il prima possibile ad un veterinario.

 

Ricordiamo che il pronto soccorso consiste in quell'insieme di misure di primo intervento d'emergenza, utili o indispensabili per assistere e salvaguardare le vittime di infortuni e vittime di malattie improvvise, finchè non si ha la possibilità di effettuare diagnosi, terapie ed interventi medici veterinari specifici e più qualificati.

 

Gli obiettivi del pronto soccorso infatti sono essenzialmente quelli di :

  • impedire il dolore e l'ansia;

  • consentire il trasporto nelle sedi opportune per i successivi interventi veterinari;

  • prevenire od evitare il decesso;

 

2. PRINCIPI GENERALI DI COMPORTAMENTO ANIMALE

La prima risposta fisico, chimica di un organismo soggetto a particolari situazioni emotive è lo STRESS.

In primo luogo l'organismo, individuata la fonte dello stress, si prepara a combatterla questo causa l'accelerazione del battito cardiaco e della respirazione, un incremento della traspirazione, un rallentamento della digestione e la dilatazione delle pupille.

In una seconda fase il fisico cerca di riparare gli eventuali danni provocati durante la reazione allo stress ed infine, quando questo tentativo di recuperare la situazione compromessa con lo stress si prolunga nel tempo, vi è la possibile insorgenza di malattie da stress.

E' chiaro come l'esposizione duratura ad una fonte di stress di un soggetto può, in certi casi, portare al decesso.

Un altra reazione psico-fisica legata ad eventi dannosi o potenzialmente tali per l'organismo è la sensazione del DOLORE.

Il dolore è il campanello d'allarme che segnala la presenza di fattori dannosi che in molti casi possono essere eliminati.

La prima reazione comportamentale di fronte al dolore è quella della vocalizzazione che negli animali ha anche un significato di allarme per gli altri soggetti.

Un secondo comportamento è di tipo posturale, cioè di modifica dell'atteggiamento del corpo per sottrarsi all'evento scatenante ( ad esempio riflessi di allontanamento dalla fonte del dolore, di ripiegamento sul corpo per autoprotezione o sollevamento repentino degli arti o di altre parti del corpo).

In caso di un dolore moderato, l'organismo adotterà delle variazioni comportamentali che consentano d adattarsi e di poterlo sopportare.

Ad esempio un gatto che subisce una lesione traumatica ad un arto adotterà un tipo di comportamento difensivo e protettivo. L'animale cercherà di raggiungere un posto appartato e sicuro dove collocarsi in decubito ed al riparo, muovendo con circospezione e cautela. Qui si sentirebbe protetto ed al sicuro e se venisse forzato a muoversi lo farebbe con riluttanza solo in caso di necessità e, come risposta ad una sollecitazione che provochi una sensazione dolorosa, potrebbe facilmente reagire in maniera violenta ed aggressiva nei riguardi di chi lo va a stimolare.

 

 

3. COMPORTAMENTO DA TENERE IN PRESENZA DI UN EVENTO TRAUMATICO

Ecco alcuni consigli sul come comportarsi in presenza di un animale colpito da un evento traumatico od in forte stato di stress:

  • avvicinare l'animale con cautela, evitando movimenti bruschi ed improvvisi, rassicurandolo e parlando con voce bassa, lenta e mono tona per non provocare reazioni violente;

  • lasciargli il tempo di ispezionarci ed odorarci, eventualmente offrendogli con molta prudenza la mano a pugno chiuso ( non offrire mai le dita stese) o altre parti del corpo protette da indumenti spessi;

  • evitare di fissarlo intensamente ed approcciarlo se possibile abbassandosi sulle ginocchia e di lato;

  • evitare manifestazioni di angoscia e di panico o la fretta eccessiva perchè fanno perdere la capacità di intervenire e si trasmettono all'animale sofferente;

  • tenere l'animale lontano da rumori ed evitare di manovrarlo senza uno scopo diagnostico preciso, per non peggiorare la situazione;

  • rimanere con l'animale fino all'arrivo dei soccorsi se lo stesso risultasse intrasportabile.

In caso di trasporto dell'animale è indispensabile procedere alla sua immobilizzazione con lo scopo di ridurre o neutralizzare la capacità di reagire dell'animale nei confronti dei soccorritori o verso se stesso con tentativi di fuga avventati.

I gatti vanno avvolti completamente in una coperta o asciugamano o simili, per eliminare gli stimoli visivi, rassicurarli creando un effetto "tana", ed al contempo proteggersi da morsi e graffi.

A questo punti vanno adagiati senza movimenti bruschi in un trasportino chiuso o in uno scatolone pesante chiudibile od in una cassetta coperta in maniera salda per evitare i possibili tentativi di fuga o aggressione.

In tutti i casi in cui l'animale reagisca con eccessiva aggressività evitare di continuare in tentativi inutili pericolosi per se ed estenuanti per l'animale stesso ma attendere, sorvegliando la situazione a distanza, l'arrivo di soccorritori con idonei mezzi di contenzione ed eventualmente un medico veterinario per procedere alla sedazione.

 

 

4. TRASPORTARE UN ANIMALE FERITO

La vittima non dovrebbe essere mossa prima di valutare, almeno in linea di massima, l'entità delle lesioni almeno che la posizione non lo esponga ad ulteriori pericoli od alla possibilità di aggravamento.

Pertanto il movimento dell'animale deve essere effettuato a ragion veduta e valutando le possibili conseguenze fisiche che il movimento può comportare.

In questo caso particolare importanza rivestono le modalità di trasporto del ferito in quanto da queste potrebbe dipendere l'aggravarsi od il peggiorare di una situazione.

Il metodo migliore è quello di utilizzare un telo che può essere ricavato da una coperta o qualsiasi altro indumento di dimensioni sufficienti e sufficientemente robusto.

Evitando bruschi movimenti l'animale va coperto ed il telo deve essere fatto scorrere sotto l'animale stesso spingendolo con le dita o facendo ruotare l'animale in modo da racchiuderlo come in un sacco ben chiuso, arrotolandone i margini.

Il sacco deve essere sollevato ponendo le mani a palmo aperto sotto lo stesso, o se l'animale reagisce sollevandolo proprio a mo' di sacco e riponendolo subito in un trasportino o scatola robusta.

Alcuni trasportini del tipo "completamente aperti" danno la possibilità di poter estrarre la base rigida, in questo caso la stessa può essere usata come "barella" da far scivolare sotto il corpo dell'animale per poi facilitarne il trasporto.

Un alternativa può essere una scatola robusta od un trasportino da usare rovesciato aperto sopra l'animale in modo da intrappolarlo, facendo poi scorrere un qualsiasi supporto rigido ( asse di legno, cartone) sotto al gatto e quindi raddrizzando il contenitore per chiuderlo in modo sicuro.

Evitare di trasportare un gatto ferito "per il coppino" per evitare reazioni improvvise e violente.

 

 

5. VALUTAZIONE DEL QUADRO CLINICO

Nel caso i cui il soccorritore abbia una sufficiente esperienza di pronto soccorso e l'animale abbia uno spirito collaborativo, esaminare in dettaglio la vittima ed avere un chiaro quadro della situazione può essere di fondamentale importanza. In questo caso si può procedere ad una valutazione dei principali parametri vitali ( battito e frequenza cardiaca, funzionalità respiratoria, grado di coscienza e di sensibilità).

La testa deve essere lasciata al livello del corpo, a meno che non si presentino difficoltà respiratorie. A meno che non si sospettino lesioni alla testa o alla spina dorsale è possibile sollevarla lievemente per appoggiarla su di un sostegno morbido, per garantire una posizione più confortevole ed una migliore respirazione.

Se possibile è consigliabile rimuovere, molto delicatamente, detriti, coaguli, materiali vomitati od altro che possa ostruire la bocca. In caso di vomito girare la testa su un lato per favorire la fuoriuscita del materiale ed evitare che lo stesso possa essere accidentalmente inspirato.

Indipendentemente dal tipo di lesioni, nei casi gravi e bene attuare delle misure anti- shock, che prevedono di far sdraiare l'animale, mantenedolo al caldo, fermare eventuali emorragie e favorire la respirazione.

La testa va tenuta bassa e gli arti sollevati al fine di favorire l'afflusso del sangue verso gli organi principali.

Per procedere alla valutazione delle funzionalità respiratorie si deve osservare la cassa toracica ed osservare se si alza e si abbassa con movimenti regolari e ritmici. In caso di difficoltà nell'osservare i movimenti del torace un metodo alternativo è quello di avvicinare un qualsiasi vetrino ( ad esempio quello del proprio orologio da polso) sotto il naso dell'animale e constatare che si formino degli aloni di condensa sul vetro in prossimità delle narici.

Una respirazione molto superficiale con dei movimenti molto brevi e veloci può indicare lesioni che provocano dolori a livello dell'apparato respiratorio.

Per percepire il polso nel gatto  si devono appoggiare il dito medio, l'indice e l'anulare della mano destra sul lato interno della coscia all'altezza dell'inguine quindi si fanno scorrere con un impercettibile pressione fino ad incontrare un piccolo cordoncino che è l'arteria femorale. Le brevi pressioni ritmiche che si possono percepire sono le pulsazioni dell'animale.

L'arresto dell'attività cardiaca è un evento drammatico che nella maggior parte dei casi termina con la morte. Per verificare la funzionalità cardiaca si può rilevare ponendo il felino sdraiato su di un fianco, spostando l'arto interiore in avanti e facendo scorrere il pollice e l'indice dallo sterno in direzione dorsale all'altezza del gomito.

Solitamente l'interruzione dei battiti cardiaci è accompagnata da arresto del respiro, involontaria perdita di urina e feci e dilatazione delle pupille.

 

 

6. COME PRATICARE IL MASSAGGIO CARDIACO

Quando il battito cardiaco non è percepibile e la funzionalità del cuore è cessata, occorre immediatamente intervenire con il massaggio cardiaco che rappresenta l'unico mezzo per intervenire in situazioni estreme al fine di salvare la vita dell'animale.

Con il soggetto sdraiato su di un fianco si deve afferrare il torace all'altezza del cuore dietro i gomiti, con una sola mano e comprimendo ritmicamente per circa 60 volte al minuto. Contare fino a 2 nell'atto della compressione e contare fino a 1 quando si rilascia. L'azione sul torace ha anche una relativa azione sui polmoni e si dimostra pertanto efficace anche in caso di blocco respiratorio.

 

 

 

7. TRAUMI E FRATTURE:

un gattino può essere investito, morsicato da un cane, o cadere da altezze ragguardevoli. In questi casi oltre ad essere maneggiato con molta cautela, andrebbe mantenuto in posizione orizzontale per evitare di aggravare attraverso un eccessiva manipolazione un possibile trauma spinale.

Bisogna anche assicurarsi che la bocca non sia ostruita dalla lingua, saliva, sangue o altro materiale estraneo e quindi che il gatto possa respirare liberamente.

Se una ferita sanguina copiosamente, comprimerla con un dito o con un tessuto per bloccarne il flusso e favorirne la coagulazione.

A seguito di un violento trauma potremmo trovarci in presenza di una frattura ossea che prende il nome di "esposta"  se vediamo l'osso dall'esterno attraverso la cute, "chiuse" nel caso contrario, "singole o multiple" a seconda del numero dei punti di frattura, "completa" quando la rottura dell'osso è totale ed "incompleta" o "a legno verde" nel caso contrario. In questo caso le manifestazioni più comuni sono un intenso dolore locale, gonfiore, accompagnate da un certo grado di deformazione della parte. Inoltre l'incapacità di movimento ed una posizione innaturale possono indicare la presenza di fratture ossee.  In questo caso limitiamoci a coprirlo con un tessuto pulito per ridurne l'infezione ricordandoci che il trasporto di un animale così può essere pericoloso per la vita dello stesso oltre che doloroso. Mai cercare di spostare in presenza di una frattura esposta ma attendere personale specializzato in quanto i monconi delle ossa, di solito molto affilati, possono recidere i vasi sanguigni, se proprio si rende necessario il trasporto cercare di immobilizzare il più possibile la parte lesa legandola con lacci a stecche rigide che ne impediscano il movimento. Cercare inoltre di muovere l'animale mantenendolo il più possibile nella posizione originale con l'ausilio dei metodi descritti al precedente para 4.

In caso di assenza di frattura ma di traumi con evidenti tumefazioni locali è possibile semplicemente applicare degli impacchi con ghiaccio sulle parti interessate.

 

Forti traumi a carico della testa possono produrre lesioni alle ossa della scatola cranica o del muso ed avere ripercussioni a carico delle strutture nervose interne con possibilità di commozioni, edemi ed emorragie celebrali. In questo caso è quasi sempre indispensabile un intervento specialistico per definire la diagnosi particolareggiata e la successiva terapia.

 

 

8. FERITE

Le ferite possono essere categorizzate in base alla forma ( lineari frastagliate o lacerate), dalla profondità e dai tessuti sottostanti coinvolti nella lesione e dall'emorragia.

La presenza del sangue su una vasta area della vittima non indica necessariamente una ferita grave il sangue infatti può derivare da molte ferite superficiali non gravi. Di contro, la velocità di fuoriuscita del sangue ci indica le dimensioni, il numero ed il tipo dei vasi sanguigni interessati.

Un emorragia arteriosa si può riconoscere perché il sangue fuoriesce a fiotti perché sospinto dalle pulsazioni del cuore mentre in un emorragia venosa il sangue esce con un fiotto più lento ma continuo.

Nel primo caso, cioè in caso di lesione di una grossa arteria la vittima può morire dissanguata in brevissimo tempo mentre le lesioni ai vasi venosi ed alle piccole arterie hanno un tempo limite inferiore ma possono comunque portare al decesso se non trattate per tempo.

Per arrestare un emorragia:

  • applicare manualmente una compressione, direttamente sulla ferita;

  • sollevare la parte sanguinante al di sopra del livello del cuore, questa attività è utile soprattutto nella rottura dei vasi di piccola e media grandezza,

  • applicare compresse di garza o un panno pulito direttamente sulla ferita fissandole con un bendaggio sufficientemente stretto;

  • in caso di ferite emorragiche agli arti è possibile effettuare a monte della ferita una compressione manuale o avvalendosi di un laccio di fortuna, sull'arteria che porta il sangue verso la ferita possibilmente là dove la stessa passa in prossimità della cute.

Se la ferita è già stata fasciata in precedenza non rimuovere la vecchia fasciatura per evitare di asportare il coagulo di sangue che si è formato sotto e che limita l'emorragia.

In caso di piccole ferite tagliare bene il pelo intorno alla ferita stessa e controllare che non vi siano corpi estranei, in caso asportarlo con l'ausilio di una pinzetta. Disinfettare abbondantemente con acqua ossigenata.

Fatte tutte queste cose rivolgiamoci ad un buon veterinario. In caso di gravi traumi, l'eventuale trasporto dell'animale dovrebbe avvenire con l'immobilizzazione su di una base rigida che ne limiti i movimenti accidentali.

 

Infine bisogna ricordare che è sempre possibile a seguito di eventi traumatici, il verificarsi di emorragie interne, che colpiscono gli organi o i vasi presenti nella cavità toracica o addominale mettendo in grave pericolo la vita dell'animale.

I sintomi sono rappresentati da.

  • stato di incoscienza;

  • polso debole;

  • battito cardiaco appena percettibile;

  • mucose della bocca e degli occhi molto pallide( bianco- porcellana).

In questo caso recarsi immediatamente al più vicino veterinario.

 

 

9. COLPO DI CALORE E COLPO DI SOLE

Sono entrambe provocate dall'eccessivo calore ma i loro sintomi sono diversi.

Il colpo di calore si verifica quando una situazione di caldo eccessivo provoca una disfunzione del centro nervoso che controlla la regolazione della temperatura del corpo, si verifica in caso di animali lasciati all'interno di veicoli in sosta o quando vengono sottoposti a sforzi durante i periodi caldi.

I sintomi del colpo di calore sono:

  • pelle calda ed arrossata;

  • polso martellante;

  • respiro affaticato;

  • pupille dilatate;

  • temperatura molto alta;

  • eventuale perdita di conoscenza.

La vittima del colpo di calore va posta in un trasportino ed immersa in acqua fredda per abbassarne la temperatura. In caso di mancanza di una vasca coprire l'animale con lenzuola o asciugamani bagnati, ventilare energicamente e massaggiare la cute. Trasportare il paziente in strutture specializzate avendo cura di trasportarlo in posizione distesa con la testa sollevata.

 

Il colpo di sole è dovuto anch'esso al caldo eccessivo ma per un esposizione diretta e prolungata al sole, provoca soprattutto una notevole perdita di liquidi e di sali minerali, con conseguente disidratazione e stato di shock.

I sintomi del colpo di sole sono:

  • pallore;

  • polso debole;

  • respiro superficiale;

  • pupille quasi normali;

  • temperatura quasi normale;

  • possibile vomito.

L'animale colpito da colpo di sole va spostata in un luogo fresco ed aerato, in posizione distesa con la testa bassa.

Se possibile somministrare liquidi con sali ( tipo integratori per sportivi) frequentemente ed in piccole quantità bagnando la bocca o utilizzando una siringa senza ago. In caso di grave prostrazione trasportare in strutture specializzate.

E' quindi bene non lasciarlo mai in macchina da solo nemmeno all'ombra e con i finestrini abbassati.

 

 

10. CONGELAMENTO

I gatti sono piuttosto resistenti alle variazioni di temperatura perchè il pelo assicura una camera d'aria isolante a temperatura costante intorno al corpo. Se però il pelo è bagnato 8 accidentali cadute nell'acqua, o lunga permanenza sotto la pioggia e nella neve) la camera d'aria isolante scompare e la temperatura si abbassa pericolosamente.

Alcune aree del corpo possono essere esposte più di altra al congelamento perchè meno protette dal pelo e con maggior scambio di calore con l'esterno questi sono : le orecchie, la coda, gli arti e gli organi genitali. Queste parti possono diventare insensibili e di colorito scuro. In questo caso bisogna intervenire riscaldando l'organismo e contemporaneamente ripristinando la circolazione nella zona colpita dal congelamento. Si deve trasportare l'animale in un ambiente caldo e coprirlo con una coperta e riscaldarlo con delle borse d'acqua.

Se misurando la temperatura rettale si dovesse riscontrare un caso di ipotermia ( - di 37°) mettere l'animale in un trasportino ed immergerlo in acqua calda e poi asciugarlo accuratamente.

 

 

11. CONVULSIONI

Le convulsioni nel gatto sono causate da repentini ed improvvisi disturbi dell'attività celebrale e si presentano con contrazioni e tremori che interessano tutto il corpo.

Gli attacchi convulsivi possono durare da pochi secondi a qualche minuto e gli animali, oltre ad essere incoscienti, possono perdere feci ed urina.

Le crisi possono essere rare e frequenti a seconda delle molte cause possibili:

  • disturbi genetici;

  • disturbi metabolici;

  • malattie infettive o congenite;

  • traumi.

In questo caso occorre restare calmi poichè nella maggiore delle ipotesi la crisi cessa spontaneamente.

Allontanare dall'animale tutti gli oggetti che potrebbero ferirlo e coprirlo con una coperta evitando di fare rumore per non aggravare il suo stato psichico. fare attenzione a non mettere le mani in bocca perchè si potrebbe essere morsicati involontariamente. Parlargli a voce bassa con dolcezza.

la terapia richiede sempre l'accertamento del veterinario.

 

 

12. SHOCK

Lo shock è uno stato di acuta insufficienza circolatoria provocato dall'incapacità del cuore di pompare un volume adeguato di sangue ad una pressione sufficiente per la perfusione degli organi principali. può essere dovuto a :

  • lesioni;

  • ustioni;

  • emorragie;

  • improvvisa infezione o un avvelenamento;

  • anomalo volume di liquido extra cellulare;

  • collasso neurologico;

  • reazioni allergiche

Sintomi dello shock sono:

  • il polso debole e rapido;

  • la respirazione superficiale;

  • nausea;

  • prostrazione.

Lo stato di shock può causare il decesso dell'animale, richiede di mantenere una temperatura corporea normale, con coperte ed altro. Nei primi stadi la vittima è cosciente anche se non completamente vigile, successivamente il calo della pressione ematica si ripercuote sul sistema nervoso centrale e può provocare una perdita di conoscenza.

Se lo shock persiste, l'alterazione circolatoria può danneggiare organi vitali quali il cervello, il cuore, il fegato ed i polmoni.

 

 

 

13. PUNTURE E MORSI DI INSETTO

Punture e morsi di insetto provocano tumefazione locale ed a volte reazioni allergiche che si manifestano con tumefazione di zampe e muso. L'animale comincia improvvisamente a sfregarsi il muso che, nel giro di pochi secondi, si gonfia tanto da rendere l'animale irriconoscibile e da ridurre gli occhi a due fessure. Si tratta di attacchi allergici provocati dalle sostanza allergizzanti  prodotte da insetti tipo ragni, api e calabroni. Un coinvolgimento interno causa difficoltà respiratorie infatti in alcuni casi l'edema passa alla bocca, alla laringe ed alla faringe causando difficoltà respiratorie con effetti drammatici. Quando visibile è bene estrarre il pungiglione con una pinzetta, quindi applicare del ghiaccio sulla parte interessata. E' sempre bene portare il gatto dal veterinario che nel caso tratterà l'animale per limitare una reazione allergica poichè in alcuni casi le reazioni potrebbero avere come conseguenza anche lo shock anafilattico, primi sintomi di eventuali reazioni possono essere: un orticaria diffusa, gonfiori sottocutanei diffusi.

 

 

14. INFEZIONI

I gattini sono molto suscettibili alle malattie infettive che colpiscono stomaco ed intestini. Parassiti virus e batteri possono causare vomito e diarrea. Nei casi più gravi portano a disidratazione e morte nel giro di qualche ora.

In questi casi l'unica possibile azione è il ricovero urgente presso una clinica veterinaria per un trattamento con flebo. Nei casi più lievi un digiuno di dodici ore ed acqua fresca in gran quantità possono essere sufficienti a risolvere l'episodio.

Per i lievi casi di dissenteria, che si protrae oltre le dodici ore, esistono in commercio degli alimenti specifici sia umidi che secchi per animali affetti da dissenteria o da intolleranze varie acquistabili presso i negozi specializzati ( ad esempio l' I/D).

 

 

15. AVVELENAMENTO

Come per i bambini piccoli, non è mai consigliabile lasciare a portata di "zampa" veleni per topi o lumache, olii benzine o gasoli, liquidi antigelo, detersivi o quanto altro possa essere ingeribile e nocivo per il nostro gatto.

Generalmente gli avvelenamenti sono semplicemente sospettati perchè uno o più animali in salute, presentano improvvisamente sintomi gravi ed apparentemente inspiegabili diversamente.

Il più delle volte la sostanza responsabile rimane sconosciuta e, non potendo trovare il giusto antidoto, vengono trattate con terapie sintomatiche.

I sintomi più comuni sono:

  • rifiuto del cibo, vomito e diarrea;

  • possibili ecchimosi ( macchie bluastre) diffuse sul corpo ( avvelenamento da topicidi anticoagulanti);

  • aumento della salivazione;

  • tremori muscolari e convulsioni;

  • in alcuni casi depressione e addirittura incoscienza, con pupille dilatate ed una temperatura al di sotto della norma.

Nel caso d'ingestione è necessario volare alla più vicina clinica veterinaria con il flacone di liquido ingerito in tal modo, conoscendo il principio attivo ingerito dal nostro animale, per il veterinario sarà più facile intraprendere un idoneo trattamento .

Nel caso l'animale abbia ancora in bocca l'oggetto contenente il veleno, o tracce dello stesso, provvedere immediatamente alla rimozione ed a sciacquare abbondantemente con acqua corrente, anche in caso di immersione, prima di tutto, è bene sciacquare il più possibile l'animale con acqua corrente fresca. In caso di convulsioni non stimolare in nessun modo l'animale, tenetelo tranquillo lontano da luci e rumori ed eliminare qualsiasi accessorio ( ad esempio collarini) che possano limitare i movimenti dell'animale.

E' da tenere presente che alcune comuni piante d'appartamento, come ad esempio la Stella di Natale, l' Azalea, la Diefenbachia, il Ficus Benjamin.. sono velenose se morsicate dal gatto.

 

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16. FOLGORAZIONE ELETTRICA

Giocando coi fili elettrici, a seguito di un morso, il gatto può venire a contatto con i cavi  elettrici e subire una folgorazione. Questa può causare ustioni del muso, shock, difficoltà respiratoria, e morte.

E' quindi ovvio di non far giocare il gatto con i fili elettrici e controllare, soprattutto quando si hanno gattini dai tre ai sei mesi, la dislocazione e lo stato dei fili elettrici dei nostri apparecchi casalinghi. In caso di folgorazione o del fondato sospetto che l'animale sia esposto ad una scarica elettrica prima di qualsiasi intervento bisogna assicurarsi di essere adeguatamente isolati e che sia stato posto in sicurezza l'impianto con il distacco della corrente.

Le lesioni sono generalmente localizzate a livello del cavo orale e si presentano come ustioni , gli effetti del passaggio della scarica elettrica nell'organismo si manifestano con:

  • shock;

  • diminuzione della pressione sanguigna;

  • alterazione dell'attività cardiaca;

  • perdita di coscienza;

  • contrazioni muscolari;

  • possibili convulsioni;

  • possibile edema polmonare e stato d'incoscienza;

Se il soggetto non da alcun segno di vita occorre praticare senza indugio il massaggio cardiaco e la respirazione artificiale in attesa dell'intervento del veterinario.

Anche se l'animale sembra non averne risentito il consiglio è riporre l'animale in un trasportino ventilato, coperto da un asciugamano per evitare all'animale sollecitazioni della luce e correre subito dal veterinario, la visita dal veterinario e consigliabile anche se l'animale sembra non avere problemi.

 

 

17. MORSO DI SERPENTE

Come nell'uomo i morsi dei serpenti possono essere mortali. In italia il serpente più comune nel quale ci possiamo imbattere è sicuramente la Vipera. In caso di morso di serpente se dovessimo essere in zone molto lontane da centri abitati, magari in montagna, come per l'uomo possiamo provare ad asportare parte del veleno incidendo con un coltellino la ferita lasciata dai denti anteriori del rettile, lasciare sanguinare abbondantemente la ferita per poi limitare la fuoriuscita di sangue con una fasciatura. Inoltre stringere una fascia a monte del vaso sanguigno interessato al fine di limitare la velocità con cui il veleno può arrivare al cuore. Infine bisogna raggiungere un veterinario per iniettare l'antidoto. E' opportuno informare il medico prima dell'arrivo al fine di accertarsi che lo stesso sia in possesso dell'idoneo siero.

 

 

18. ANNEGAMENTO

Gli animali sanno nuotare istintivamente e di conseguenza è raro che rischino di annegare. Però può accadere che un animale cadendo in acqua subisca dei traumi che gli rendono impossibile il nuoto  o ancora che non riesca ad uscire dall'acqua per stanchezza.

La prima cosa è di allontanare l'acqua presente nei polmoni.

Nel gatto l'ideale è metterlo a testa in giù sollevandolo per gli arti posteriori e comprimendo il torace per 2-3 secondi per facilitare l'uscita dell'acqua.

La ripresa della respirazione è segnalata dalla comparsa di movimenti respiratori e copi di tosse, se ciò non dovesse accadere bisogna applicare la respirazione artificiale in attesa del veterinario.

 

 

19. USTIONI

L' ustione è causata dall'esposizione con alte temperature o con sostanze caustiche e ustionanti.

Nel primo caso bisogna procedere a sciacquare abbondantemente con acqua corrente la parte ustionata rimuovere, se ancora presenti sul pelo, le parti rimanenti del prodotto ustionante, rasare il pelo imbrattato della sostanza.

Nel caso l'ustione sia dovuta all'esposizione ad alte temperature per il passaggio vicino a parti dell'auto surriscaldate, vicino a fornelli di casa, al ferro da stiro, o perché coinvolti da incendi. La gravità delle ustioni si valuta sulla base della loro estensione e profondità.

Nelle ustioni superficiali il pelo appare bruciacchiato e la cute è arrossata e coperto di vescicole ( rigonfiamenti dell'epidermide pieni di liquido chiaro) a cui fanno seguito delle croste. Se la lesione appena avvenuta usare acqua fresca corrente.

Nelle ustioni profonde  sono caratterizzate dalla sofferenza degli strati più profondi della cute che appare erosa e di colorito nerastro o biancastro a causa della morte dei tessuti. La cute può staccarsi a brandelli. In questi casi occorre ricorrere all'assistenza veterinaria con la massima urgenza. Riporre l'animale in un trasportino evitare di coprirlo con bende o altri indumenti se non si possiedono le apposite garze oleate per ustioni che garantiscono di non aderire ai tessuti.

            

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