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Mammiferi
Il
Gatto Pescatore (
Prionailurus viverrinus
)
Questa specie
ha cambiato la sua categoria da “Vulnerabile” a “Minacciata”
a causa del forte calo in molte delle aree Asiatiche
nell’ultimo decennio. E’ un gatto di media taglia e un abile
nuotatore, preferisce stabilirsi principalmente in terreni umidi
come paludi, ruscelli ed aree di mangrovie. Purtroppo più del 45% delle aree
palustri protette del Sud Est Asiatico sono considerate a rischio
includendo quelle che sono la casa di queste specie; aree come le
coste dell’estuario del Karnataka (Sud Ovest India), e del delta del
Irrawaddy, Indus, Mekong and Red rivers. La minaccia al Gatto
pescatore include anche la colonizzazione dell’uomo che prosciuga il
suo habitat per ricavare terreni agricoli, l’inquinamento
industriale, la caccia eccessiva, l’abbattimento delle foreste e la
pesca.
Inoltre, il disboscamento delle coste ricoperte dalle
mangrovie, nell'ultimo decennio molto rapido, e la diminuzione dei
banchi di pesce a causa dell'eccessivo sfruttamento della pesca,
inducono a presumere che vi sia una significativa minaccia alla sua
sopravvivenzadato dato che questa specie basa la sua dieta sul
pesce.
Photo ©
Mathieu Ourioux.
La
Foca del Caspio (
Pusa caspica ) è diventata una specie da "vulnerabile" a
"specie in pericolo". Essa vive
dal principio alla fine nel mar Caspio usando gli spessi lastroni di
ghiaccio invernale come una superficie su cui dare alla luce la
propria prole ed allevarla. La sua popolazione è declinata del 90%
negli ultimi 100 anni a causa dell'insostenibile livello della
caccia per fini commerciali, il degrado dell'ambiente e
l'inquinamento e sta tutt'ora decrescendo. A partire dal 2005 il
numero dei cuccioli nati è catastroficamente caduto dal 60% al 6-7%
Il tasso minimo tra i cuccioli ha spinto ai ricercatori a temere che
ci sia un numero appena sufficiente di femmine riproduttrici per
mantenere la popolazione in grado di sopravvivere. Photo ©
Simon Goodman (University of Leeds/Caspian International Seal
Survey).
Il
Furetto dalle zampe nere (
Mustela nigripes ) E' una specie originaria del Nord America che
quasi estinta deve la sua esistenza ad un massiccio sforzo di
reintroduzione di animali in cattività nel loro habitat. Questa
specie è altamente dipendente, per le proprie risorse alimentari,
dai cani della prateria, per questo, l'indiscriminato sterminio di
quest'ultimi perpetrato nel 20° secolo ed il diffondersi di malattie
epidemiche, hanno causato il massiccio declino nella popolazione del
Furetto dalle zampe nere. Nel 1985 la specie era praticamente a
rischio estinzione quando le ultime popolazioni nomadi collassarono
a causa di un epidemia di cimurro canino. Una volta molto diffuso
nel Nord America ora vive solo in alcune popolazioni forzatamente
reintrodotte e viene correttamente considerata una
"specie in pericolo" Dal
1991 al 2008, un programma di allevamentoin cattività condotto
dall'Istituto Americano per i Pesci e gli Animali selvatici (United
States Fish and Wildlife Service)
portò indietro questi animali dal Messico e dagli stati ad ovest
dell'America. Al momento questa specie è considerata autosufficiente
soo in tre zone: due in Sud Dakota ed una nel Wyoming. Photo ©
Dean E. Biggins.
L'Elefante
Africano (
Loxodonta africana ) vive in circa 37 regioni dell'Africa
sub-sahariana ed è stato trovato: in dense foreste, nella savanah,
nei prati e, in piccole popolazioni, anche nell'arido deserto della
Namibia e del Mali.
La
caccia di frodo, per l'avorio e per la carne di quest'animale, è
tradizionalmente la peggior minaccia per questa specie.
Attraverso tutto il continente Africano è stato stimato che il
totale della popolazione abbia sofferto un decremento di circa il
25% dal 1997 al 2005, con un picco del 30%, che rappresenta il
limite per entrare nell'annovero delle specie vulnerabili. La specie
è stata spostata dall'elenco delle "vulnerabili" all'elenco
delle specie "quasi minacciate"
. Questo cambio si deve al recente incremento delle maggiori
popolazioni nel Sud Est Africano, dovuto al successo degli sforzi di
conservazione che sono stati sufficientemente calibrati per
prevenire ogni diminuzione della popolazione che potrebbe avvenire
ovunque in un così vasto terrotorio. Photo © IUCN Photo Library /
Alicia Wirz.
Il
Sengi dalla faccia grigia(
Rhynchocyon udzungwensis ) è una specie scoperta recentemente di
Elefante-topo della Tanzani. La specie è categorizzata come "Vulnerabile"
poichè è stata trovata solo in due aree che sono spesso soggette ad
incendi causati dalla siccità e dall'uomo per favorire
l'allargamento dei suoi insediamenti posti nelle vicinanze. Trae
origine da un gruppo di mammiferi chiamati Afrotheria che si è
sviluppato in Africa più di 100 milioni di anni fa e nel cui insieme
comprende: gli Elefanti, i Trichechi e gli Aardvark. Gli
Elefanti-topi prendono il loro nome per via del loro lungo e
flessibile naso più che per le loro affinità genetiche. Il Sengi
dalla faccia grigia fu descritto solo nel 2008 dopo essere stato
ripreso in un film del 2005 nella remota foresta del Ndundulu nelle
montagne Udrungwa in Tanzania. Questa è la prima specie di
Elefante-topo gigante ad essere stata scoperta negli ultimi 126 anni
e, come stazza, supero gli altri Sengi di circa il 25%. Una rapida
diminuzione dell'habitat a disposizione potrebbe portare potrebbe
portare questa specie tra quelle a piùalto rischio. Photo ©
F. Rovero (Trento Museum of Natural Sciences, Italy).
L'
Opossum a strisce dell'isola di Fergusson (
Dactylopsila tatei ) si trova solo su un isola delle "D'Entrecasteaux
Islands" (Fergusson Island), Papua New Guinea. Questa specie non
è molto ben conosciuta, ma si pensa che sia ristretta alle aree
umide di foresta incontaminata tra i 600 ed i 1000 metri di
altitudine. Il suo presunto ristretto raggio di habitat sicuro è
sotto la minaccia dell'espansione delle zone agricole e pertanto
questo Opossum è stato classificato come "specie
in pericolo" . Sono necessarie maggiori ricerche per reperire
dei dati per meglio definire lo status di questa specie. Photo ©
Pavel German.
La
Zebra di Grevy (
Equus grevyi ) è confinata nell'area del corno d'Africa,
specialmente in Etiopia ed in Kenia. Questa Zebra "specie
in pericolo" è stata sottoposta ad una delle più pesanti
riduzioni di presenza sul territorio subite da mammiferi del
continente Africano. E' stato stimato che la sua popolazione sia
decresciuta di più del 50% negli ultimi 18 anni, e la popolazione
corrente consta approssimativamente di circa 750 animali adulti
La maggior ragione di questa forte decrescita è strettamente
connessa con la riduzione delle risorse idriche disponibili (ad
esempio, il fiume Ewaso Ng'iro, a causa del forte prelevamento di
acqua per fini agricoli, ha ridotto il suo flusso di circa il 90%
nelle stagioni aride degli ultimi tre decenni), il degrado del
proprio habitat, a causa dell'aumentare del pascolo delle razze
domestiche che competono con la Zebra di Grevy per le scarse risorse
di cibo; la caccia e l'inquinamento ( ad esempio una perdita di
antracite nell' area del Wamba nel Sud del Samburu Kenya ha portato
alla morte di più di 50 animali). Photo ©
Jean-Christophe Vié
La
specie dell'Asino Asiatico selvaggio (
Equus hemionus ) è passata dalla categoria "vulnerabile" alla
categoria "specie in pericolo"
nel
2008 perchè si è calcolato
che negli ultimi 16 anni la sua popolazione è diminuita del 50%. Nei
tempi antichi questo animale era diffuso in tutta l'Asia,
dalla Cina ad est alla Turchia ad Ovest. A partire dal 19° secolo la
sua diffusione si è drasticamente ridotta e, ad oggi, le maggiori
popolazioni vivono nella parte meridionale della Mongolia sulla zona
di confine a nord della Cina, con piccole, isolate popolazioni
selvatiche reintrodotte nei pressi della loro originaria area. Una
sottospecie, l' Asino selvaggio Siriano (E. h. hemippus) è ora
estinta. Un insieme di cause e di minacce tutte collegabili
all'uomo, hanno avuto come risultato il declino di questa specie (
il proprio habitat perso a causa dell'espandersi degli insediamenti
umani e dell'agricoltura, la competizione con le razze di animali
domestiche per il reperimento delle risorse di cibo e il
bracconaggio). La specie è ora suscettibile all'esplosione di
malattie epidemiche ed alla siccità, che possono velocemente causare
la sparizione delle rimanenti piccole ed isolate popolazioni. Photo
©
Jean-Christophe Vié.
L'
Indri (
Indri indri ) è un Primate ascritto alla categoria "specie
in pericolo" ed in particolare è minacciato dalla
crescente perdita del proprio habitat di foreste pluviali. Il
regredire del suo habitat si deve alla la ricerca e lo sfruttamento
di fonti energetiche, lo sfruttamento del legname e per il
propagarsi di colture con la tecnica del taglio e della bruciatura
delle piante per arricchire il suolo prima di piantare. Il
bracconaggio dell' Indri è considerato un tabù da molte popolazioni
autoctone ( ed anche in altre aree), ma simile credenze si
stanno indebolendo con il passare del tempo e le pressioni dei
cacciatori (per le calde pellicce con le quali vengono confezionati
indumenti vari e per la carne) sono adesso abbastanza significative
in molte zone. E' stato stimato che la popolazione sia decresciuta
di più del 50% negli ultimi 36 anni.
Photo ©
Jean-Christophe Vié.
Il
Diavolo della Tasmania (
Sarcophilus harrisii ) è ora una delle specie minacciate,
passando da uno stato di minimo interesse a quella di "specie
in pericolo". Dalle dimensioni di un piccolo cane vive
sul'isola della Tasmania. La popolazione globale di questa specie è
diminuita di circa il 60% negli ultimi 10 anni a causa di una
infezione cancerogena e mortale. La malattia del tumore della viso
del diavolo (DFTD) si è diffusa attraverso i Diavoli della Tasmania
grazie ai morsi ed allo scambio del cibo. Una volta infetto
l'animale sviluppa tumori intorno alla bocca che interferiscono con
la capacità di nutrirsi portando l'animale a morire di fame.
Photo ©
David Hewett.
La
Lince Iberica (
Lynx pardinus ) consta di una popolazione totale di appena
84-143 adulti, ristretta nelle aree di Spagna e Portogallo e
qualificandosi come una "specie in
pericolo
critico". Il continuo diminuire della popolazione della
Lince è causato dal forte decremento della sua principale
preda, il coniglio Europeo (Oryctolagus cuniculus). L'introduzione
dello Mixomatosi per controllare i conigli nel 1950 ha decimato la
pricipale risorsa di cibo della Lince causando il crash della
popolazione. Quando sembrò possibile il recupero ei conigli scoppiò
una emorragia virale ai polmoni . Nel tentativo di mantenere il
numero di esemplari i conservazionisti hanno allevato e liberato
conigli, mentre la popolazione selvaggia ha sviluppato una naturale
immunità alla Myxomatosis. Una minaccia aggiuntiva per la specie
delle Linci Iberiche è rappresentata da tutti i tipi di
trappole usate per la caccia ai conigli e le morti accidentali in
incidenti automobilistici legati l'espansione della rete stradale.
malattie, e caccia illegale inoltre minacciano la popolazione. La
lince è relegata ad uno sparpagliato gruppo nel sud-ovest della
penisola Iberica dove il suo habitat è però fortemente frammentato
dall'espandersi di infrastrutture, dallo sviluppo urbano e turistico
tanto quanto le piantagioni di Pini ed Eucalyptus. Photo ©
Antonio Rivas.
Photo © Jessie Cohen, courtesy of
National Zoological Park.
Il
Cervo Pere David's (
Elaphurus davidianus ) è una "specie
estinta" nell'ambito selvatico. Conosciuto in Cina
come "Milu", il suo nome Inglese deriva da un missionario Francese,
padre Armand David. L'ultima popolazione selvatica si pensa sia
stata mangiata dalle truppe durante la rivoluzione dei Boxer nel 19°
secolo. Furono reintrodotte in Cina nel tardo 1980 da animali in
cattività allevati in Europa; questi animali reintrodotti sono stati
addestrati e guidati da quando non vengono più considerati
selvatici. Le popolazioni in cattività allevate in Cina stanno
ripopolandosi negli ultimi anni e rimane la possibilità che alcune
popolazioni nomadi possano alla fine stabilirsi in maniera fissa da
qualche parte nel prossimo futuro. A questo punto lo statoto
nell'ambito della IUCN red List dovrà essere rivisto. Photo ©
Jessie Cohen, courtesy of
National Zoological Park.
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