ROMA - Un mammifero su quattro nel mondo e' a rischio estinzione.... Questo il nuovo allarme che viene dalla Lista rossa della natura sotto minaccia resa nota a Barcellona in occasione del IV Congresso mondiale dell'Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn).

In particolare, su 5.487 specie di mammiferi conosciute sulla Terra, 1.141 e' sotto minaccia di estinzione, precisa l'Iucn in questo studio considerato il piu' completo mai realizzato sui mammiferi. Ma la realta' potrebbe essere molto peggiore visto che mancano informazioni su circa 836 mammiferi. In realta' il numero di mammiferi minacciati di estinzione potrebbe raggiungere il 36%, stimano i 1.800 scienziati di piu' di 130 paesi che hanno lavorato, sotto la guida Iucn, al censimento dei mammiferi pubblicato sulla rivista Science.

Perdita di habitat, sfruttamento delle risorse marine e terrestri, inquinamento e cambiamento climatico tra le cause di questa crisi ecologica. In declino, secondo lo studio, infatti, un mammifero su due a livello numerico. Per quanto riguarda le specie, 76 sono gia' scomparse dal 1.500, mentre altre 29 sono ormai considerate potenzialmente estinte

''E' impressionante come dopo milioni e milioni di anni di evoluzione si e' arrivati a una crisi simile'', ha detto Andrew Smith, docente presso Arizona State University e uno degli scienziati chiave che hanno redatto lo studio sullo stato di salute dei mammiferi. Questi animali, ha sottolineato quindi Smith, ''sono importanti perche' giocano un ruolo importante negli ecosistemi e forniscono importanti benefici al genere umano. Se si perde un mammifero spesso - ha aggiunto Smith - spesso si rischia di perderne molti altri''. La Lista Rossa 2008 comprende 44.838 specie, di queste 16.928 sono considerate a rischio (38)%. Un anno fa la Lista Rossa comprendeva 41.415 specie, di cui 16.306 sono state valutate sotto minaccia. (ANSA)

Ansa - Lun 6 Ott - 16.18

 

Di seguito una selezione di foto di animali, edita nel 2008, tratta dal database del sito della IUCN Red List delle specie a rischio( www.iucnredlist.org download 22 october 2008), alla cui redazione hanno partecipato numerose sorgenti tra cui lo IUCN SSC Specialist Group members and ARKive.

Le parti scritte sono state tradotte  dall'Inglese all' Italiano, con la collaborazione dell'amico Maurizio.

Per una più vasta selezione di immagini ed informazioni sulle specie minacciate è consultabile il sito di ARKive (www.arkive.it) un enciclopedia on-line delle specie animali del mondo (in inglese).

RED LIST IUCN 2008

- criteri di classificazione

- specie a rischio in Italia

 

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ULTERIORI INFO SU:

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Sito che offre la  possibilita' di monitorare tramite webcam i nidi di alcune coppie di rapaci che hanno nidificato  e veder nascere e crescere i loro piccoli.

 

LA GRANDE CUCCIA:

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INFORMATION

 FROM  www.iucnredlist.org

<<download 22 october 2008>>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mammiferi

 

Il Gatto Pescatore ( Prionailurus viverrinus ) Questa specie ha cambiato la sua categoria da “Vulnerabile” a “Minacciata” a causa del forte calo in molte delle aree Asiatiche nell’ultimo decennio. E’ un gatto di media taglia  e un abile nuotatore, preferisce stabilirsi principalmente  in terreni umidi come paludi, ruscelli ed aree di mangrovie. Purtroppo più del 45% delle aree palustri protette del Sud Est Asiatico sono considerate a rischio includendo quelle che sono la casa di queste specie; aree come le coste dell’estuario del Karnataka (Sud Ovest India), e del delta del Irrawaddy, Indus, Mekong and Red rivers. La minaccia al Gatto pescatore include anche la colonizzazione dell’uomo che prosciuga il suo habitat per ricavare terreni agricoli,  l’inquinamento industriale, la caccia eccessiva, l’abbattimento delle foreste e la pesca. Inoltre, il disboscamento delle coste ricoperte dalle mangrovie, nell'ultimo decennio molto rapido, e la diminuzione dei banchi di pesce a causa dell'eccessivo sfruttamento della pesca,  inducono a presumere che vi sia una significativa minaccia alla sua sopravvivenzadato dato che questa specie basa la sua dieta sul pesce. Photo © Mathieu Ourioux.

 

La Foca del Caspio ( Pusa caspica ) è diventata una specie da "vulnerabile" a "specie in pericolo". Essa vive dal principio alla fine nel mar Caspio usando gli spessi lastroni di ghiaccio invernale come una superficie su cui dare alla luce la propria prole ed allevarla. La sua popolazione è declinata del 90% negli ultimi 100 anni a causa dell'insostenibile livello della caccia per fini commerciali, il degrado dell'ambiente e l'inquinamento e sta tutt'ora decrescendo. A partire dal 2005 il numero dei cuccioli nati è catastroficamente caduto dal 60% al 6-7% Il tasso minimo tra i cuccioli ha spinto ai ricercatori a temere che ci sia un numero appena sufficiente di femmine riproduttrici per mantenere la popolazione in grado di sopravvivere. Photo © Simon Goodman (University of Leeds/Caspian International Seal Survey).

Il Furetto dalle zampe nere ( Mustela nigripes ) E' una specie originaria del Nord America che quasi estinta deve la sua esistenza ad un massiccio sforzo di reintroduzione di animali in cattività nel loro habitat. Questa specie è altamente dipendente, per le proprie risorse alimentari, dai cani della prateria, per questo, l'indiscriminato sterminio di quest'ultimi perpetrato nel 20° secolo ed il diffondersi di malattie epidemiche, hanno causato il massiccio declino nella popolazione del Furetto dalle zampe nere. Nel 1985 la specie era praticamente a rischio estinzione quando le ultime popolazioni nomadi collassarono a causa di un epidemia di cimurro canino. Una volta molto diffuso nel Nord America ora vive solo in alcune popolazioni forzatamente reintrodotte e viene correttamente considerata una "specie in pericolo"  Dal 1991 al 2008, un programma di allevamentoin cattività condotto dall'Istituto Americano per i Pesci e gli Animali selvatici (United States Fish and Wildlife Service) portò indietro questi animali dal Messico e dagli stati ad ovest dell'America. Al momento questa specie è considerata autosufficiente soo in tre zone: due in Sud Dakota ed una nel Wyoming. Photo © Dean E. Biggins.

 

L'Elefante Africano ( Loxodonta africana ) vive in circa 37 regioni dell'Africa sub-sahariana ed è stato trovato: in dense foreste, nella savanah, nei prati e, in piccole popolazioni, anche nell'arido deserto della Namibia e del Mali.

La caccia di frodo, per l'avorio e per la carne di quest'animale, è  tradizionalmente la peggior minaccia per questa specie.

Attraverso tutto il continente Africano è stato stimato che il totale della popolazione abbia sofferto un decremento di circa il 25% dal 1997 al 2005, con un picco del 30%, che rappresenta il limite per entrare nell'annovero delle specie vulnerabili. La specie è stata spostata dall'elenco delle "vulnerabili"  all'elenco delle specie "quasi minacciate" . Questo cambio si deve al recente incremento delle maggiori popolazioni nel Sud Est Africano, dovuto al successo degli sforzi di conservazione che sono stati sufficientemente calibrati per prevenire ogni diminuzione della popolazione che potrebbe avvenire ovunque in un così vasto terrotorio. Photo © IUCN Photo Library / Alicia Wirz.

 

Il Sengi dalla faccia grigia( Rhynchocyon udzungwensis ) è una specie scoperta recentemente di Elefante-topo della Tanzani. La specie è categorizzata come "Vulnerabile" poichè è stata trovata solo in due aree che sono spesso soggette ad incendi causati dalla siccità e dall'uomo per favorire l'allargamento dei suoi insediamenti posti nelle vicinanze. Trae origine da un gruppo di mammiferi chiamati Afrotheria che si è sviluppato in Africa più di 100 milioni di anni fa e nel cui insieme comprende: gli Elefanti, i Trichechi e gli Aardvark. Gli Elefanti-topi prendono il loro nome per via del loro lungo e flessibile naso più che per le loro affinità genetiche. Il Sengi dalla faccia grigia fu descritto solo nel 2008 dopo essere stato ripreso in un film del 2005 nella remota foresta del Ndundulu nelle montagne Udrungwa in Tanzania. Questa è la prima specie di Elefante-topo gigante ad essere stata scoperta negli ultimi 126 anni e, come stazza, supero gli altri Sengi di circa il 25%. Una rapida diminuzione dell'habitat a disposizione potrebbe portare potrebbe portare questa specie tra quelle a piùalto rischio. Photo © F. Rovero (Trento Museum of Natural Sciences, Italy).

 

L' Opossum a strisce dell'isola di Fergusson ( Dactylopsila tatei ) si trova solo su un isola delle  "D'Entrecasteaux Islands" (Fergusson Island), Papua New Guinea. Questa specie non è molto ben conosciuta, ma si pensa che sia ristretta alle aree umide di foresta incontaminata tra i 600 ed i 1000 metri di altitudine. Il suo presunto ristretto raggio di habitat sicuro è sotto la minaccia dell'espansione delle zone agricole e pertanto questo Opossum è stato classificato come "specie in pericolo" . Sono necessarie maggiori ricerche per reperire dei dati per meglio definire lo status di questa specie. Photo © Pavel German.

 

 

La Zebra di Grevy ( Equus grevyi ) è confinata nell'area del corno d'Africa, specialmente in Etiopia ed in Kenia. Questa Zebra "specie in pericolo" è stata sottoposta ad una delle più pesanti riduzioni di presenza sul territorio subite da mammiferi del continente Africano. E' stato stimato che la sua popolazione sia decresciuta di più del 50% negli ultimi 18 anni, e la popolazione corrente consta approssimativamente di circa 750 animali adulti  La maggior ragione di questa forte decrescita è strettamente connessa con la riduzione delle risorse idriche disponibili (ad esempio, il fiume Ewaso Ng'iro, a causa del forte prelevamento di acqua per fini agricoli, ha ridotto il suo flusso di circa il 90% nelle stagioni aride degli ultimi tre decenni), il degrado del proprio habitat, a causa dell'aumentare del pascolo delle razze domestiche che competono con la Zebra di Grevy per le scarse risorse di cibo; la caccia e l'inquinamento ( ad esempio una perdita di antracite nell' area del Wamba nel Sud del Samburu Kenya ha portato alla morte di più di 50 animali). Photo © Jean-Christophe Vié

 

 

La specie dell'Asino Asiatico selvaggio ( Equus hemionus ) è passata dalla categoria "vulnerabile" alla categoria "specie in pericolo"  nel 2008 perchè  si è calcolato che negli ultimi 16 anni la sua popolazione è diminuita del 50%. Nei tempi antichi questo animale era diffuso in tutta l'Asia,   dalla Cina ad est alla Turchia ad Ovest. A partire dal 19° secolo la sua diffusione si è drasticamente ridotta e, ad oggi, le maggiori popolazioni vivono nella parte meridionale della Mongolia sulla zona di confine a nord della Cina, con piccole, isolate popolazioni selvatiche reintrodotte nei pressi della loro originaria area. Una sottospecie, l' Asino selvaggio Siriano (E. h. hemippus) è ora estinta. Un insieme di cause e di minacce tutte collegabili all'uomo, hanno avuto come risultato il declino di questa specie ( il proprio habitat perso a causa dell'espandersi degli insediamenti umani e dell'agricoltura, la competizione con le razze di animali domestiche per il reperimento delle risorse di cibo e il bracconaggio). La specie è ora suscettibile all'esplosione di malattie epidemiche ed alla siccità, che possono velocemente causare la sparizione delle rimanenti piccole ed isolate popolazioni.  Photo © Jean-Christophe Vié.

 

 

L' Indri ( Indri indri ) è un Primate ascritto alla categoria  "specie in pericolo" ed in particolare è minacciato dalla crescente perdita del proprio habitat di foreste pluviali. Il regredire del suo habitat si deve alla la ricerca e lo sfruttamento di fonti energetiche, lo sfruttamento del legname e per il propagarsi di colture con la tecnica del taglio e della bruciatura delle piante per arricchire il suolo prima di piantare. Il bracconaggio dell' Indri è considerato un tabù da molte popolazioni autoctone  ( ed anche in altre aree), ma simile credenze si stanno indebolendo con il passare del tempo e le pressioni dei cacciatori (per le calde pellicce con le quali vengono confezionati indumenti vari e per la carne) sono adesso abbastanza significative in molte zone. E' stato stimato che la popolazione sia decresciuta di più del 50% negli ultimi 36 anni. Photo © Jean-Christophe Vié.

 

 

Il Diavolo della Tasmania ( Sarcophilus harrisii ) è ora una delle specie minacciate, passando da uno stato di minimo interesse a quella di "specie in pericolo". Dalle dimensioni di un piccolo cane vive sul'isola della Tasmania. La popolazione globale di questa specie è diminuita di circa il 60% negli ultimi 10 anni a causa di una infezione cancerogena e mortale. La malattia del tumore della viso del diavolo (DFTD) si è diffusa attraverso i Diavoli della Tasmania grazie ai morsi ed allo scambio del cibo. Una volta infetto l'animale sviluppa tumori intorno alla bocca che interferiscono con la capacità di nutrirsi portando l'animale a morire di fame. Photo © David Hewett.

 

 

La Lince Iberica ( Lynx pardinus ) consta di una popolazione totale di appena 84-143 adulti, ristretta nelle aree di Spagna e Portogallo e qualificandosi come una "specie in pericolo critico". Il continuo diminuire della popolazione della Lince è causato dal forte decremento  della sua principale preda, il coniglio Europeo (Oryctolagus cuniculus). L'introduzione dello Mixomatosi per controllare i conigli nel 1950 ha decimato la pricipale risorsa di cibo della Lince causando il crash della popolazione. Quando sembrò possibile il recupero ei conigli scoppiò una emorragia virale ai polmoni . Nel tentativo di mantenere il numero di esemplari i conservazionisti hanno allevato e liberato conigli, mentre la popolazione selvaggia ha sviluppato una naturale immunità alla Myxomatosis. Una minaccia aggiuntiva per la specie delle Linci Iberiche è rappresentata  da tutti i tipi di trappole usate per la caccia ai conigli e le morti accidentali in incidenti automobilistici legati l'espansione della rete stradale. malattie, e caccia illegale inoltre minacciano la popolazione. La lince è relegata ad uno sparpagliato gruppo nel sud-ovest della penisola Iberica dove il suo habitat è però fortemente frammentato dall'espandersi di infrastrutture, dallo sviluppo urbano e turistico tanto quanto le piantagioni di Pini ed Eucalyptus.  Photo © Antonio Rivas. Photo © Jessie Cohen, courtesy of National Zoological Park.

 

 

the red list iucnIl Cervo Pere David's ( Elaphurus davidianus ) è una "specie estinta" nell'ambito selvatico. Conosciuto in Cina come "Milu", il suo nome Inglese deriva da un missionario Francese, padre Armand David. L'ultima popolazione selvatica si pensa sia stata mangiata dalle truppe durante la rivoluzione dei Boxer nel 19° secolo. Furono reintrodotte in Cina nel tardo 1980 da animali in cattività allevati in Europa; questi animali reintrodotti sono stati addestrati e guidati da quando non vengono più considerati selvatici. Le popolazioni in cattività allevate in Cina stanno ripopolandosi negli ultimi anni e rimane la possibilità che alcune popolazioni nomadi possano alla fine stabilirsi in maniera fissa da qualche parte nel prossimo futuro. A questo punto lo statoto nell'ambito della IUCN red List dovrà essere rivisto. Photo © Jessie Cohen, courtesy of National Zoological Park.    

 

 

 

 

 

 

 

 

Uccelli

 

Il Mallee Emuwren ( Stipiturus mallee ) è una "specie in pericolo" dell' Australia  che sta vivendo un rapido decremento della sua popolazione. La sparizione del suo habitat naturale, a causa delle agricolture e delle terre adibite per il pascolo delle specie domestiche, ha determinato la sua distribuzione ormai frammentaria, ancorchè la più grande minaccia per questo uccello restino i grandi incendi boschivi. La popolazione è stata stimata essere di circa 10.000 individui con meno di 2000 km2  di habitat favorevole. E' necessaria un immediada gestione più attenta del suo habitat per favorire il rallentamento del pericoloso declino di questa specie. Photo © Tony Crittenden.

 

 

Il Kirtland del trillo  ( Dendroica kirtlandii ) è una specie  che attualmente sta dimostrando dei miglioramenti nell'ambito della categorizzazione nella red list. Questo uccello ha un suo habitat veramente specifico necessario per la riproduzione, che restringe la sua area di sviluppo in una piccola area nella penisola bassa del Michigan's negli Stati Uniti. tra il 1961 ed 1971, il conto degli esemplari maschi di questa specie di canterini del trillo declinò di più del 50%, e questo e furono necessarie un insieme di misure rapide da attuare per stabilizzare lapopolazione. Questo ha incluso: il controllo della popolazione dei Cowbird dalla testa marrone (Molothrus ater) che preda i giovani Kirtland, la monitorizzazione costante della popolazione ed un attiva gestione delle aree di riproduzione. I risultati di queste misure di conservazione sono stati il triplicarsi della popolazione di questa specie tra il 1990 ed il 2000. Precedentemente inserita nell'elenco delle specie minacciate questa specie è stata declassata a "quasi minacciata" nel 2004. Il numero degli esemplari ha comunque continuato a salire sino adesso ma il loro numero e l'area di espansione non sono ancora sufficiente a dichiararli completamente fuori pericolo, pertanto rimane tra le specie "quasi minacciate" per il 2008. Photo © J. Wunderle.

 

 

L' Avvoltoio dal piccolo becco ( Gyps tenuirostris ) era una volta una specie comune, ma nel Sud Est Asiatico è diminuito durante la seconda metà del 19° secolo e la prima metà del 20° secolo ora è elencato come "specie in pericolo critico". Una recente spedizione ha registrato piccoli numeri di questi esemplari in Myanmar; un alto picco di calo di esemplari è stato registrato negli ultimi pochi anni in India ed in Nepal; attualmente esso è  in procinto di estinguersi in Thailandia e Malesia e gli unici avvistamenti recenti vengono dalla Cambogia e dal Laos Meridionale.

Avvoltoi nomadi sono stati trovati morti e agonizzanti in Nepal e in India, dove è stato riportato il maggior il maggior spopolamento e sterminio. Ci sono forti prove che indicano che gli avvoltoi sono mortalmente sensibili agli analgesici veterinari che contengono Dicoflene.Nell'est dell?india, la quasi totale scomparsa di questa specie è stata premonitrice della presente crisi.. Photo © Dave Dick.

 

 

 

 

Rettili

 

 

Il Coccodrillo Cubano ( Crocodylus rhombifer ) è un coccodrillo di acqua dolce rinomato per la sua abilità nel saltare repentinamente, che gli permette di cacciare i mammiferi della foresta nelle soste vicino ai corsi d'acqua. E' relativamente di piccola taglia ed viene ritenuto che sia una delle specie di coccodrilli più intelligenti. Questa specie ha cambiato la propria posizione in pericolo a "specie in pericolo critico" a causa della repentina diminuzione nel numero di esemplari causata dalla caccia illegale. La sua carne viene usata nei ristoranti e la sua pelle per l'abbigliamento. Il suo incrocio con il coccodrillo Americano (Crocodylus acutus), è recentemente la maggior minaccia per il Coccodrillo Cubano, inficiando la sua purezza genetica ed inoltre limitando la sua area d'espansione. Photo © J. Thorbjarnarson / WCS.

 

La Tartaruga dai Raggi ( Astrochelys radiata ) è originaria del Madagascar e, nel 2008, il suo posto nella Red list è passato da minacciata a "specie in pericolo critico" . Storicamente questa specie è stata piuttosto abbondante, venendo spesso trovata anche lungo le strade ed è stata rappresentata come simbolo del Madagascar meridionale.

Ma ora non è più così, la sua distribuzione si è contratta di un quinto solo negli ultimi 25 anni e il numero degli esemplari è in diminuzione. Le tartarughe dai raggi selvatiche sono raccolte per i mercati internazionali di animali domestici ed anche per uso locale ( cibo e vendita). Tutto questo genera diversi riserve sulla specie. Nel 2003 è stato stimato che più di 45.000 adulti di questa specie sono state raccolte e di livelli potrebbero essere aumentati da allora. Inoltre l'habitat perso per l'espansione dei terreni adibiti ad agricoltura e l'espansione invasiva di alcune specie di piante rappresentano ulteriori minacce per questa specie. Photo © Anders Rhodin.

 

La Tartaruga del Vomere (Astrochelys yniphora) anche questa specie è passata da essere considerata in pericolo ad essere "specie in pericolo critico" nel 2008. Questa specie vive in un territorio veramente ridotto intorno alla baia di Baly nel Madagascar. Il totale della polazione selvatica e stato stimato attorno ai 600 esemplari e sta diminuendo. Attualmente la scarsa distribuzione sul territorio ed il passato sfoltimento si pensano essere il risultato dello sfruttamento ( probabilmente per il commercio internazionale di piccoli animali ) ai fini commerciali e e degli incendi dolosi della zona. E' quasi certo che questa specie si estinguerà nelle prossime generazioni ( circa 42 anni) se il corrente stato di minaccia continua nella stessa misura. Photo © Anders Rhodin.

 

 

 

 

Anfibi

 

Il Rospo di Holdrige ( Incilius holdridgei ) era un anfibio della foresta pluviale del Costa Rica che è stato dichiarato "specie estinta" nel 2008. Questo a seguito di estese e particolareggiate ricerche, la più recente nel 2007, in cui questa specie non è stata più vista sin dal 1986. Si pensa che questi animali siano le più recenti vittime della chitridiomycosis, una malattia causata da un fungo che ha portato epidemie e la morte di numerosissimi anfibi in tutto il mondo.  Photo © Wayne Van Devender.

 

 

 

La Mantella dalle orecchie-nere ( Mantella milotympanum ) vive stabilmente in alcune località nel centro-est del Madagascar, e precisamente in una piccola area a sud di Fierenana. Questa area però e fortemente minacciata, la foresta habitat di questa specie che recede sempre più a causa dell'espandersi delle aree agricole ( incluse quelle dedicate alla pastorizia), la raccolta di legname, l'estrazione di carbone, l'espandersi dell'eucaliptus, gli incendi e l'espansione degli insediamenti umani. Questa specie è considerata " specie in pericolo critico" ed è sta, nel passato, catturata in largo numero anche dai commercianti di animali che rappresentano una delle maggiori minacce per questo animale. Photo © Franco Andreone.

 

 

 

Pesci

 

La Cernia del Corallo dalla Coda Quadrata Grouper ( Plectropomus areolatus) è una cernia di medie dimensioni scoperta nella barriera corallina dell’Oceano Indo-Pacifico. Viene classificata "minacciata" a causa della sua importanza nel commercio di pesci vivi pregiati della barriera (LRFFT). Questa cernia viene presa in grosse quantità dalle aggregazioni riproduttive dove gli adulti si riuniscono per riprodursi per brevi periodi ogni anno. I pesci vengono mantenuti vivi durante il trasporto fino a Hong Kong, centro del commercio globale del mercato ittico vivo. L’enorme mercato per gli LRFFT tra i facoltosi consumatori in Cina e nelle comunità cinesi nel mondo fa sì che la richiesta di tale bene sia quasi certamente superiore alla naturale capacità delle cernie. La Cernia del Corallo dalla Coda Quadrata non può essere allevata e perciò tutti i pesci vengono pescati in libertà. Come risultato di questa pesca sempre più pesante nelle aggregazioni riproduttive, molti pesci sono ora spariti da alcuni paesi. Photo © . John E. Randall.

 

La Cernia Nera ( Epinephelus mystacinus ) è una delle tante specie di "Preoccupazione Minore" incluse nella Lista Rossa dell’IUCN. Il suo habitat nelle acque profonde dell’Atlantico Occidentale e il tasso di pesca apparentemente costante suggeriscono che la specie non stia soffrendo un serio calo al momento. Tuttavia, è d’interesse sia della pesca amatoriale sia di quella mirata, e poco si conosce della biologia di questa cernia. È quindi importante svolgere ulteriori ricerche e continuare a monitorare la popolazione per assicurare che vengano rilevati qualsiasi calo significativo o ogni seria minaccia e per garantire che vengano tempestivamente attuati interventi che impediscano alla specie di uscire dalla categoria di Preoccupazione Minore". Photo © . John E. Randall.

 

L’Anguilla Europea ( Anguilla anguilla ) ha patito un grave calo della popolazione e nel 2008 è stata dichiarata "specie in pericolo Critico". A partire dai primi anni ’80 c’è stata una diminuzione del 90% nel ripopolamento delle giovani anguille, e nel 2001 il ripopolamento è stato solo l’1-2% dei livelli pre-1980. Tutte le informazioni disponibili indicano che le quantità di Anguilla europea è ai minimi storici e continui a diminuire. Le cause dei tassi riproduttivi in discesa sono tuttora poco chiare; si pensa alla pesca eccessiva. L’introduzione del nematode parassita Anguillicola crassus, che può colpire la capacità delle anguille di raggiungere i luoghi di riproduzione; la costruzione di dighe per la produzione di elettricità e per la gestione delle acque, che bloccano i flussi migratori e provocano elevati tassi di mortalità quando le anguille ridiscendono i fiumi e restano uccise dalle turbine; eventuali cambiamenti climatici che modificano i luoghi di riproduzione nel Mar dei Sargassi, e infine il numero crescente di predatori (p.e. i cormorani). Photo © Janez Gregori.

 

Il Cottus petiti (Cottus petiti ) è un pesce d’acqua dolce classificato "minacciato", limitato a un tratto di 3 km del fiume Lez in Francia. Le principali minacce per questo pesce sono rappresentate dall’inquinamento delle acque e dal prosciugamento del fiume. La futura introduzione del Cottus gobio nel fiume costituisce una seria potenziale minaccia a questa specie. Photo © Jörg Freyhof.

 

 

 

Invertebrati

 

Il Ragno dal Paracadute del Rameshwaram (Poecilotheria hanumavilasumica) è una specie di tarantola indiana studiata per la prima volta nel 2008 e classificata come " specie in grave pericolo". Trovata solo sull’isola di Rameshwaram e nella vicina terraferma, i ragni vivono in un’area inferiore a 100 km2, di cui forse 6 km2 sono occupati da questa specie. Il Ragno dal Paracadute del Rameshwaram vive nelle piantagioni di palme, casuarina e tamarindo, in boschi decidui misti e talvolta in abitazioni dai tetti in paglia. La popolazione totale di questo ragno probabilmente non raggiunge i 500 individui adulti. Il suo habitat naturale è stato quasi completamente distrutto a causa dello sviluppo di piantagioni per altri scopi, un’enorme minaccia per questa specie. L’incremento del turismo negli ultimi anni ha portato alla conversione di due piantagioni in terreno turistico, là dove erano stati osservati in precedenza almeno 70 Ragni dal Paracadute del Rameshwaram. Tutti quei ragni furono uccisi dai tagliaboschi mentre i loro siti venivano del tutto distrutti. Sebbene non appaia frequentemente nel traffico internazionale di animali, alcuni individui sono stati prelevati dal paese, riducendo ulteriormente la già precaria popolazione. Photo © M. Siliwal

  

La Tarantola Pavone dal Paracadute (Poecilotheria metallica) è un ragno molto raro, considerato " specie in grave pericolo", conosciuto solo nei Ghat orientale dell’Andhra Pradesh in India. La perdita e il degrado del suo habitat, causati dal disboscamento per legna da ardere e materiali legnosi, sono le principali minacce a questa specie che vive in luoghi limitati. Altro motivo di rischio è rappresentato dal diffondersi del contrabbando di questo animale fuori dell'India, sopratutto verso i mercati di animali Europei, per questa rara specie questo potrebbe rappresentare un serio pericolo. Photo © Sanjay Molur..

 

Il Granchio porpora di palude ( Afrithelphusa monodosa ) proveniente dal nord Guinea e dall'Ovest del continente Africano era ancora completamente sconosciuto dalla scienza fino a poco tempo fa. Nonostante nel 1947 fu trovato un esemplare, il primo animale è stato raccolto nel 2005 da un piccolo gruppo che viveva inun piccolo buco in un terreno agricolo senza sbocchi sull'acqua. Questo insolito, granchio dalle gambe lunghe è un animale semiterrestre, che respira aria che si ciba di notte e si nasconde di giorno in acque poco profonde che si raccolgono nelle loro tane durante il giorno. Questo è una delle specie di granchi di acqua dolce trovati solo in questa regione, e la continuazione della loro sopravvivenza dipende dalla protezione delloro umido habitat. Catalogato come "specie in pericolo" Il Granchio porpora delle paludi sta per passare alla categoria delle specie in pericolo critico stando continua perdita del proprio habita per l'avanzare della conversione di foreste pluviali in terreni agricoli. Il fatto che questa specie non si trovi in un area protetta genera alcuni dubbi circa la sua possibilità di sopravvivere senza adeguate politiche di protezione. Photo © Neil Cumberlidge.

 

Il Granchio degli incavi degli alberi ( Globonautes macropus ) era originariamente conosciuto come una singol specie raccolta in Liberia nel 1898, e non fu più trovata per oltre 90 anni fino a quando non fu ritrovata nel 1988. Essa è originaria delle foreste pluviali a nord della Guinea e Liberia, e potrebbe anche trovarsi nelle parti boschive della Sierra Leone che hanno collegamenti con queste due aree geografiche. prima del 1989, la popolazione è stata valutata essere a circa 5-10 granchi per km2 nel tappeto di foglie delle foreste pluviali, ma questo rapporto potrebbe potrebbe peggiorare con il progressivo disboscamento delle foreste. Questo Granchio " specie in pericolo" pare trovarsi a suo agio nei buchi naturali pieni di acqua piovana che si trovano sui grandi alberi a circa 1 o 2 metri di altezza da terra. Purtroppo allo stato attuale, la perdita ed il degrado dell'habitat forestale sta continuando a causa dell'espansione degli insediamenti umani, della guerra, della deforestazione dell'instabilità politica. Photo © Neil Cumberlidge.

 

 

Piante

 

 

L'Orchiedea dalle frangie della prateria ( Platanthera praeclara ) è una rara orchidea Americana minacciata dalla distruzione del proprio habitat e dal degrado. Larghi tratti di prateria sono stati infatti persi con la conversione a terreni per la produzione agricola, ed altri usi umani e commerciali. Questa pianta è considerata " specie in pericolo" nel 2008 basandosi sulla registrazione di un calo della popolazione degli esemplari negli ultimi dieci anni. Photo © Jim Fowler.

 

 

 

 

La Rafflesia magnifica (Rafflesia magnifica) è fra il gruppo di piante che produce i fiori più grandi del mondo. E' originaria delle Filippine, solo pochi individui di questa pianta sono stati trovati, tutti di sesso maschile. Questa specie è considerata "specie in pericolo critico" per la sua popolazione veramente esigua e per la ristretta area di distribuzione. La costruzione dell'autostrada proprio nella sua area ha facilitato l'accesso dell'uomo nel suo habitat questo costituisce una minaccia per via del disturbo continuo alla pianta a causa dei continui visitatori attratti dal suo inusuale fiore. Infine parte delle foreste si stanno convertendo in piantagioni di banane. Photo © H. Calalo.

 

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