Chiunque abbia una storia da raccontare e vorrebbe vederla pubblicata la può inviare a : postmaster@lagrandecuccia.it!!!

STORIE

LA STORIA DEL DUCA DELLA TORBIERA

Mantova, sentenza senza pari.

Questa volta vorrei parlare io, mi chiamo Duca.. e voglio ululare al Mondo che le "mie Zie" hanno vinto e ci hanno resi liberi, hanno salvato tutti noi..eravamo quasi 500! Uno dei tanti documenti di questa storia s'intitola proprio così "La Salvezza dei 500"..

Ecco l'antefatto:

Mantova luglio 2008 dopo tantissimi anni di battaglia, denuncie, ordinanze di sgombero, segnalazioni ed interrogazioni parlamentari, su mandato della Procura della Repubblica di Mantova, è avvenuto il sequestro della struttura privata denominata "concentramento Platto" situato nella provincia. L’imputato era indagato con l'accusa di maltrattamento animale in base all'Art. 727, comma 2 c.p., per detenzione di cani in condizioni incompatibili con la loro natura e produttiva di gravi sofferenze psico-fisiche.

La storia

Qualche persona di buon cuore mette in circolazione un appello per salvarci e la mia zia, che è solo una delle tante nostre zie, si è fatta avanti per salvare 5 di noi.. davanti ai suoi occhi, cani ovunque senza acqua, con sottovasi al posto di ciotole, cucce fatiscenti, cani legati a catena fissa, lezzo nauseante e cani, cani ovunque..

In un caseggiato c'erano gruppi di 50 cuccioli divisi solo per razza Petit Bleu, Grand Bleu, Beagle Harrier, Spinoni Italiani e Segugi.

Arrivati a casa la macchina puzzava di tristezza, ansia e paura, come quel posto sperduto tra le campagne..

Tutti erano infestati da parassiti, alcuni cuccioli avevano sviluppato la gastro enterite, giardia, coccidi, gli anziani magri troppo deperiti per una nuova lunga Vita, alcuni giovani mostravano tumori, piaghe.. molti di noi non ci sono più..

Da lì il lavoro è interminabile, con le altre zie cerca casa a tutti noi, se non proprio una casa almeno un rifugio pulito, produce prove inconfutabili da portare in Tribunale per dimostrare il maltrattamento e infine accudisce i primi 5.. belle zuppe tiepide, giacigli comodi e poi la fantomatica socializzazione con altri cani, con altre persone, le passeggiate, i viaggi in auto.. il guinzaglio.

Dopo poche settimane alcune zie tornano con furgoni,la nostra custodia è gratuita ma sono disposte a mille sacrifici pur di portarci via da quel posto, e intanto sono nati nuovi cuccioli, tra loro ci sono io coi miei fratelli e la mia mamma. Avevo solo 6 giorni..

Il tempo passa ..

Il 4 marzo 2009 presso il Tribunale di Mantova è stata emessa la sentenza di primo grado. A seguito delle indagini svolte dal P.M. Marco Martani, il Giudice Latagliata ha condannando l'imputato ordinando la confisca di TUTTI i cani oggetto di sequestro.

L'epilogo ..  

L'imputato fa mille ricorsi, e dopo aver temuto il peggio ecco la Cassazione:

Il 21 aprile 2010 in Cassazione si è tenuto l’ultimo grado di giudizio, La Corte ha rigettato per intero il ricorso dell’imputato, confermando così la condanna di primo grado. Pochi giorni fa l’ASL di competenza ha ufficialmente e definitivamente trasferito la proprietà di TUTTI i cani ai loro affidatari, togliendo così, per sempre, il nome della persona condannata.

Oggi, sono libero e con le mie sorelle gioco felice,le nostre zie ci hanno portati in ogni luogo d'Italia, hanno pagato le nostre spese di cura e mantenimento, hanno testimoniato ai processi, hanno viaggiato e speso mille energie, ma non hanno mai mollato , ogni tanto una lacrima solca il loro viso pensando a chi non c'è più, ma hanno vinto e noi, tutti noi, siamo i Testimoni Viventi di questa lunga e gloriosa battaglia. Potremo aiutare i nostri simili perché grazie a noi, abbiamo un precedente della Suprema Corte che traccia la strada sicura per eventuali casi analoghi in futuro.

Niente sacrifici, niente gloria.. con determinazione le nostre salvatrici continueranno a vegliare su di noi, continueranno ad essere sul campo, per ridare una vita dignitosa ai nostri simili e per assicurare i criminali alla giustizia!

Con stima

Duca della Torbiera

 

IL VOLONTARIO ANIMALISTA

una toccante descrizione

 

Chi è un volontario animalista?

E' una persona che all'inizio ha del tempo da dedicare a una causa benefica. All'inizio.

Poi finirà per non avere tempo neanche per se stesso: questo se sarà un bravo volontario.

I volontari operano nei/dai posti più disparati.

Dai bagni degli uffici, in fila alle casse del supermercato, nelle aree di sosta in autostrada, nei camerini dei negozi. In disparte negli angolini dei posti più impensati li vedi parlare sottovoce ai loro cellulari, scartabellando nelle loro agendine. Sono quelli che chiedono permessi velocissimi in ufficio per poi tornare magari dopo un'oretta o due , spettinati, sconvolti ma con il sorriso sulle labbra e il sedile della macchina tappezzato di peli.

Vivono in simbiosi con il loro cellulare, che vibra spesso, ma se il capo è vicino non rispondono mai.

La loro mail è costantemente costipata da appelli.

Ipersensibili, generalmente un po’ ansiosi.

Li riconosci perché qualsiasi potrà essere l'argomento che state affrontando i loro occhi verranno rapiti da qualunque essere vivente a quattro zampe che vi passerà vicino.

Sarete sicurissimi di avere di fronte un volontario se dalla sua borsa emergerà sempre una scatola di biscottini per cani e un guinzaglio Potrete essere sicuri al 100%i se vedendo passare un cane senza collare, inizieranno a inseguirlo prima con gli occhi , poi facendovi segno di abbassare la voce per non spaventarlo e quindi in punta di piedi inizieranno a pedinarlo lasciandovi in asso.

Nel bagaglio della macchina hanno sempre del pane secco .".non si sa mai. ..magari incontro un'anatra". In casa al posto dei quadri hanno certificati di adozioni di conigli.

Quando li riconoscerete attenetevi a queste semplici regole:

Non iniziate mai a parlare di animali in loro presenza oppure se lo farete, attrezzatevi con tutto il necessaire per preparare una pastiera napoletana. Almeno alla fine delle 12 ore di monologo animalista potrete gustare una giusta torta proteica.

Accettando la loro amicizia su Fb entrerete nel pericolosissimo mondo degli occhietti amabili che vi chiedono adozione e in meno di una settimana gioirete insieme ai vostri 4 nuovi cani, gatti e conigli.

Non dite mai a un volontario animalista, che FORSE prenderete un cane. Vi si attaccherà ai calcagni e potrete staccarlo solo sopprimendolo.

Altri indizi:

I volontari sono sempre in bolletta e generalmente vestiti in maniera semplice.

Impossibile non trovare almeno un pelo animale su giacche , sciarpe.. .

Spesso spettinati ( con i soldi del parrucchiere ci pago 1 pensione a un canetto) Difficilmente liberi durante i week end perchè impegnati in preaffidi, staffette, sgambamenti e cene di beneficenza.

Sono quelli che quando dicono "sai , faccio volontariato per gli animali" ricevono sguardi di finta ammirazione mista a vera commiserazione.

...

IL volontario lo sa.

E' una malattia, una forza impossibile che ti spinge a tritarti anche centinaia di chilometri alle 5 di mattina di domenica per aiutare un orecchiuto a uscire da una gabbia fetida e raggiungere una cuccia calda.

Un volontario è costretto a vedere giornalmente quello che costantemente combatte: la violenza. Perchè il volontario la cerca, la legge giornalmente, la vede . La studia con il voltastomaco per poterla combattere, per farla conoscere a tutti perchè tutti la combattano . E il volontario non ci fa mai l'abitudine.

Le volontarie donne hanno un fedele alleato : il correttore per le occhiaie. E' sondato che non hanno mai sonni tranquilli Ma un volontario animalista ,nonostante questo impietoso ritratto è sempre una persona speciale.

Ha una luce propria. E' una persona che VEDE il sorriso di un animale, che ne sente la gioia , che assorbe la luce di un 'anima pura .E' qualcosa di magico. E di questi tempi, credetemi è una benedizione.

Vogliate bene agli animali. La loro esistenza fa bella la nostra. E i volontari semplicemente sono schiavi della bellezza che gli animali, con la loro purezza , sanno diffondere.

Siate gentili con ognuno di loro animali e volontari. Anche questi ultimi ogni tanto hanno bisogno di un pò di incoraggiamento.

Grazie.

Ilaria Cappato e Rossella Tripodi

 

LETTERA DI SAMATHA

A volte anche i micini più sfortunati hanno una piccola buona stella che li aiuta: abbandonati a dieci giorno di vita, con una gravissima infezione agli occhi e raffreddore, una notte di disperati miagolii...

Ma tra tutti i posti nascosti che c'erano il destino vuole che siano stati abbandonati non in una corte qualunque, non in una  corte dove si amano i gatti, ma in una corte dove i gatti si adorano! Tutti nella mia famiglia hanno minimo un gatto, anzi non è casa , non è famiglia se non c'è minimo un gatto. Quindi anche mia nonna, 86 anni, nonostante tutte le difficoltà e problemini di salute legati all'età, ha un  bel gattone rosso, la sua gioia, la sua compagnia, l'amico con cui scambiare due parole durante le lunghe giornate passate altrimenti in solitudine, aspettando il ritorno dal lavoro di mia zia. Era una fredda notte  di metà giugno( per i gattini appena nati anche le notti di giugno sono freddissime!) , e proprio quella notte mia zia l'ha passata in bianco, sentendo un flebile ma insistente miagolio. ma uscendo alle cinque di notte per vedere niente... Solo verso le nove, andando al lavoro si è accorta che vicinoal le ruote della sua auto c'era un minuscolo, microsopico micetto tigrato, che piangeva disperato e tentava di spostarsi strisciando, incerto, spaesato...subito raccolto, portato in casa e avvolto in una calda coperta tra le coccole di mia nonna che non credeva ai suoi occhi! C'era il fondato dubbio che ce ne fossero altri nascosti da qualche parte infatti ; dopo un'ora circa arriva un'altra mia zia che scorge, quasi nascosta, una macchietta nera che si muove tutta impaurita, una piccola micia spelacchiata, che non appena vede mia zia tenta di scappare. Recuperata anche lei. Mia zia gli dà un pò di latte, gli pulisce gli occhi  , li scalda. Cosa fare adesso? Mia nonna non può certamente occuparsi di due gattini così piccoli e malati, mia zia lavora...E' a questo punto che subentro io.

Quando arrivo là sono nella copertina che dormono, ma non hanno un bel aspetto: sono deboli, apatici, gli occhi ammalati, il raffreddore... Temo che non ce la faranno. Mia nonna, non sapendo come fare a dirlo:

"se proprio non si può fare altro portali in gattile..." la decisione è stata fulminea, di quelle irrazionali, istintive. Il gattile non accetta più gatti, è strapieno, non riescono neanche a stare dietro a quelli che hanno già. Anche li accettassero cosi piccoli e malati..."

Nonna li tengo io intanto, vediamo cosa succede, finchè crescono e si riprendono un pò". la felicità era nel suo volto. I mici si sono salvati per un pelo, avevano un agravissiam infezione agli occhi e rafreddore ma hanno dimostrato una voglia di vivere incredibile.Certo non è stato facile,( io ho altri tre gatti) i gattini andavano allattati e somministrato il collirio  ogni tre ore, anche di notte.

Uno dei due era cieco e ho pianto tanto per quel gattino, pensando al suo futuro, senza però perdere le speranze. La veterianria mi incoraggiava, dicendo che un gatto cieco può fare una vita bellissima.

Mia nonna si teneva sempre informata su come andavano le cose, piena di empatia e  entusiasmo. Intanto i gattini mangiavano, crescevano, qualcosina gli occhietti miglioravano...La femmina, tutta nera, all'inizio sembrava un mostriciattolo: senza orecchie, senza baffi, quasi senza pelo, un occhio gonfio fuori dalla testa...menomale che almeno un occhio sano lo aveva!Il maschietto, tigrato  essendo cieco cercava costantemenete  il contatto, le coccole, le carezze, con quello sguardo un pò perso...un amore! Così è passata l'estate, gli occhietti sempre meglio, neanche l'ombra di altre malattie, i gattini scoprono il giardino, giocano al sole, mangiano un pò di tutto. Il giorno più bello è stato quando li ho portati dal veterinario oculista: " la lesione alla cornea si è rimarginata, c'era un bel buco grosso negli occhi ma ora sono a posto, ci vedono ( anche il maschietto tigrato!!!), basta collirio e complimeti, sono stati curati proprio bene, difficilmente avranno ancora  problemi agli occhi". Che gioia! Che soddisfazione!

Quasi piango! Il momento che pensavo più difficile invece è stato uno dei migliori : il maschietto tigrato ha trovato una famiglia meravigliosa, sono venuti solo per vederlo ma alla fine lo hanno portato via e non sono neanche riuscita a sentirmi triste per quel distacco per quanto amore e tenerezza ho visto nell'approcciarsi al piccolino hanno visto che gli occhietti del micino non sono perfetti e non ci hanno dato peso, sono stati dei grandi! Ora è super coccolato a qualsiasi ora del giorno e della notte! La mostriciattola invece ora ha quattro mesi,è diventata una bellissima micia , irriconoscibile, orecchie e baffi sono cresciuti, ha un pelo setoso, lungo e lucido, l'occhietto, anche se con una grossa cicatrice sulla cornea, sembra semplicemente di un altro colore. E' vivace, curiosa, coccolna, chiacchierona...e non sono riuscita a separarmi anche da lei, è così che sono arrivata ad avere quattro gatti!

Volevo, con questa storia,

suggerire a tutti, di pensare a tutti quegli animali che soffrono nei gattili ( io ho preso due gatte ammalate al gattile),o nei canile, che non stanno bene, che hanno bisogno di cure, coccole, di felicità...ogni piccolo cuore di animale è una grande anima che aspetta solo un pò di amore. Non guardate se è bello, se è sano, prendetelo anche se è malato e brutto, prendetelo perchè ha bisogno di voi, e voi di lui perchè niente è più bello, niente dà più felicità che aiutare una piccola anima bisognosa che non sa di essere brutta e  non capisce perchè nessuno la ama. Spendete i  soldi per curarli, diventeranno loro il vostro cinema, il vostro divertimeto, la vostra fonte di serenità senza andare a cercarlo altrove. Ringrazio il sito per i consigli utilissimi, soprattutto i filmini su come gestirli da piccolissimi, l'allattamento, i bisognini... ne avevo proprio bisogno. Ringrazio anche i veterianari che spesso fanno questo lavoro con il cuore e non solo per il guadagno.

Ringrazio anche le associazioni di animalisti di Verona che mi hanno aiutato come hanno potuto, perchè putroppo le siutazioni drammatiche sono tante e spesso, con tutta la loro buona volontà,  è impossibile starci dietro... Grazie a tutti.samantha da verona

 

 

CRONOSTORIA DI UN ESTINZIONE ANNUNCIATA

 

iniziamo da oggi la raccolta delle notizie che hanno come sventurati protagonisti questi meravigliosi mammiferi, per testimoniare "in diretta" la stupidità umana.

 

 

foto tratta dal CITY di Napoli del 04 mar 2009

 

 

notizia riportata da vari quotidiani del 24 mar 2009

 

SIDNEY Nuovo spiaggiamento di balene in Australia. Ieri dei surfisti hanno rinvenuto, sulla costa occidentale 300 km a sud di Perth un centinaio di balene globicefale a pinna lunga ed addirittura alcuni delfini dal naso a bottiglia, arenati nella Hamelin Bay.

Solo una dozzina sono quelle sopravvissute ed oltre un centinaio di volontari si sono adoperati con tutti i mezzi per riportarle al largo.

LA STRADA PER IL PARADISO

 

Un uomo camminava per una strada con il suo cane.
Si godeva il paesaggio, quando ad un tratto si rese conto di essere morto.
Si ricordò di quando stava morendo e che il cane che gli camminava al fianco era morto da anni. Si chiese dove li portava quella strada.
Dopo un poco giunsero a un alto muro bianco che costeggiava la strada  e che sembrava di marmo. In cima a una collina, s'interrompeva in un
alto arco che brillava alla luce del sole. Quando vi fu davanti, vide che l'arco era chiuso da un cancello che sembrava di madreperla e che la strada che portava al cancello  sembrava di oro puro. Con il cane s'incamminò verso il cancello, dove a un lato c'era un uomo
 seduto a una scrivania.
 Arrivato davanti a lui, gli chiese: - Scusi, dove siamo?
 - Questo è il Paradiso, signore, - rispose l'uomo.
 - Uao! E non si potrebbe avere un po' d'acqua?
 - Certo, signore. Entri pure, dentro ho ! dell'acqua ghiacciata.
 L'uomo fece un gesto e il cancello si aprì.
 - Non può entrare anche il mio amico? - disse il viaggiatore 
indicando il suo cane.
 - Mi spiace, signore, ma gli animali non li accettiamo.
L'uomo pensò un istante, poi fece dietro front e tornò in strada
con  il suo cane.
Dopo un'altra lunga camminata, giunse in cima a un'altra collina
in una strada sporca che portava all'ingresso di una fattoria, un cancello
che sembrava non essere mai stato chiuso. Non c'erano recinzioni di sorta.
Avvicinandosi all'ingresso, vide un uomo che leggeva un libro seduto 
contro un albero.
 - Mi scusi - chiese - non avrebbe un po' d'acqua?
 - Sì, certo. Laggiù c'è una pompa, entri pure.
 - E il mio amico qui? - disse lui, indicando il cane.
 - Vicino alla pompa dovrebbe esserci una ciotola.
 Attraversarono l'ingresso ed effettivamente poco più in là c'! era
 un'antiquata pompa a mano, con a fianco una cioto! la.
& nbsp;Il viaggiatore riempì la ciotola e diede una lunga sorsata, poi la 
offrì al cane.
 Continuarono così finché non furono sazi, poi tornarono dall'uomo
 seduto all'albero.
 - Come si chiama questo posto? - chiese il viaggiatore.
 - Questo è il Paradiso.
 - Be', non è chiaro. Laggiù in fondo alla strada uno mi ha detto che
 era quello, il Paradiso.
 - Ah, vuol dire quel posto con la strada d'oro e la cancellata di
 madreperla? No, quello è l'Inferno.
 - E non vi secca che usino il vostro nome?
 - No, ci fa comodo che selezionino quelli che per convenienza lasciano
 perdere i loro migliori amici.

 Saluti, Roberta

 

POSTATO DA: info@canilimilano.it

 

IL DRAMMA DELL'ABBANDONO - TRILLY

Il dramma dell'abbandono Cosa succede nel cuore di un cane quando viene abbandonato? Trilly atterrava un anno fa dalla Sicilia, come tanti cercava fortuna al nord, a Linate allo scarico merci arrivava un carrellino con 10 cuccioli, Trilly era tra loro, con il suo cappottino rosso (perchè al nord fa tanto freddo), scodinzolava ed era felice, era stata tolta dalla strada..10 in un solo viaggio e oltre 100 in un anno, come tutti gli altri Trilly é stata adottata, tenuta 10 mesi in una famiglia con 4 bambini che lei adorava, poi un giorno si ritrova in una nuova casa, con una signora, il suo cuore inizia a sanguinare.. la ferita era fresca, ma lei con la fiducia che solo un cane può avere anche dopo il tradimento,si é fidata nuovamente di questa bella signora.. Destino infame!!! dopo 2 giorni anche questa signora ha cambiato idea.., eppure
Trilly si comportava bene, era buona e dolce, paziente con i bimbi, amorevole con il micio e buona in casa. Ma allora perché é stata abbandonata per ben due volte? Per i soliti motivi, telefonate diverse, voci diverse, cani diversi, città diverse..motivi futili, a volte anche ridicoli, ("il cane incontinente", "la nascita del bambino", "la separazione', 'il cambio di casa', 'il costo eccessivo del veterinario", "il cane che puzza", "il cane che abbaia", "le vacanze difficili con il cane" ) tutte storie diverse ma il risultato é sempre uno: un cuore straziato, un cuore di cane che sanguina sempre più ad ogni abbandono, fino a volte, in casi estremi a smettere di battere... La storia di Trilly, é questa, lei ora si trova "ospite temporanea" presso un'amorevole e paziente famiglia che ha voluto evitarle il canile e si é impegnata nell'ospitarla. Trilly dopo il secondo abbandono é devastata psicologicamente, ora ha paura dell'uomo, non crede p! iù a nessuno, teme le carezze, teme persino lo sguardo dell'uomo,  perchè non vorrebbe cascarci ancora e fidarsi nuovamente dell'uomo traditore!  Gli umani che troppe volte l'hanno tradita e ferita..teme di innamorarsi nuovamente di quegli umani che ricambiano con atrocità e cattiveria, ma la sua natura è questa e sa anche lei che presto amerà nuovamente..Trilly a breve, se non troverà una famiglia definitiva, amorevole e paziente dovrà tornare in canile, tra l 'abbaiare di 400 cani, al freddo, sola in una gabbia..e allora perderà per sempre, ne siamo certi fiducia nell'uomo, quell'uomo che troppe volte l'ha tradita, nonostante lei ricambiasse con infinito amore e devozione. Per visualizzare ulteriori foto di Trilly potete visitare il sito www.canilimilano.it    
Per adozione tel 338/8360753

Roberta Oteri
Associazione Onlus
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LA STORIA DI OLIVER

storie della grande cucciaQuesta è una storia un po' speciale, non perchè le altre non lo siano...........ma perchè è una storia fatta  di amore, ma anche di estrema sofferenza. Cominciamo dall'inizio, io posseggo già altri cani alcuni presi in  canile, altri trovati abbandonati, altri di razza, insomma ho una vera passione per i cani ; proprio per questa mia passione navigo spesso sui siti dove ci sono storie di animali abbandonati e un giorno mi sono trovata davanti una foto agghiacciante: un cane rannicchiato in un angolo di un box, con gli occhi sbarrati come se pregassero di non fargli male, di non avvicinarti neanche, un cane con la paura della sua stessa ombra, un cane che ha subito dei maltrattamenti e delle umiliazioni che non voglio neanche immaginare....con i suoi occhi attraverso uno schermo di un pc mi ha chiesto di salvarlo o forse sono stata io a voler a tutti i costi salvarlo.....non so. Sono passati mesi nei quali tutti mi sconsigliavano di adottarlo, mesi  nei quali mi mettevo in contatto con Laura, la  volontaria che si occupava di lui, che mi diceva che il cane  faceva tutti i bisogni addosso come qualcuno si avvicinava, che era un cane complicato, un cane che necessitava di tantissime attenzioni. I miei amici dicevano che ero una pazza, che "quei cani" ormai dovevano morire in canile, ma io e mio marito decisi più che mai l'abbiamo adottato!!!!! Niente è stato facile, dal viaggio di quattro ore all'arrivo a casa, e i giorni successivi.....una tragedia!!! Oliver, questo è il suo nome, è un cane che ha bisogno di affetto, che ha bisogno di cure, gli stiamo somministrando psicofarmaci da un mese per controllare gli attacchi di panico,non sappiamo cosa ha subito in passato questo cane ma qualcosa di terribile sicuramente, da quando è arrivato sta nascosto sotto il camino......non esce in nostra presenza, ma la notte ci mettiamo a spiarlo.........ed ecco che esce in compagnia dell'altro cane........giocano, saltano per tutta la casa!!!!!!! E bellissimo.......vederlo in piedi che scodinzola felice, felice di essere al caldo, dentro una casa con la pappa buona e un tenero e vivace amico con cui giocare!!!!! Forse le sue paure non passeranno mai, forse non mi salterà mai addosso per farmi le feste, ma sicuramente non morirà in canile, ma in mezzo a persone che hanno lottato per lui, mi dicono che ho la sindrome della crocerossina......non mi interessa, me ne frego, so solo che sto cercando di dare amore, affetto, dignità a un cane che un giorno mi ripagherà di tutto; quel giorno arriverà presto, e sarà la mia più grande rivincita su tutti! Grazie Laura per tutto quello che hai fatto per  Oliver  e  per me.

 

 

CRONOSTORIA DI UN ABBANDONO....

SETTIMANA
Oggi  è una settimana che sono nato !!! Che allegria ... Essere arrivato in questo mondo !!!


1 MESE
La mia mamma mi accudisce molto bene ...E' una madre esemplare ...


2 MESE
Oggi mi hanno separato dalla mia mamma ..Era molto inquieta e con i suoi occhi mi ha detto 'addio' con la speranza che la mia nuova 'famiglia umana' mi sappia accudire come lei ha fatto con me.


4 MESE
Cresco rapidamente, tutto richiama la mia attenzione ...Ci sono molti bambini in questa casa, che sono per me come dei 'fratellini'.
Sono molto gentili con me, giochiamo insieme con una palla che mordo solo per gioco ...


5 MESE
Oggi la mia padrona mi ha castigato, si  è arrabbiata perchè ho fatto pipì in casa ...( Nessuno mi ha mai detto dove farla !!! )


6 MESE
Sono un cane felice. Ho il calore di un focolare mi sento sicuro e protetto. Credo che la mia 'famiglia umana' mi ami molto ! Quando loro sono a tavola invitano anche me e il cibo che mi danno lo sotterro nel cortile.


12 MESE
Oggi compio un anno sono un cane adulto e i miei padroni dicono che sono cresciuto di più di quello che speravano. Devono essere molto orgogliosi di me !!!


13 MESE
Oggi non mi sento molto bene ...Non sono per niente in forma, il mio 'fratellino' ha preso e tirato la palla e siccome nessuno può toccare i suoi giocattoli non vedo perchè lui debba toccare il mio  .. Così gli sono andato alle spalle e l'ho morso !!! I miei denti sono forti e senza volerlo gli ho fatto male !!! Dopo questo spavento mi hanno preso 
 e legato ad una catena che  non mi permette nemmeno di muovermi ...mi hanno detto che sono un ingrato e mi devono tenere sotto  osservazione ...


15 MESE
Tutto è cambiato, ormai vivo prigioniero della catena nel cortile, mi sento molto solo ...La mia 'famiglia umana' non mi vuole più.
A volte si dimenticano che ho fame,sete e quando piove un tetto che mi ripari ...


16 MESE

Oggi mi hanno tolto la catena, che bello !!! Che mi hanno perdonato ?!? Sono tanto contento che salto dalla gioia. Vedo la macchina. Mi porteranno a passeggio con loro !?! Ecco! Saliamo sull'auto ...Mah !!!Quanta strada !!! Ci siamo fermati ... Mi hanno aperto la portiera ...Finalmente posso correre felice !!!Però non capisco come mai  hanno richiuso la portiera e siano ripartiti ...Speriamo che non si dimentichino di me !!!Comincio a correre dietro l'auto ...Ma non si fermano !!!Ho capito ... MI HANNO ABBANDONATO...


17 MESE
Ho cercato, invano, la strada per tornare a casa,ma ormai sono convinto di averla persa !!!Alcune persone di buon cuore mi guardano con tristezza e mi danno qualcosa da mangiare. Li ringrazio dal profondo dell'anima ... Ma vorrei che mi adottassero ... Mi dicono solo 'povero cagnolino ... Ti devi essere perso' ..

18 MESE
L'altro giorno sono passato vicino ad una scuola, e ho visto tanti bambini ... Molti ragazzi, come i mie 'fratellini'. Mi sono avvicinato a loro e ridendo hanno cominciato a tirarmi delle pietre ...Una di quelle mi ha colpito l'occhio ...E da quel momento non ho più visto ...


19 MESE
Sembra quasi impossibile, ma quando ero un bel cane le persone avevano compassione di me ...Ora che sono debole, con un aspetto poco raccomandabile, senza un occhio, le persone mi prendono a calci e mi lasciano nell'ombra...


20 MESE
Quasi non riesco più a muovermi. Ho attraversato una strada dove passavano delle auto, e una di queste mi ha investito; pensavo di essere in un posto sicuro e invece non posso dimenticare gli sguardi di soddisfazione dell'autista. Il dolore è terribile, le mie zampe posteriori non rispondono più e con difficoltà mi sono trascinato in uno spiazzo ...Sono già 10 giorni che vivo nascosto ai raggi del sole senza cibo ... Non riesco a muovermi, sono in un posto umido e mi sembra perfino che il mio pelo stia cadendo. I miei unici compagni sono freddo e pioggia ...Alcune persone mi passano vicino come se non mi vedessero ...Una forza strana mi fa aprire l'occhio,sento una voce dolce che mi fa reagire: 'povero cagnolino, come sei ridotto' ...Vedo l'ombra di una signora accompagnata da un signore che indossa abiti bianchi e rivolgendosi alla signora dice ' sono spiacente signora, ma per questo cane non c'è rimedio, la cosa migliore è che smetta di soffrire '. Con gli occhi pieni di lacrime la signora gentile acconsente ...Sentii solo il pungere dell'iniezione e .... I ADDORMENTAI PER SEMPRE,
PENSANDO A PERCHE' NACQUI, SE NESSUNO MI AVESSE VOLUTO...
   

NO ALL'ABBANDONO!

 

 

SEMOLA VA A  CASA

Semola pronto ad andare a casa. Non pensavo che questo giorno sarebbe mai arrivato...negli ultimi anni in cui ho fatto volontariato in Lega mi sono legata molto a lui...Un carattere particolare...nervoso,arrabbiato col mondo che lo ha fatto finire li'...isterico...ma al tempo stesso dolce, affettuoso e molto giocherellone con chi sapevo capirlo...mi ha rubato il cuore! Non potendolo portare a casa io ho cercato di "pubblicizzarlo" qui e la'...ma nessuno pareva notarlo...Finalmente pero' e' avvenuto il miracolo! Da parte di una persona vicina al rifugio! Meglio di cosi'! Vorrei urlarlo al mondo quanto sono felice! Ciao piccolo Semola...goditi la vita di casa!       

 Alessia

 

UN CUORE TRA LE STELLE

(STORIA DI LAIKA)

Laika e i compagni meritano che si ricordi questa data
Il cane che rincorse le stelle avrebbe di molto preferito continuare a rincorrere gatti e ciclisti per le strade di Mosca, se avesse potuto decidere lei, ma Laika non era un cane qualsiasi. Era un soldato, una bandiera, un latrato di battaglia, un monumento che l'Urss voleva costruire a se stessa con il materiale della Guerra fredda, con i motori, i missili, le ambizioni e, soprattutto, con le bugie della propaganda. Laika, la bastardina arruolata dagli accalappiacani di Kruscev nei vicoli di Mosca per essere la prima creatura vivente spedita in orbita, non morì la morte indolore nello spazio dopo una settimana di orbite, che la propaganda ci aveva raccontato allora, ma una morte orrenda e struggente, inscatolata nel minuscolo Sputnik, poche ore dopo il lancio. Il suo cuore di cane fu schiantato dal panico e dalla solitudine incomprensibile. Un'altra delle perenni menzogne del potere in Russia, sovietico e non soltanto sovietico, viene a galla dopo 45 anni, dalla confessione di uno degli scienziati di quel programma spaziale che, tra il primo bip dello Sputnik e il viaggio di Gagarin attorno alla Terra, doveva essere la dimostrazione dei trionfi Socialisti sul nemico Capitalista. La prova della profezia di Nikita Kruscev all'Occidente, "in dieci anni vi seppelliremo".
Laika, insieme con Mushka e Albina, due altri cagnetti presi a caso tra i bastardini nelle vie della capitale, era stata scelta per la sua docilità, per la sua resistenza alle prove d'accelerazione nella centrifuga della "Città delle Stelle", la Houston alle porte di Mosca e, dannazione dei piccoli, per le sue dimensioni contenute. Non c'era molto spazio per ospitare un cane dentro lo Sputnik 2 dal peso totale di 108 chili, che i vettori sovietici erano in grado di sparare in orbita in quel novembre del 1957. Ma per piccina e mansueta che fosse, Laika era pur sempre un cane e ci volle te mpo per adattarla a quel viaggio.
Con le sue compagne fu messa nel frullatore della centrifuga che le spingeva il cuore fino a tre volte il ritmo normale delle pulsazioni cardiache, nella paura e nella fatica di pompare il sangue nel corpo schiacciato dall'accelerazione gravitazionale. Aveva, dice ora lo scienziato russo, una tendenza a soffrire di panico, perché il cuore impiegava poi il triplo di tempo rispetto alle sue compagne, prima di tornare a velocità normale.
Laika e le sue compagne furono costrette a vivere in gabbiette e contenitori sempre più piccoli e strette da catenelle sempre più strette, per periodi successivi di 3 settimane e a nutrirsi solo di gelatine, la pappa che sarebbe stato messo a bordo, perché lo potessero, poco alla volta, con parsimonia, leccare fino all'esaurimento e dunque alla morte.
Mushka, oltre che piccola, era, per sua ulteriore sfortuna, anche la più intelligente. Era servita per collaudare i rudimentali strumenti di bordo, un ventilatore automatico che avrebbe dovuto raffreddare l'abitacolo quando, nei momenti di esposizione al sole durante le orbite la temperatura fosse salita oltre i 20 gradi.
Albina era stata sparata due volte con razzi, ma recuperata con paracadute dell'ogiva, per collaudare la resistenza al lancio. Ma Laika pescò la paglia corta. Fu scelta per il glorioso evento. E fu lanciata. Senza sapere che per lei non era stato previsto nessun rientro trionfale. Che sarebbe comunque morta girando attorno alla Terra. Il dottor Dimitri Malashenkov, lo specialista che la seguì, ha raccontato ieri a un congresso di medicina spaziale a Houston, le ultime ore di Laika. L'elettrocardiografia seguita via radio segnò un aumento parossistico delle pulsazioni quando i motori s'accesero e il missile cominciò a vibrare sollevandosi dalla piazzola, qualcosa che la cagnetta non aveva mai provato pri ma. Raggiunta la velocità orbitale, il ventilatore, secondo i leggendari standard del controllo di qualità sovietica, naturalmente non funzionò e la temperatura nella trappola spaziale cominciò a oscillare tra il caldo e il freddo estremi.
Il suo cuore di cane prese a battere irregolarmente, fibrillando quando l'assenza di peso rallentò di colpo le pulsazioni e alla quarta orbita, dopo 5 ore di tormento, il tracciato divenne misericordiosamente piatto.
Ma chiunque conosca un cane e abbia visto gli occhi di Laika mentre la insaccano dentro la sua gabbia, sa di che cosa è morta quella cagnetta, è morta di paura e di solitudine. Di stress, se si preferisce un'espressione più asettica. Sognando i vicoli di Mosca, il branco dei randagi e i gatti che non avrebbe più rincorso, la mano di quegli uomini ai quali si era sicuramente affezionata, senza sapere quello che loro stavano preparando per lei. Il funerale di Laika fu lungo. Andò avanti per 6 mesi e 2.570 orbite, mentre il Cremlino mentiva sulla sopravvivenza di Laika nello spazio indicata in "oltre quattro giorni" e l'America si rodeva nella sua goffa rincorsa con missili che esplodevano dopo il lancio e scimpanzé africani che stava addestrando per inseguire i cani russi.
Fu cremata l'8 aprile del 1958, quando lo Spuntik-2 perse velocità e rientrò nell'atmosfera, consumandosi in un ultimo, piccolo falò delle vanità ideologiche e della crudeltà umana. Tre anni dopo, il 12 aprile del '61, un essere umano dal coraggio ultraterreno, Yuri Gagarin la seguì, sapendo che avrebbe potuto fare la fine della cagnetta che l'aveva preceduto e che era stata sacrificata per lui, da un regime che trattava gli uomini come cani e dunque i cani come gli uomini. Troppo tardi per fare compagnia a Laika e portarla a passeggio tra le stelle.
 

 

LA STORIA DI RINO

Cari amici della Grande cuccia,oggi ho deciso di raccontarvi di RINO. E' un cagnolino anziano,di taglia piccola. Ci siamo conosciuti qualche mese dopo la morte di Pluto. Per me e' stato un duro colpo,tanto che avevo deciso di non volermi piu' occupare di cani...non volevo piu' affezionarmi cosi' tanto ad una creatura che non avrebbe potuto vivere in casa con me...Non volevo piu' soffrire cosi' tanto...Ma un giorno una famiglia mi contatta dicendomi che non volevano piu' occuparsi del loro cane che tra l'altro da mesi viveva sullo zerbino di casa...come potevo girarmi dall'altra parte??? Ho provatole storie della grande cuccia, Rino a far girare appelli per cercargli casa...ma come tutti sappiamo e' difficile trovare una buona adozione per un cagnolino anziano con tosse cardiaca...E' cosi' ho chiamato Maria pregandola di concedere a Rino la possibilita' di vivere felice,amato e curato come e' stato per Pluto. Grazie al cielo ha acconsentito (nemmeno lei riesce a voltare le spalle ad un cagnolino in difficolta'!) e cosi' in men che non si dica Rino e' stato sverminato e vaccinato ed e' stato portato all'Oasi Shangai! Per fortuna si e' inserito subito nel branco dei cani di Maria e Fiorenzo e finalmente i suoi occhi hanno iniziato a sorridere cancellando il suo sguardo da cane triste e spaventato!
Da mesi,grazie alle dovute cure,non ha piu' tosse! Mangia con appetito, corre, gioca e si bea delle coccole di Maria e Fiorenzo! Si gode la vita in questa famiglia allargata e pur non conoscendomi se non come colei che lo ha portato via dal suo squallido zerbino,ogni volta che vado a fargli visita accetta di buon grado le mie coccole e i miei bacini!
E' un cagnolino davvero dolce!

 

CANI DA COMBATTIMENTO UNA VERGOGNA,

UNA PIAGA CHE SI ALLARGA SEMPRE PIU' DIFFONDETE QUESTE INFORMAZIONI, IGNORATE DA MOLTISSIME PERSONE, AFFINCHE' NON LASCINO MAI INCUSTODITI I PROPRI CANI,CHE FAREBBERO UNA FINE ORRIBILE. CANI DA COMBATTIMENTO, UNA VERGOGNA  Francesca Orlando Non capita tutti i giorni cammini per strada, attenta come sei sempre a cogliere lo sguardo felice o furtivo dei cagnetti a spasso coi loro padroni,per trovare una nuova storia d'amore di vita ti addentri nel parco nei pressi della stazione e seduto su una panchina vedi un ragazzo dal viso vissuto, Iannis, 40 anni, rumeno. Al suo fianco un vecchio Pitt-bull, col corpo pieno di cicatrici Ti avvicini per sapere se ti è dato conoscere la storia di quel cane, Liviu, origini rumene anche lui Iannis è schivo, sa cose che è meglio non dire, ma qualcosa te lo racconta: +Era un cane da combattimento, l'ho salvato dalla fine non posso dire molto, i combattimenti sono vietati, ma è una realtà che esiste, anche in Italia, anche qui vicino,ma non dico nulla. Liviu era bravo, ma la vita di questi cani nati per combattere è dura. Appena in grado, i cuccioli vengono sottoposti a un allenamento intensivo: ore e ore passate a correre su un tapis roulant, ad azzannare e dilaniare tubi di gomma, a inseguire prede vive (gatti ad esempio) legate a pertiche rotanti. E poi la dieta: sovradosaggio di vitamine e proteine e sempre maggior abitudine a droghe eccitanti. Verso i due anni e mezzo, questa mostruosa macchina da combattimento è pronta a uccidere: in una minuscola fossa, mentre attorno la folla sfoga i propri istinti sadici con selvaggia soddisfazione, il cane drogato si avventa contro il proprio simile in una lotta all'ultimo sangue che può durare fino a due ore. Due ore di squarci profondi, di atroci mutilazioni, di rivoltante violenza. Il perdente, se non è già spirato, viene finito con un colpo di pistola: l'unico atto di pietà che gli esseri "superiori" abbiano mai avuto nei suoi confronti. Il vincitore, invece, se non verrà soppresso per chi non più utilizzabile, godrà di "amorevoli cure" per poter di nuovo suscitare eccitanti brividi di emozione;.Ma Iannis sa anche di lotte clandestine tra cani italiani in Italia + Gli italiani, si sa, brillano per la loro"inventiva": invece di sprecare denaro nell'allevare i cani, preferiscono rubarli. Poi mozzano loro orecchie e code (per fornire meno punti di presa all'avversario) e li allenano al combattimento. Hanno anche inventato una variante: l'incontro di cui si conosce già il vincitore. Di solito si tratta di un grosso cane da guardia, ben allenato, gettato contro un bastardino precedentemente "ammorbidito" a legnate. Non si tratta neppure più di fare scommesse: si paga solo per vedere lo spettacolo di uno sventurato cagnetto che viene squartato da un'altra vittima dell'uomo.+E in vendita abusiva -continua il racconto di Iannis - ci sono anche numerose videocassette con i filmati dei combattimenti, dove ai cani ormai semi sbranati non è concessa nemmeno una morte rapida: riempiti di droghe stimolanti, vengono rimessi sul ring per continuare la lotta fino all'ultima goccia di sangue. Un modo atroce per "rivivere l'emozione" anche tra le mura domestiche, plagiando la mente dei figli verso nuove mostruose devianze. Oggi vi sono lotte in tutt'Italia. Vi sono anche moltissimi furti di cani sia piccoli che grossi.I primi servono da pasto e da cavia d'allenamento, i secondi vengono allenati per il combattimento;. Te ne vai con il nodo in gola, lo stomaco chiuso e la testa piena di immagini immaginate e non viste (per fortuna) eti chiedi per chi l'uomo si arroghi il diritto di denaturare e sporcare il mondo dei cani, quello fatto di amore e fedeltà, per una sete di potere che non è possibile giustificare se non come "ignoranza". E sorridi poi dinanzi a un cucciolo di cocker, ignaro di quali crudeltà alcuni suoi "compagni"debbano subire.

 

 

LA STORIA DI MIO

 

Lui si chiama MIO, ha tre anni, probabilmente, ed è arrivato il giorno 12 Maggio 2007 da un canile del centro Italia, grazie ad una Associazione che lo ha portato al Nord, dalla sua nuova padrona.

Quando è arrivato Mio versava in un gravissimo stato di denutrizione con marcato dimagramento, disidratazione, otite purulenta con necrosi dei padiglioni auricolari, cherato-congiuntivite e cecità, piaghe diffuse e alopecia, depressione del sensorio ed apatia.
Nessuno sa per quanto tempo Mio sia stato in queste condizioni all’interno del canile prima di essere prelevato, portato in una clinica del centro Italia dove ha ricevuto le prime cure ed infine condotto dalla sua nuova proprietaria.
Tanti anni di volontariato in canile ti preparano ad affrontare situazioni di ogni genere, situazioni di bestialità umana che si è accanita su poveri esseri indifesi ma la cosa peggiore è l’indifferenza…
La cosa che più ci rattrista è sapere che Mio è solo uno dei tanti, troppi cani che versano in condizioni disperate in tanti canili d’Italia.
Abbiamo smesso di credere che, forse un giorno, le leggi arriveranno veramente a tutelare questi piccoli indifesi ma andiamo avanti grazie alla forza che Angeli come il piccolo Mio ci trasmettono, una forza unica che gli ha permesso di sopravvivere nonostante le gravissime infezioni che lo hanno devastato.
Oggi è il 13 Giugno 2007 e Mio è vivo; molto probabilmente i suoi occhi non potranno più vedere, le sue orecchie non potranno più sentire ma lui è vivo e sta migliorando, giorno dopo giorno, lentamente, passo dopo passo anche se le sue più gravi ferite resteranno sempre nel suo piccolo cuoricino.
Ti si lacera il cuore vederlo lì, piccolino, arrotolato sulle sue ossicina, e impotente di fronte a chi ha potuto fare questo…ma Voi tutti che ogni giorno seguite le tante situazioni segnalate sapete che questa realtà esiste e che spesso è al di sopra delle nostre reali possibilità di azione.
Affinché le sofferenze e il sacrificio di Mio e di tanti altri indifesi non siano vani noi, noi che davvero ci crediamo, abbiamo il dovere di continuare per difendere i diritti di coloro che non hanno difesa, per rispettare il dolore di coloro che non hanno parole!!

Chissà forse un giorno…

GLI AMICI DEGLI ANIMALI DI PALERMO

 
Come hai potuto? (di Jim Willis)
Quando ero una cucciola, ti ho divertito con le mie buffonate e ti ho fatto ridere. Mi chiamavi la tua bambina e nonostante un certo numero di scarpe rosicchiate ed un paio di guanciali squartati e sparpagliati ovunque, sono diventata la tua migliore amica. Ogni qualvolta facevo la " discola " mi agitavi il dito davanti al naso e mi chiedevi " Come hai potuto?", ma poi cedevi e mi rotolavi sulla pancia per una grattatina. La mia educazione casalinga fu un po' piu' lunga di quel che pensavi, perché eri molto indaffarato, ma ci abbiamo lavorato insieme. Ricordo le notti in cui mi ranicchiavo vicino a te nel letto ed ascoltavo le tue confidenze ed i tuoi sogni segreti e credevo che la vita non sarebbe potuta essere più perfetta. Andavamo a fare lunghe camminate e corse nel parco, giri in macchina, fermate per il gelato (per me solo il cono perchè "il gelato fa male ai cani", dicevi), ed io mi facevo lunghi pisolini al sole, aspettando che tornassi a casa alla fine della giornata. Impercettibilmente, hai iniziato a trascorrere più tempo al lavoro, a pensare alla tua carriera ed a dedicare più tempo alla ricerca di una compagna umana. Ti ho aspettato con pazienza, consolandoti comunque nei dolori e nelle delusioni, non ti ho mai rimproverato per le decisioni sbagliate e ho salutato con gioia ogni tuo ritorno a casa, anche quando ti sei innamorato. Lei, che ora è tua moglie, non è "persona da cani", ma le ho dato comunque il benvenuto nella nostra famiglia, provando a dimostrarle affetto e obbedendole... Ero felice, perchè tu eri felice.

Quando sono arrivati i bambini, ho condiviso la vostra agitazione. Sono stata affascinata dal loro aspetto roseo, dal loro odore e avrei voluto far loro da madre. Solo voi due potevate temere che potessi far loro del male, ma ho passato la maggior parte del tempo in un'altra stanza, o in gabbia. Oh, come avrei voluto amarli, ma sono divenuta una "prigioniera dell'amore". Quando hanno iniziato a crescere, sono diventata la loro amica. Si aggrappavano al mio pelo e si trascinavano sulle loro tremolanti gambette, mi cacciavano le dita negli occhi, esploravano le mie orecchie e mi baciavano sul naso. Di loro, adoravo tutto e le loro carezze - perchè le tue carezze erano ormai diventate così rare - ed io li avrei difesi fino alla morte, se fosse stato necessario. Avrei voluto sgusciare dentro i loro letti ed ascoltare le loro ansie ed i loro sogni segreti, ed insieme avremmo aspettato di sentire arrivare il rumore della tua auto.

C'era un tempo in cui, quando qualcuno ti chiedeva se avessi un cane, tu tiravi fuori la mia foto dal portafoglio e iniziavi a raccontare di me. In questi ultimi anni, hai risposto solo "si" e hai cambiato discorso. Sono passata dall'essere il "tuo cane" a "solo un cane", e tu a lamentarti per ogni spesa affrontata per me. Ora, hai l'opportunità di fare una nuova carriera in un'altra città, e tu e loro vi trasferirete in un appartamento dove gli animali non sono ammessi. Tu hai preso la giusta decisione per la tua" famiglia", ma c'era un tempo in cui ero io la tua sola famiglia. Ero eccitata all'idea del viaggio in auto, fino a quando siamo arrivati al rifugio per animali. Odorava di cani e di gatti, di paura, di disperazione. Hai compilato le carte e hai detto "So che troverete una buona casa per lei". Loro hanno fatto spallucce e ti hanno guardato con sguardo afflitto. Conoscono la realtà che riguarda un cane di mezza età, sia pure con le "carte". Hai dovuto staccare le dita di tuo figlio dal mio collare mentre lui gridava "No, babbo! Per favore, non lasciare che prendano il mio cane!" Ed ero preoccupata per lui e di che lezione le stavi giusto impartendo su amicizia e lealtà, su amore e responsabilità, e sul rispetto per ogni vita. Mi hai dato una pacca di addio sulla testa, evitando i miei occhi, e ti sei cortesemente rifiutato di portare con te il mio collare ed il mio guinzaglio. Avevi una scadenza da rispettare, ed ora anch'io ne ho una che mi attende.Dopo la tua partenza, le due gentili signore dissero che certamente tu lo sapevi da mesi di questo trasloco e ciò nonostante non hai fatto alcun tentativo di trovarmi una buona casa. Scossero la testa e mi chiesero "Come ha potuto?".

Qui al canile, con noi sono premurosi, tanto quanto lo permettono i loro impegni. Naturalmente, ci danno da mangiare, ma io già da giorni ho perso l'appetito. All'inizio, ogniqualvolta qualcuno passava davanti al mio recinto, correvo al cancello, sperando che fossi tu, - che avessi cambiato idea - che questo fosse tutto un brutto sogno...o almeno speravo che fosse qualcuno che si interessasse a me, qualcuno che avrebbe potuto salvarmi.Quando capii che non avrei potuto competere con lo zampettare di un cucciolo allegro, inconscio del suo destino, mi ritirai nell'angolo più lontano ed aspettai. Sentii i suoi passi che venivano per me alla fine della giornata, e la seguii silenziosamente lungo il corridoio, fino ad una stanza isolata. Una stanza magnificamente tranquilla. Lei mi piazzò sul tavolo e mi strofinò le orecchie e mi disse di non preoccuparmi. Il mio cuore martellava nell' attesa di ciò che stava per succedere, ma c'era anche un senso di sollievo. La prigioniera dell'amore ha esaurito i suoi giorni. Come è mia natura, era più preoccupata per lei. Il fardello che sopporta la opprime profondamente, e lo so, così come conoscevo ogni tuo umore. Gentilmente mi ha messo un laccio emostatico su una delle mie zampe anteriori, mentre una lacrima le scendeva lungo una guancia. Le leccai la mano così come facevo con te per consolarti tanti anni fa. Senza farmi male mi infilò l'ago ipodermico in vena. Come sentii la puntura ed il freddo liquido scorrere nel mio corpo, mi lascia andare sonnolenta, la guardai nei suoi occhi buoni e mormorai "Come hai potuto". Forse perchè non capì bene il mio linguaggio canino, mi rispose "Sono così dispiaciuta". Mi abbracciò ed in fretta mi spiegò che era il suo lavoro essere sicura che io andassi in un posto migliore, dove non sarei stata ignorata, o maltrattata o abbandonata, o dove non avrei dovuto arrangiarmi da sola - un posto di amore e di luce, così diverso da questo luogo terreno. E con le mie ultime energie, cercai di spiegarle con un colpo di coda che il mio "Come hai potuto?" non era rivolto a lei. Era per te, Mio Amato Padrone, era a te che stavo pensando...Penserò sempre a te e ti aspetterò per sempre. Che tutti , nella tua vita, possano continuare a mostrarti così tanta lealtà.

 
 

STORIA DI CANGA

UNA STORIA A LIETO FINE CHE STRAPPA UNA LACRIMA DI FELICITA'

 

Per tutti quelli che hanno avuto a cuore la storia di Canga, molte persone mi hanno contattato e scritto e ancora oggi ricevo richieste di adozione per lui...ci avete aiutato molto, soprattutto a trovare la persona ideale per un gatto nelle sue condizioni, ce l'abbiamo fatta ed è giusto che voi gioiate con noi di questa speranza che sembrava quasi impossibile ...e anche per chi ci ha criticato il fatto di non avere abbattutto un gatto rimasto senza zampe anteriori. Canga, ora Red, è stato adottato da una ragazza fantastica che studia veterinaria...eccovi un pò di foto

 

VI PRESENTO LA MIA TRIBU'

Chi mi conosce bene,sa che tipo di ciurma ho in casa. Ma con questa mail vorrei presentare la mia ciurma,una volta per tutte, a tutti voi...nella speranza che chi si appresta ad adottare un animale lo faccia con "una mano sul cuore".

Io vivo con 5 gatti,un cane e due criceti.In allegato trovate le loro foto.

SEKHMET e' arrivata 5 anni e mezzo fa...era una tigrottina spaurita...caduta in un tombino...l'ho notata perche' sentivo dei miagolii disperati...lei era li' impaurita...che cercava aiuto. Ho smosso mari e monti e finalmente l'abbiamo tirata fuori di li'.L'ho portata a casa in attesa che la vet aprisse l'ambulatorio,nel frattempo la mia mamma e' tornata dal lavoro,l'ha vista e se ne e' innamorata tanto da decidere che l'avremmo tenuta con noi (proprio lei che non voleva animali in casa!).
RAMSES e' arrivato un anno dopo. Era nella colonia di gatti di una mia cara amica. Lui era nato e cresciuto in colonia...prima che lei iniziasse ad occuparsene...prima che lei iniziasse a sterilizzarli. Un selvaticone di un anno con una zampa zoppa.Ci ha messo due settimane per catturarlo.Una volta sedato e' stato visitato...ginocchio rotto. C'e' voluto un intervento ortopedico...un ferro che tenesse in sede le ossicine della zampa...e la zampa sarebbe rimasta delicata tanto che non sarebbe stato possibile rimetterlo in colonia.La mia amica era disperata...che fine avrebbe fatto il micione intoccabile...dopo tre mesi di degenza??Inoltre lei al tempo era piena di gatti in casa,tutti micioni in cerca di casa...
E cosi' Ramses e' approdato in casa mia...inizialmente solo per i 3 mesi di degenza...ma questa creatura selvatica ci ha colpiti...ci ha rapiti giorno dopo giorno...

Inizialmente era davvero una furia ringhiosa che non perdeva occasione per tentare di attaccarti...Ma noi gli abbiamo lasciato tutto il tempo di cui aveva bisogno per capire che nessuno gli avrebbe mai fatto del male.Non l'abbiamo mai forzato a nulla,gli parlavamo,gli lanciavamo i giochini per farlo sfogare...SI e' innamorato subito di Sek e forse proprio grazie a lei ed al rapporto che lei aveva con noi...ha imparato a fidarsi di tutti noi.

ARWEN E SMIGOL sono due fratellini trovati nella cuccia che Vlad aveva sotto casa mia quando era un randagio...La mamma li aveva partoriti li' insieme ad un altro piccolo...ma non e' piu' tornata a prenderli...Li ho trovati poche ora dopo la nascita...Arwen era gia' fredda e cosi' l'ho portata su in casae l'ho scaldata con l'aiuto di una stufetta,gli altri due,Smigol e Blade,li ho lascaiti li' sperando nel ritorno della mamma....dopo 5 ore,dato che la
mamma non compariva (tenevo d'occhio la cuccia dal balcone di casa mia!)li ho portati in casa ed ho iniziato l'allattamento...Purtroppo Blade e' mancato all'eta' di un mese e mezzo a causa di una malformazione all'intestino...
Sono stati 4 mesi durissimi,mi svegliavano ogni ora,giorno e notte,per ciucciare il latte dal biberon...non riuscivo a svezzarli...poi Arwen ha avuto problemi all'esofago...non si erano sviluppati i muscoli...doveva mangiare tutto frullato...ma coi mesi la situazione per fortuna si e' risolta!Smigol invece e' un micetto un po' tardo...ma anoi non importa!E' dolce e speciale proprio cosi' come e'!

VLAD e' stato buttato fuori da una macchina un'estate!Si e' rifugiato in una casa diroccata di fronte a casa mia e per un anno e mezzo gli portavo pappa ogni giorno...poi,piano piano,si e' fidato di me...mi si strusciava,rispondeva quando lo chiamavo,mi aspettava davanti al portone...e quando la casa diroccata e' stata buttata giu' gli ho comprato una cuccia che ho piazzato sotto casa mia...In casa avevo gia' 5 gatti...e i miei non ne volevano piu'...ma quando purtroppo e' venuta a mancare Tuya,Vlad ha fatto il suo ingresso a casa mia.

Per fortuna lo avevo fatto testare per tempo...Fiv e Felv positivo...e cosi' ho potuto vaccinare i miei micioni anche contro la leucemia...loro sono protetti e lui e' potuto venire a casa con noi!E' un micio tutt'ora molto diffidente,sempre sul chi vive..pieno di acciacchi...ha un glaucoma,l'asma allergica...ma noi lo amiamo cosi' come e'.Perche' ogni suo miglioramento,ogni volta che ci concede un po' piu' di fiducia,per noi e' una grande vittoria.Non immaginate quanto ci da questo piccolo batuffolone,che gioia vederlo dormire sul suo cuscino preferito,tranquillo,beato,protetto.

TUYA e' rimasta con noi solo un anno e mezzo.Intensissimo.L'abbiamo trovata che aveva gia' 14 anni.Sotto la neve,miagolante e tremante dal freddo.Un occhio fuori dall'orbita e piena di pulci.L'abbiamo subito presa con noi.L'abbiamo curata e tirata su...per i primi tre mesi ha mangiato,bevuto e dormito.Si e' innamorata subito di mio papa' tanto da stargli sempre appiccicata.
Ma quel glaucoma all'occhio non curato le ha sviluppato un tumore che andava a schiacciarle il cervello...e quando ha iniziato ad urlare dal dolore
abbiamo deciso di dirle CIAO...si,CIAO,perche' prima o poi ci rivedremo...Ciha dato tantissimo questa scricciolina.La sua piccola ripresa,vederla serena nella sua cuccia,vederla mangiare di gusto,vederla seguire ovunque il mio papa'...e' stato meraviglioso.
 
ZSUZSA E KASHA sono due cricetini russi di tre anni...il negozio non  riusciva a venderli perche' ormai adulti e cosi' un anno fa li ho presi con me...che dire...sono due rocce!!!E dovreste vedere come filano sulla loro ruota!!!
PLUTO che molti di voi conoscono ha vissuto tutta la sua vita in canile...fama di cane mordace e difficile...obeso tanto da non riuscire piu' a camminare...ho fatto ditutto per cercargli casa...ma nessuno lo ha mai voluto...e cosi' eccoci qui...insieme contro i pregiudizi sui cani anziani e con problemi comportamentali!!!
Con amore e pazienza si risolve tutto e lui e' un batuffolone che ha imparato a convivere con altri cani!!!
Questa e' la mia tribu'..Creature dolcissime ed affettuose...ognuna con la sua particolarita'...di eta',di salute,di carattere...ma tutte hanno dimostrato di saper riconoscere l'amore...e di saperlo ricambiare...Per favore,pensateci e pensate che anche gli anziani ed i malati sano dare molto.