Questa
volta vorrei parlare io, mi chiamo Duca.. e voglio ululare al Mondo
che le "mie Zie" hanno vinto e ci hanno resi liberi, hanno salvato
tutti noi..eravamo quasi 500! Uno dei tanti documenti di questa
storia s'intitola proprio così "La Salvezza dei 500"..
Ecco
l'antefatto:
Mantova
luglio 2008 dopo tantissimi anni di battaglia, denuncie, ordinanze
di sgombero, segnalazioni ed interrogazioni parlamentari, su mandato
della Procura della Repubblica di Mantova, è avvenuto il sequestro
della struttura privata denominata "concentramento Platto" situato
nella provincia. L’imputato era indagato con l'accusa di
maltrattamento animale in base all'Art. 727, comma 2 c.p., per
detenzione di cani in condizioni incompatibili con la loro natura e
produttiva di gravi sofferenze psico-fisiche.
La storia
Qualche
persona di buon cuore mette in circolazione un appello per salvarci
e la mia zia, che è solo una delle tante nostre zie, si è fatta
avanti per salvare 5 di noi.. davanti ai suoi occhi, cani ovunque
senza acqua, con sottovasi al posto di ciotole, cucce fatiscenti,
cani legati a catena fissa, lezzo nauseante e cani, cani ovunque..
In un
caseggiato c'erano gruppi di 50 cuccioli divisi solo per razza Petit
Bleu, Grand Bleu, Beagle Harrier, Spinoni Italiani e Segugi.
Arrivati a
casa la macchina puzzava di tristezza, ansia e paura, come quel
posto sperduto tra le campagne..
Tutti erano
infestati da parassiti, alcuni cuccioli avevano sviluppato la gastro
enterite, giardia, coccidi, gli anziani magri troppo deperiti per
una nuova lunga Vita, alcuni giovani mostravano tumori, piaghe..
molti di noi non ci sono più..
Da lì il
lavoro è interminabile, con le altre zie cerca casa a tutti noi, se
non proprio una casa almeno un rifugio pulito, produce prove
inconfutabili da portare in Tribunale per dimostrare il
maltrattamento e infine accudisce i primi 5.. belle zuppe tiepide,
giacigli comodi e poi la fantomatica socializzazione con altri cani,
con altre persone, le passeggiate, i viaggi in auto.. il guinzaglio.
Dopo poche
settimane alcune zie tornano con furgoni,la nostra custodia è
gratuita ma sono disposte a mille sacrifici pur di portarci via da
quel posto, e intanto sono nati nuovi cuccioli, tra loro ci sono io
coi miei fratelli e la mia mamma. Avevo solo 6 giorni..
Il tempo
passa ..
Il 4 marzo
2009 presso il Tribunale di Mantova è stata emessa la sentenza di
primo grado. A seguito delle indagini svolte dal P.M. Marco Martani,
il Giudice Latagliata ha condannando l'imputato ordinando la
confisca di TUTTI i cani oggetto di sequestro.
L'epilogo
..
L'imputato
fa mille ricorsi, e dopo aver temuto il peggio ecco la Cassazione:
Il 21
aprile 2010 in Cassazione si è tenuto l’ultimo grado di giudizio, La
Corte ha rigettato per intero il ricorso dell’imputato, confermando
così la condanna di primo grado. Pochi giorni fa l’ASL di competenza
ha ufficialmente e definitivamente trasferito la proprietà di TUTTI
i cani ai loro affidatari, togliendo così, per sempre, il nome della
persona condannata.
Oggi, sono
libero e con le mie sorelle gioco felice,le nostre zie ci hanno
portati in ogni luogo d'Italia, hanno pagato le nostre spese di cura
e mantenimento, hanno testimoniato ai processi, hanno viaggiato e
speso mille energie, ma non hanno mai mollato , ogni tanto una
lacrima solca il loro viso pensando a chi non c'è più, ma hanno
vinto e noi, tutti noi, siamo i Testimoni Viventi di questa lunga e
gloriosa battaglia. Potremo aiutare i nostri simili perché grazie a
noi, abbiamo un precedente della Suprema Corte che traccia la strada
sicura per eventuali casi analoghi in futuro.
Niente
sacrifici, niente gloria.. con determinazione le nostre salvatrici
continueranno a vegliare su di noi, continueranno ad essere sul
campo, per ridare una vita dignitosa ai nostri simili e per
assicurare i criminali alla giustizia!
Con stima
Duca della
Torbiera
IL VOLONTARIO ANIMALISTA
una toccante
descrizione
Chi è un volontario animalista?
E' una persona che all'inizio ha del
tempo da dedicare a una causa benefica. All'inizio.
Poi finirà per non avere tempo neanche
per se stesso: questo se sarà un bravo volontario.
I volontari operano nei/dai posti più
disparati.
Dai bagni degli uffici, in fila alle
casse del supermercato, nelle aree di sosta in autostrada, nei
camerini dei negozi. In disparte negli angolini dei posti più
impensati li vedi parlare sottovoce ai loro cellulari,
scartabellando nelle loro agendine. Sono quelli che chiedono
permessi velocissimi in ufficio per poi tornare magari dopo
un'oretta o due , spettinati, sconvolti ma con il sorriso sulle
labbra e il sedile della macchina tappezzato di peli.
Vivono in simbiosi con il loro
cellulare, che vibra spesso, ma se il capo è vicino non rispondono
mai.
La loro mail è costantemente costipata
da appelli.
Ipersensibili, generalmente un po’
ansiosi.
Li riconosci perché qualsiasi potrà
essere l'argomento che state affrontando i loro occhi verranno
rapiti da qualunque essere vivente a quattro zampe che vi passerà
vicino.
Sarete sicurissimi di avere di fronte
un volontario se dalla sua borsa emergerà sempre una scatola di
biscottini per cani e un guinzaglio Potrete essere sicuri al 100%i
se vedendo passare un cane senza collare, inizieranno a inseguirlo
prima con gli occhi , poi facendovi segno di abbassare la voce per
non spaventarlo e quindi in punta di piedi inizieranno a pedinarlo
lasciandovi in asso.
Nel bagaglio della macchina hanno
sempre del pane secco .".non si sa mai. ..magari incontro
un'anatra". In casa al posto dei quadri hanno certificati di
adozioni di conigli.
Quando li riconoscerete attenetevi a
queste semplici regole:
Non iniziate mai a parlare di animali
in loro presenza oppure se lo farete, attrezzatevi con tutto il
necessaire per preparare una pastiera napoletana. Almeno alla fine
delle 12 ore di monologo animalista potrete gustare una giusta torta
proteica.
Accettando la loro amicizia su Fb
entrerete nel pericolosissimo mondo degli occhietti amabili che vi
chiedono adozione e in meno di una settimana gioirete insieme ai
vostri 4 nuovi cani, gatti e conigli.
Non dite mai a un volontario
animalista, che FORSE prenderete un cane. Vi si attaccherà ai
calcagni e potrete staccarlo solo sopprimendolo.
Altri indizi:
I volontari sono sempre in bolletta e
generalmente vestiti in maniera semplice.
Impossibile non trovare almeno un pelo
animale su giacche , sciarpe.. .
Spesso spettinati ( con i soldi del
parrucchiere ci pago 1 pensione a un canetto) Difficilmente liberi
durante i week end perchè impegnati in preaffidi, staffette,
sgambamenti e cene di beneficenza.
Sono quelli che quando dicono "sai ,
faccio volontariato per gli animali" ricevono sguardi di finta
ammirazione mista a vera commiserazione.
...
IL volontario lo sa.
E' una malattia, una forza impossibile
che ti spinge a tritarti anche centinaia di chilometri alle 5 di
mattina di domenica per aiutare un orecchiuto a uscire da una gabbia
fetida e raggiungere una cuccia calda.
Un volontario è costretto a vedere
giornalmente quello che costantemente combatte: la violenza. Perchè
il volontario la cerca, la legge giornalmente, la vede . La studia
con il voltastomaco per poterla combattere, per farla conoscere a
tutti perchè tutti la combattano . E il volontario non ci fa mai
l'abitudine.
Le volontarie donne hanno un fedele
alleato : il correttore per le occhiaie. E' sondato che non hanno
mai sonni tranquilli Ma un volontario animalista ,nonostante questo
impietoso ritratto è sempre una persona speciale.
Ha una luce propria. E' una persona
che VEDE il sorriso di un animale, che ne sente la gioia , che
assorbe la luce di un 'anima pura .E' qualcosa di magico. E di
questi tempi, credetemi è una benedizione.
Vogliate bene agli animali. La loro
esistenza fa bella la nostra. E i volontari semplicemente sono
schiavi della bellezza che gli animali, con la loro purezza , sanno
diffondere.
Siate gentili con ognuno di loro
animali e volontari. Anche questi ultimi ogni tanto hanno bisogno di
un pò di incoraggiamento.
Grazie.
Ilaria Cappato e Rossella Tripodi
LETTERA DI SAMATHA
A volte anche i micini più sfortunati
hanno una piccola buona stella che li aiuta: abbandonati a dieci
giorno di vita, con una gravissima infezione agli occhi e
raffreddore, una notte di disperati miagolii...
Ma tra tutti i posti nascosti che
c'erano il destino vuole che siano stati abbandonati non in una
corte qualunque, non in una corte dove si amano i gatti, ma in una
corte dove i gatti si adorano! Tutti nella mia famiglia hanno minimo
un gatto, anzi non è casa , non è famiglia se non c'è minimo un
gatto. Quindi anche mia nonna, 86 anni, nonostante tutte le
difficoltà e problemini di salute legati all'età, ha un bel gattone
rosso, la sua gioia, la sua compagnia, l'amico con cui scambiare due
parole durante le lunghe giornate passate altrimenti in solitudine,
aspettando il ritorno dal lavoro di mia zia. Era una fredda notte
di metà giugno( per i gattini appena nati anche le notti di giugno
sono freddissime!) , e proprio quella notte mia zia l'ha passata in
bianco, sentendo un flebile ma insistente miagolio. ma uscendo alle
cinque di notte per vedere niente... Solo verso le nove, andando al
lavoro si è accorta che vicinoal le ruote della sua auto c'era un
minuscolo, microsopico micetto tigrato, che piangeva disperato e
tentava di spostarsi strisciando, incerto, spaesato...subito
raccolto, portato in casa e avvolto in una calda coperta tra le
coccole di mia nonna che non credeva ai suoi occhi! C'era il fondato
dubbio che ce ne fossero altri nascosti da qualche parte infatti ;
dopo un'ora circa arriva un'altra mia zia che scorge, quasi
nascosta, una macchietta nera che si muove tutta impaurita, una
piccola micia spelacchiata, che non appena vede mia zia tenta di
scappare. Recuperata anche lei. Mia zia gli dà un pò di latte, gli
pulisce gli occhi , li scalda. Cosa fare adesso? Mia nonna non può
certamente occuparsi di due gattini così piccoli e malati, mia zia
lavora...E' a questo punto che subentro io.
Quando arrivo là sono nella copertina
che dormono, ma non hanno un bel aspetto: sono deboli, apatici, gli
occhi ammalati, il raffreddore... Temo che non ce la faranno. Mia
nonna, non sapendo come fare a dirlo:
"se proprio non si può fare altro
portali in gattile..." la decisione è stata fulminea, di quelle
irrazionali, istintive. Il gattile non accetta più gatti, è
strapieno, non riescono neanche a stare dietro a quelli che hanno
già. Anche li accettassero cosi piccoli e malati..."
Nonna li tengo io intanto, vediamo
cosa succede, finchè crescono e si riprendono un pò". la felicità
era nel suo volto. I mici si sono salvati per un pelo, avevano un
agravissiam infezione agli occhi e rafreddore ma hanno dimostrato
una voglia di vivere incredibile.Certo non è stato facile,( io ho
altri tre gatti) i gattini andavano allattati e somministrato il
collirio ogni tre ore, anche di notte.
Uno dei due era cieco e ho pianto
tanto per quel gattino, pensando al suo futuro, senza però perdere
le speranze. La veterianria mi incoraggiava, dicendo che un gatto
cieco può fare una vita bellissima.
Mia nonna si teneva sempre informata
su come andavano le cose, piena di empatia e entusiasmo. Intanto i
gattini mangiavano, crescevano, qualcosina gli occhietti
miglioravano...La femmina, tutta nera, all'inizio sembrava un
mostriciattolo: senza orecchie, senza baffi, quasi senza pelo, un
occhio gonfio fuori dalla testa...menomale che almeno un occhio sano
lo aveva!Il maschietto, tigrato essendo cieco cercava
costantemenete il contatto, le coccole, le carezze, con quello
sguardo un pò perso...un amore! Così è passata l'estate, gli
occhietti sempre meglio, neanche l'ombra di altre malattie, i
gattini scoprono il giardino, giocano al sole, mangiano un pò di
tutto. Il giorno più bello è stato quando li ho portati dal
veterinario oculista: " la lesione alla cornea si è rimarginata,
c'era un bel buco grosso negli occhi ma ora sono a posto, ci vedono
( anche il maschietto tigrato!!!), basta collirio e complimeti, sono
stati curati proprio bene, difficilmente avranno ancora problemi
agli occhi". Che gioia! Che soddisfazione!
Quasi piango! Il momento che pensavo
più difficile invece è stato uno dei migliori : il maschietto
tigrato ha trovato una famiglia meravigliosa, sono venuti solo per
vederlo ma alla fine lo hanno portato via e non sono neanche
riuscita a sentirmi triste per quel distacco per quanto amore e
tenerezza ho visto nell'approcciarsi al piccolino hanno visto che
gli occhietti del micino non sono perfetti e non ci hanno dato peso,
sono stati dei grandi! Ora è super coccolato a qualsiasi ora del
giorno e della notte! La mostriciattola invece ora ha quattro mesi,è
diventata una bellissima micia , irriconoscibile, orecchie e baffi
sono cresciuti, ha un pelo setoso, lungo e lucido, l'occhietto,
anche se con una grossa cicatrice sulla cornea, sembra semplicemente
di un altro colore. E' vivace, curiosa, coccolna, chiacchierona...e
non sono riuscita a separarmi anche da lei, è così che sono arrivata
ad avere quattro gatti!
Volevo, con questa storia,
suggerire a tutti, di pensare a tutti
quegli animali che soffrono nei gattili ( io ho preso due gatte
ammalate al gattile),o nei canile, che non stanno bene, che hanno
bisogno di cure, coccole, di felicità...ogni piccolo cuore di
animale è una grande anima che aspetta solo un pò di amore. Non
guardate se è bello, se è sano, prendetelo anche se è malato e
brutto, prendetelo perchè ha bisogno di voi, e voi di lui perchè
niente è più bello, niente dà più felicità che aiutare una piccola
anima bisognosa che non sa di essere brutta e non capisce perchè
nessuno la ama. Spendete i soldi per curarli, diventeranno loro il
vostro cinema, il vostro divertimeto, la vostra fonte di serenità
senza andare a cercarlo altrove. Ringrazio il sito per i consigli
utilissimi, soprattutto i filmini su come gestirli da piccolissimi,
l'allattamento, i bisognini... ne avevo proprio bisogno. Ringrazio
anche i veterianari che spesso fanno questo lavoro con il cuore e
non solo per il guadagno.
Ringrazio anche le associazioni di
animalisti di Verona che mi hanno aiutato come hanno potuto, perchè
putroppo le siutazioni drammatiche sono tante e spesso, con tutta la
loro buona volontà, è impossibile starci dietro... Grazie a
tutti.samantha da verona
CRONOSTORIA DI UN ESTINZIONE ANNUNCIATA
iniziamo da oggi la
raccolta delle notizie che hanno come sventurati protagonisti questi
meravigliosi mammiferi, per testimoniare "in diretta" la
stupidità umana.
foto tratta dal CITY di Napoli
del 04 mar
2009
notizia riportata da vari
quotidiani del
24 mar
2009
SIDNEY Nuovo spiaggiamento di balene in Australia. Ieri dei
surfisti hanno rinvenuto, sulla costa occidentale 300 km a sud di
Perth un centinaio di balene globicefale a pinna lunga ed
addirittura alcuni delfini dal naso a bottiglia, arenati nella
Hamelin Bay.
Solo una dozzina sono quelle sopravvissute ed
oltre un centinaio di volontari si sono adoperati con tutti i mezzi
per riportarle al largo.
LA STRADA
PER IL PARADISO
Un uomo camminava per una strada
con il suo cane.
Si godeva il paesaggio, quando ad un tratto si rese conto di
essere morto.
Si ricordò di quando stava morendo e che il cane che gli
camminava al fianco era morto da anni. Si chiese dove li portava
quella strada.
Dopo un poco giunsero a un alto muro bianco che costeggiava la
strada e che sembrava di marmo. In cima a una collina,
s'interrompeva in un
alto arco che brillava alla luce del sole. Quando vi fu davanti,
vide che l'arco era chiuso da un cancello che sembrava di
madreperla e che la strada che portava al cancello sembrava di
oro puro. Con il cane s'incamminò verso il cancello, dove a un
lato c'era un uomo
seduto a una scrivania.
Arrivato davanti a lui, gli chiese: - Scusi, dove siamo?
- Questo è il Paradiso, signore, - rispose l'uomo.
- Uao! E non si potrebbe avere un po' d'acqua?
- Certo, signore. Entri pure, dentro ho ! dell'acqua
ghiacciata.
L'uomo fece un gesto e il cancello si aprì.
- Non può entrare anche il mio amico? - disse il viaggiatore
indicando il suo cane.
- Mi spiace, signore, ma gli animali non li accettiamo.
L'uomo pensò un istante, poi fece dietro front e tornò in strada
con il suo cane.
Dopo un'altra lunga camminata, giunse in cima a un'altra collina
in una strada sporca che portava all'ingresso di una fattoria,
un cancello
che sembrava non essere mai stato chiuso. Non c'erano recinzioni
di sorta.
Avvicinandosi all'ingresso, vide un uomo che leggeva un libro
seduto
contro un albero.
- Mi scusi - chiese - non avrebbe un po' d'acqua?
- Sì, certo. Laggiù c'è una pompa, entri pure.
- E il mio amico qui? - disse lui, indicando il cane.
- Vicino alla pompa dovrebbe esserci una ciotola.
Attraversarono l'ingresso ed effettivamente poco più in là c'!
era
un'antiquata pompa a mano, con a fianco una cioto! la.
& nbsp;Il viaggiatore riempì la ciotola e diede una lunga
sorsata, poi la
offrì al cane.
Continuarono così finché non furono sazi, poi tornarono
dall'uomo
seduto all'albero.
- Come si chiama questo posto? - chiese il viaggiatore.
- Questo è il Paradiso.
- Be', non è chiaro. Laggiù in fondo alla strada uno mi ha
detto che
era quello, il Paradiso.
- Ah, vuol dire quel posto con la strada d'oro e la cancellata
di
madreperla? No, quello è l'Inferno.
- E non vi secca che usino il vostro nome?
- No, ci fa comodo che selezionino quelli che per convenienza
lasciano
perdere i loro migliori amici.
Questa
è una storia un po' speciale, non perchè le altre non lo
siano...........ma perchè è una storia fatta di amore, ma anche
di estrema sofferenza. Cominciamo dall'inizio, io posseggo già
altri cani alcuni presi in canile, altri trovati abbandonati,
altri di razza, insomma ho una vera passione per i cani ;
proprio per questa mia passione navigo spesso sui siti dove ci
sono storie di animali abbandonati e un giorno mi sono trovata
davanti una foto agghiacciante: un cane rannicchiato in un
angolo di un box, con gli occhi sbarrati come se pregassero di
non fargli male, di non avvicinarti neanche, un cane con la
paura della sua stessa ombra, un cane che ha subito dei
maltrattamenti e delle umiliazioni che non voglio neanche
immaginare....con i suoi occhi attraverso uno schermo di un pc
mi ha chiesto di salvarlo o forse sono stata io a voler a tutti
i costi salvarlo.....non so. Sono passati mesi nei quali tutti
mi sconsigliavano di adottarlo, mesi nei quali mi mettevo in
contatto con Laura, la volontaria che si occupava di lui, che
mi diceva che il cane faceva tutti i bisogni addosso come
qualcuno si avvicinava, che era un cane complicato, un cane che
necessitava di tantissime attenzioni. I miei amici dicevano che
ero una pazza, che "quei cani" ormai dovevano morire in canile,
ma io e mio marito decisi più che mai l'abbiamo adottato!!!!!
Niente è stato facile, dal viaggio di quattro ore all'arrivo a
casa, e i giorni successivi.....una tragedia!!! Oliver, questo è
il suo nome, è un cane che ha bisogno di affetto, che ha bisogno
di cure, gli stiamo somministrando psicofarmaci da un mese per
controllare gli attacchi di panico,non sappiamo cosa ha subito
in passato questo cane ma qualcosa di terribile sicuramente, da
quando è arrivato sta nascosto sotto il camino......non esce in
nostra presenza, ma la notte ci mettiamo a spiarlo.........ed
ecco che esce in compagnia dell'altro cane........giocano,
saltano per tutta la casa!!!!!!! E bellissimo.......vederlo in
piedi che scodinzola felice, felice di essere al caldo, dentro
una casa con la pappa buona e un tenero e vivace amico con cui
giocare!!!!! Forse le sue paure non passeranno mai, forse non mi
salterà mai addosso per farmi le feste, ma sicuramente non
morirà in canile, ma in mezzo a persone che hanno lottato per
lui, mi dicono che ho la sindrome della crocerossina......non mi
interessa, me ne frego, so solo che sto cercando di dare amore,
affetto, dignità a un cane che un giorno mi ripagherà di tutto;
quel giorno arriverà presto, e sarà la mia più grande rivincita
su tutti! Grazie Laura per tutto quello che hai fatto per
Oliver e per me.
CRONOSTORIA DI UN ABBANDONO....
SETTIMANA Oggi è una settimana che sono nato !!! Che allegria ...
Essere arrivato in questo mondo !!!
1 MESE
La mia mamma mi accudisce molto bene ...E' una madre esemplare
...
2 MESE
Oggi mi hanno separato dalla mia mamma ..Era molto inquieta e
con i suoi occhi mi ha detto 'addio' con la speranza che la mia
nuova 'famiglia umana' mi sappia accudire come lei ha fatto con
me.
4 MESE
Cresco rapidamente, tutto richiama la mia attenzione ...Ci sono
molti bambini in questa casa, che sono per me come dei
'fratellini'.
Sono molto gentili con me, giochiamo insieme con una palla che
mordo solo per gioco ...
5 MESE
Oggi la mia padrona mi ha castigato, si è arrabbiata
perchè ho fatto pipì in casa ...( Nessuno mi ha mai detto dove
farla !!! )
6 MESE
Sono un cane felice. Ho il calore di un focolare mi sento sicuro
e protetto. Credo che la mia 'famiglia umana' mi ami molto !
Quando loro sono a tavola invitano anche me e il cibo che mi
danno lo sotterro nel cortile.
12 MESE
Oggi compio un anno sono un cane adulto e i miei padroni dicono
che sono cresciuto di più di quello che speravano. Devono essere
molto orgogliosi di me !!!
13 MESE
Oggi non mi sento molto bene ...Non sono per niente in forma, il
mio 'fratellino' ha preso e tirato la palla e siccome nessuno
può toccare i suoi giocattoli non vedo perchè lui debba toccare
il mio .. Così gli sono andato alle spalle e l'ho morso
!!! I miei denti sono forti e senza volerlo gli ho fatto male
!!! Dopo questo spavento mi hanno preso e
legato ad una catena che non mi permette nemmeno di
muovermi ...mi hanno detto che sono un ingrato e mi devono
tenere sotto osservazione ...
15 MESE
Tutto è cambiato, ormai vivo prigioniero della catena nel
cortile, mi sento molto solo ...La mia 'famiglia umana' non mi
vuole più.
A volte si dimenticano che ho fame,sete e quando piove un tetto
che mi ripari ...
16 MESE
Oggi mi hanno tolto la catena, che bello !!! Che
mi hanno perdonato ?!? Sono tanto contento che salto dalla
gioia. Vedo la macchina. Mi porteranno a passeggio con loro !?!
Ecco! Saliamo sull'auto ...Mah !!!Quanta strada !!! Ci siamo
fermati ... Mi hanno aperto la portiera ...Finalmente posso
correre felice !!!Però non capisco come mai hanno richiuso
la portiera e siano ripartiti ...Speriamo che non si
dimentichino di me !!!Comincio a correre dietro l'auto ...Ma non
si fermano !!!Ho capito ... MI HANNO ABBANDONATO...
17 MESE
Ho cercato, invano, la strada per tornare a casa,ma ormai sono
convinto di averla persa !!!Alcune persone di buon cuore mi
guardano con tristezza e mi danno qualcosa da mangiare. Li
ringrazio dal profondo dell'anima ... Ma vorrei che mi
adottassero ... Mi dicono solo 'povero cagnolino ... Ti devi
essere perso' ..
18 MESE
L'altro giorno sono passato vicino ad una scuola, e ho visto
tanti bambini ... Molti ragazzi, come i mie 'fratellini'. Mi
sono avvicinato a loro e ridendo hanno cominciato a tirarmi
delle pietre ...Una di quelle mi ha colpito l'occhio ...E da
quel momento non ho più visto ...
19 MESE
Sembra quasi impossibile, ma quando ero un bel cane le persone
avevano compassione di me ...Ora che sono debole, con un aspetto
poco raccomandabile, senza un occhio, le persone mi prendono a
calci e mi lasciano nell'ombra...
20 MESE
Quasi non riesco più a muovermi. Ho attraversato una strada dove
passavano delle auto, e una di queste mi ha investito; pensavo
di essere in un posto sicuro e invece non posso dimenticare gli
sguardi di soddisfazione dell'autista. Il dolore è terribile, le
mie zampe posteriori non rispondono più e con difficoltà mi sono
trascinato in uno spiazzo ...Sono già 10 giorni che vivo
nascosto ai raggi del sole senza cibo ... Non riesco a muovermi,
sono in un posto umido e mi sembra perfino che il mio pelo stia
cadendo. I miei unici compagni sono freddo e pioggia ...Alcune
persone mi passano vicino come se non mi vedessero ...Una forza
strana mi fa aprire l'occhio,sento una voce dolce che mi fa
reagire: 'povero cagnolino, come sei ridotto' ...Vedo l'ombra di
una signora accompagnata da un signore che indossa abiti bianchi
e rivolgendosi alla signora dice ' sono spiacente signora, ma
per questo cane non c'è rimedio, la cosa migliore è che smetta
di soffrire '. Con gli occhi pieni di lacrime la signora gentile
acconsente ...Sentii solo il pungere dell'iniezione e .... I
ADDORMENTAI PER SEMPRE,
PENSANDO A PERCHE' NACQUI, SE NESSUNO MI AVESSE VOLUTO...
NO ALL'ABBANDONO!
SEMOLA VA A CASA
Semola pronto ad andare
a casa. Non pensavo che questo giorno sarebbe mai arrivato...negli ultimi
anni in cui ho fatto volontariato in Lega mi sono legata molto a lui...Un
carattere particolare...nervoso,arrabbiato col mondo che lo ha fatto finire
li'...isterico...ma al tempo stesso dolce, affettuoso e molto giocherellone
con chi sapevo capirlo...mi ha rubato il cuore! Non potendolo portare a casa
io ho cercato di "pubblicizzarlo" qui e la'...ma nessuno pareva
notarlo...Finalmente pero' e' avvenuto il miracolo! Da parte di una persona
vicina al rifugio! Meglio di cosi'! Vorrei urlarlo al mondo quanto sono
felice! Ciao piccolo Semola...goditi la vita di casa!
Alessia
UN CUORE TRA LE STELLE
(STORIA DI LAIKA)
Laika e i compagni meritano che si
ricordi questa data
Il cane che rincorse le stelle avrebbe di molto preferito
continuare a rincorrere gatti e ciclisti per le strade di Mosca,
se avesse potuto decidere lei, ma Laika non era un cane
qualsiasi. Era un soldato, una bandiera, un latrato di
battaglia, un monumento che l'Urss voleva costruire a se stessa
con il materiale della Guerra fredda, con i motori, i missili,
le ambizioni e, soprattutto, con le bugie della propaganda.
Laika, la bastardina arruolata dagli accalappiacani di Kruscev
nei vicoli di Mosca per essere la prima creatura vivente spedita
in orbita, non morì la morte indolore nello spazio dopo una
settimana di orbite, che la propaganda ci aveva raccontato
allora, ma una morte orrenda e struggente, inscatolata nel
minuscolo Sputnik, poche ore dopo il lancio. Il suo cuore di
cane fu schiantato dal panico e dalla solitudine
incomprensibile. Un'altra delle perenni menzogne del potere in
Russia, sovietico e non soltanto sovietico, viene a galla dopo
45 anni, dalla confessione di uno degli scienziati di quel
programma spaziale che, tra il primo bip dello Sputnik e il
viaggio di Gagarin attorno alla Terra, doveva essere la
dimostrazione dei trionfi Socialisti sul nemico Capitalista. La
prova della profezia di Nikita Kruscev all'Occidente, "in dieci
anni vi seppelliremo".
Laika, insieme con Mushka e Albina, due altri cagnetti presi a
caso tra i bastardini nelle vie della capitale, era stata scelta
per la sua docilità, per la sua resistenza alle prove
d'accelerazione nella centrifuga della "Città delle Stelle", la
Houston alle porte di Mosca e, dannazione dei piccoli, per le
sue dimensioni contenute. Non c'era molto spazio per ospitare un
cane dentro lo Sputnik 2 dal peso totale di 108 chili, che i
vettori sovietici erano in grado di sparare in orbita in quel
novembre del 1957. Ma per piccina e mansueta che fosse, Laika
era pur sempre un cane e ci volle te mpo per adattarla a quel
viaggio.
Con le sue compagne fu messa nel frullatore della centrifuga che
le spingeva il cuore fino a tre volte il ritmo normale delle
pulsazioni cardiache, nella paura e nella fatica di pompare il
sangue nel corpo schiacciato dall'accelerazione gravitazionale.
Aveva, dice ora lo scienziato russo, una tendenza a soffrire di
panico, perché il cuore impiegava poi il triplo di tempo
rispetto alle sue compagne, prima di tornare a velocità normale.
Laika e le sue compagne furono costrette a vivere in gabbiette e
contenitori sempre più piccoli e strette da catenelle sempre più
strette, per periodi successivi di 3 settimane e a nutrirsi solo
di gelatine, la pappa che sarebbe stato messo a bordo, perché lo
potessero, poco alla volta, con parsimonia, leccare fino
all'esaurimento e dunque alla morte.
Mushka, oltre che piccola, era, per sua ulteriore sfortuna,
anche la più intelligente. Era servita per collaudare i
rudimentali strumenti di bordo, un ventilatore automatico che
avrebbe dovuto raffreddare l'abitacolo quando, nei momenti di
esposizione al sole durante le orbite la temperatura fosse
salita oltre i 20 gradi.
Albina era stata sparata due volte con razzi, ma recuperata con
paracadute dell'ogiva, per collaudare la resistenza al lancio.
Ma Laika pescò la paglia corta. Fu scelta per il glorioso
evento. E fu lanciata. Senza sapere che per lei non era stato
previsto nessun rientro trionfale. Che sarebbe comunque morta
girando attorno alla Terra. Il dottor Dimitri Malashenkov, lo
specialista che la seguì, ha raccontato ieri a un congresso di
medicina spaziale a Houston, le ultime ore di Laika.
L'elettrocardiografia seguita via radio segnò un aumento
parossistico delle pulsazioni quando i motori s'accesero e il
missile cominciò a vibrare sollevandosi dalla piazzola, qualcosa
che la cagnetta non aveva mai provato pri ma. Raggiunta la
velocità orbitale, il ventilatore, secondo i leggendari standard
del controllo di qualità sovietica, naturalmente non funzionò e
la temperatura nella trappola spaziale cominciò a oscillare tra
il caldo e il freddo estremi.
Il suo cuore di cane prese a battere irregolarmente, fibrillando
quando l'assenza di peso rallentò di colpo le pulsazioni e alla
quarta orbita, dopo 5 ore di tormento, il tracciato divenne
misericordiosamente piatto.
Ma chiunque conosca un cane e abbia visto gli occhi di Laika
mentre la insaccano dentro la sua gabbia, sa di che cosa è morta
quella cagnetta, è morta di paura e di solitudine. Di stress, se
si preferisce un'espressione più asettica. Sognando i vicoli di
Mosca, il branco dei randagi e i gatti che non avrebbe più
rincorso, la mano di quegli uomini ai quali si era sicuramente
affezionata, senza sapere quello che loro stavano preparando per
lei. Il funerale di Laika fu lungo. Andò avanti per 6 mesi e
2.570 orbite, mentre il Cremlino mentiva sulla sopravvivenza di
Laika nello spazio indicata in "oltre quattro giorni" e
l'America si rodeva nella sua goffa rincorsa con missili che
esplodevano dopo il lancio e scimpanzé africani che stava
addestrando per inseguire i cani russi.
Fu cremata l'8 aprile del 1958, quando lo Spuntik-2 perse
velocità e rientrò nell'atmosfera, consumandosi in un ultimo,
piccolo falò delle vanità ideologiche e della crudeltà umana.
Tre anni dopo, il 12 aprile del '61, un essere umano dal
coraggio ultraterreno, Yuri Gagarin la seguì, sapendo che
avrebbe potuto fare la fine della cagnetta che l'aveva preceduto
e che era stata sacrificata per lui, da un regime che trattava
gli uomini come cani e dunque i cani come gli uomini. Troppo
tardi per fare compagnia a Laika e portarla a passeggio tra le
stelle.
LA STORIA DI
RINO
Cari
amici della Grande cuccia,oggi ho deciso di raccontarvi di
RINO. E' un
cagnolino anziano,di taglia piccola. Ci siamo conosciuti qualche
mese dopo la morte di Pluto. Per me e' stato un duro colpo,tanto
che avevo deciso di non volermi piu' occupare di cani...non
volevo piu' affezionarmi cosi' tanto ad una creatura che non
avrebbe potuto vivere in casa con me...Non volevo piu' soffrire
cosi' tanto...Ma un giorno una famiglia mi contatta dicendomi
che non volevano piu' occuparsi del loro cane che tra l'altro da
mesi viveva sullo zerbino di casa...come potevo girarmi
dall'altra parte??? Ho provato
a far girare appelli per cercargli casa...ma come tutti sappiamo
e' difficile trovare una buona adozione per un cagnolino anziano
con tosse cardiaca...E' cosi' ho chiamato Maria pregandola di
concedere a Rino la possibilita' di vivere felice,amato e curato
come e' stato per Pluto. Grazie al cielo ha acconsentito
(nemmeno lei riesce a voltare le spalle ad un cagnolino in
difficolta'!) e cosi' in men che non si dica Rino e' stato
sverminato e vaccinato ed e' stato portato all'Oasi Shangai! Per
fortuna si e' inserito subito nel branco dei cani di Maria e
Fiorenzo e finalmente i suoi occhi hanno iniziato a sorridere
cancellando il suo sguardo da cane triste e spaventato!
Da mesi,grazie alle dovute cure,non ha piu' tosse! Mangia con
appetito, corre, gioca e si bea delle coccole di Maria e
Fiorenzo! Si gode la vita in questa famiglia allargata e pur non
conoscendomi se non come colei che lo ha portato via dal suo
squallido zerbino,ogni volta che vado a fargli visita accetta di
buon grado le mie coccole e i miei bacini!
E' un cagnolino davvero dolce!
CANI DA COMBATTIMENTO UNA VERGOGNA,
UNA PIAGA CHE SI ALLARGA SEMPRE PIU'
DIFFONDETE QUESTE INFORMAZIONI, IGNORATE DA MOLTISSIME PERSONE, AFFINCHE' NON LASCINO
MAI INCUSTODITI I PROPRI CANI,CHE FAREBBERO UNA FINE ORRIBILE.
CANI DA COMBATTIMENTO, UNA VERGOGNA Francesca
Orlando Non capita tutti i giorni cammini per strada, attenta
come sei sempre a cogliere lo sguardo felice o furtivo dei
cagnetti a spasso coi loro padroni,per trovare una nuova storia
d'amore di vita ti addentri nel parco nei pressi della stazione
e seduto su una panchina vedi un ragazzo dal viso vissuto,
Iannis, 40 anni, rumeno. Al suo fianco un vecchio Pitt-bull, col
corpo pieno di cicatrici Ti avvicini per sapere se ti è dato
conoscere la storia di quel cane, Liviu, origini rumene anche
lui Iannis è schivo, sa cose che è meglio non dire, ma qualcosa
te lo racconta: +Era un cane da combattimento, l'ho salvato
dalla fine non posso dire molto, i combattimenti sono vietati,
ma è una realtà che esiste, anche in Italia, anche qui vicino,ma
non dico nulla. Liviu era bravo, ma la vita di questi cani nati
per combattere è dura. Appena in grado, i cuccioli vengono
sottoposti a un allenamento intensivo: ore e ore passate a
correre su un tapis roulant, ad azzannare e dilaniare tubi di
gomma, a inseguire prede vive (gatti ad esempio) legate a
pertiche rotanti. E poi la dieta: sovradosaggio di vitamine e
proteine e sempre maggior abitudine a droghe eccitanti. Verso i
due anni e mezzo, questa mostruosa macchina da combattimento è
pronta a uccidere: in una minuscola fossa, mentre attorno la
folla sfoga i propri istinti sadici con selvaggia soddisfazione,
il cane drogato si avventa contro il proprio simile in una lotta
all'ultimo sangue che può durare fino a due ore. Due ore di
squarci profondi, di atroci mutilazioni, di rivoltante violenza.
Il perdente, se non è già spirato, viene finito con un colpo di
pistola: l'unico atto di pietà che gli esseri "superiori"
abbiano mai avuto nei suoi confronti. Il vincitore, invece, se
non verrà soppresso per chi non più utilizzabile, godrà di
"amorevoli cure" per poter di nuovo suscitare eccitanti brividi
di emozione;.Ma Iannis sa anche di lotte clandestine tra cani
italiani in Italia + Gli italiani, si sa, brillano per la
loro"inventiva": invece di sprecare denaro nell'allevare i cani,
preferiscono rubarli. Poi mozzano loro orecchie e code (per
fornire meno punti di presa all'avversario) e li allenano al
combattimento. Hanno anche inventato una variante: l'incontro di
cui si conosce già il vincitore. Di solito si tratta di un
grosso cane da guardia, ben allenato, gettato contro un
bastardino precedentemente "ammorbidito" a legnate. Non si
tratta neppure più di fare scommesse: si paga solo per vedere lo
spettacolo di uno sventurato cagnetto che viene squartato da
un'altra vittima dell'uomo.+E in vendita abusiva -continua il
racconto di Iannis - ci sono anche numerose videocassette con i
filmati dei combattimenti, dove ai cani ormai semi sbranati non
è concessa nemmeno una morte rapida: riempiti di droghe
stimolanti, vengono rimessi sul ring per continuare la lotta
fino all'ultima goccia di sangue. Un modo atroce per "rivivere
l'emozione" anche tra le mura domestiche, plagiando la mente dei
figli verso nuove mostruose devianze. Oggi vi sono lotte in
tutt'Italia. Vi sono anche moltissimi furti di cani sia piccoli
che grossi.I primi servono da pasto e da cavia d'allenamento, i
secondi vengono allenati per il combattimento;. Te ne vai con il
nodo in gola, lo stomaco chiuso e la testa piena di immagini
immaginate e non viste (per fortuna) eti chiedi per chi l'uomo
si arroghi il diritto di denaturare e sporcare il mondo dei
cani, quello fatto di amore e fedeltà, per una sete di potere
che non è possibile giustificare se non come "ignoranza". E
sorridi poi dinanzi a un cucciolo di cocker, ignaro di quali
crudeltà alcuni suoi "compagni"debbano subire.
LA STORIA DI MIO
Lui
si chiama
MIO,
ha
tre anni, probabilmente, ed è arrivato il giorno 12 Maggio 2007
da un canile del centro Italia, grazie ad una Associazione che
lo ha portato al Nord, dalla sua nuova padrona.
Quando è arrivato Mio
versava in un gravissimo stato di denutrizione con marcato
dimagramento, disidratazione, otite purulenta con necrosi dei
padiglioni auricolari, cherato-congiuntivite e cecità, piaghe
diffuse e alopecia, depressione del sensorio ed apatia.
Nessuno sa per quanto tempo Mio sia stato in queste condizioni
all’interno del canile prima di essere prelevato, portato in una
clinica del centro Italia dove ha ricevuto le prime cure ed
infine condotto dalla sua nuova proprietaria.
Tanti anni di volontariato in canile ti preparano ad affrontare
situazioni di ogni genere, situazioni di bestialità umana che si
è accanita su poveri esseri indifesi ma la cosa peggiore è
l’indifferenza…
La cosa che più ci rattrista è sapere che Mio è solo uno dei
tanti, troppi cani che versano in condizioni disperate in tanti
canili d’Italia.
Abbiamo smesso di credere che, forse un giorno, le leggi
arriveranno veramente a tutelare questi piccoli indifesi ma
andiamo avanti grazie alla forza che Angeli come il piccolo Mio
ci trasmettono, una forza unica che gli ha permesso di
sopravvivere nonostante le gravissime infezioni che lo hanno
devastato.
Oggi è il 13 Giugno 2007 e Mio è vivo; molto probabilmente i
suoi occhi non potranno più vedere, le sue orecchie non potranno
più sentire ma lui è vivo e sta migliorando, giorno dopo giorno,
lentamente, passo dopo passo anche se le sue più gravi ferite
resteranno sempre nel suo piccolo cuoricino.
Ti si lacera il cuore vederlo lì, piccolino, arrotolato sulle
sue ossicina, e impotente di fronte a chi ha potuto fare
questo…ma Voi tutti che ogni giorno seguite le tante situazioni
segnalate sapete che questa realtà esiste e che spesso è al di
sopra delle nostre reali possibilità di azione.
Affinché le sofferenze e il sacrificio di Mio e di tanti altri
indifesi non siano vani noi, noi che davvero ci crediamo,
abbiamo il dovere di continuare per difendere i diritti di
coloro che non hanno difesa, per rispettare il dolore di coloro
che non hanno parole!!
Chissà forse un giorno…
GLI AMICI DEGLI ANIMALI
DI PALERMO
Come hai potuto? (di Jim Willis)
Quando ero una cucciola, ti ho divertito con le mie buffonate e
ti ho fatto ridere. Mi chiamavi la tua bambina e nonostante un
certo numero di scarpe rosicchiate ed un paio di guanciali
squartati e sparpagliati ovunque, sono diventata la tua migliore
amica. Ogni qualvolta facevo la " discola " mi agitavi il dito
davanti al naso e mi chiedevi " Come hai potuto?", ma poi cedevi
e mi rotolavi sulla pancia per una grattatina. La mia educazione
casalinga fu un po' piu' lunga di quel che pensavi, perché eri
molto indaffarato, ma ci abbiamo lavorato insieme. Ricordo le
notti in cui mi ranicchiavo vicino a te nel letto ed ascoltavo
le tue confidenze ed i tuoi sogni segreti e credevo che la vita
non sarebbe potuta essere più perfetta. Andavamo a fare lunghe
camminate e corse nel parco, giri in macchina, fermate per il
gelato (per me solo il cono perchè "il gelato fa male ai cani",
dicevi), ed io mi facevo lunghi pisolini al sole, aspettando che
tornassi a casa alla fine della giornata. Impercettibilmente,
hai iniziato a trascorrere più tempo al lavoro, a pensare alla
tua carriera ed a dedicare più tempo alla ricerca di una
compagna umana. Ti ho aspettato con pazienza, consolandoti
comunque nei dolori e nelle delusioni, non ti ho mai
rimproverato per le decisioni sbagliate e ho salutato con gioia
ogni tuo ritorno a casa, anche quando ti sei innamorato. Lei,
che ora è tua moglie, non è "persona da cani", ma le ho dato
comunque il benvenuto nella nostra famiglia, provando a
dimostrarle affetto e obbedendole... Ero felice, perchè tu eri
felice.
Quando sono arrivati i bambini, ho condiviso la vostra
agitazione. Sono stata affascinata dal loro aspetto roseo, dal
loro odore e avrei voluto far loro da madre. Solo voi due
potevate temere che potessi far loro del male, ma ho passato la
maggior parte del tempo in un'altra stanza, o in gabbia. Oh,
come avrei voluto amarli, ma sono divenuta una "prigioniera
dell'amore". Quando hanno iniziato a crescere, sono diventata la
loro amica. Si aggrappavano al mio pelo e si trascinavano sulle
loro tremolanti gambette, mi cacciavano le dita negli occhi,
esploravano le mie orecchie e mi baciavano sul naso. Di loro,
adoravo tutto e le loro carezze - perchè le tue carezze erano
ormai diventate così rare - ed io li avrei difesi fino alla
morte, se fosse stato necessario. Avrei voluto sgusciare dentro
i loro letti ed ascoltare le loro ansie ed i loro sogni segreti,
ed insieme avremmo aspettato di sentire arrivare il rumore della
tua auto.
C'era un tempo in cui, quando qualcuno ti chiedeva se avessi un
cane, tu tiravi fuori la mia foto dal portafoglio e iniziavi a
raccontare di me. In questi ultimi anni, hai risposto solo "si"
e hai cambiato discorso. Sono passata dall'essere il "tuo cane"
a "solo un cane", e tu a lamentarti per ogni spesa affrontata
per me. Ora, hai l'opportunità di fare una nuova carriera in
un'altra città, e tu e loro vi trasferirete in un appartamento
dove gli animali non sono ammessi. Tu hai preso la giusta
decisione per la tua" famiglia", ma c'era un tempo in cui ero io
la tua sola famiglia. Ero eccitata all'idea del viaggio in auto,
fino a quando siamo arrivati al rifugio per animali. Odorava di
cani e di gatti, di paura, di disperazione. Hai compilato le
carte e hai detto "So che troverete una buona casa per lei".
Loro hanno fatto spallucce e ti hanno guardato con sguardo
afflitto. Conoscono la realtà che riguarda un cane di mezza età,
sia pure con le "carte". Hai dovuto staccare le dita di tuo
figlio dal mio collare mentre lui gridava "No, babbo! Per
favore, non lasciare che prendano il mio cane!" Ed ero
preoccupata per lui e di che lezione le stavi giusto impartendo
su amicizia e lealtà, su amore e responsabilità, e sul rispetto
per ogni vita. Mi hai dato una pacca di addio sulla testa,
evitando i miei occhi, e ti sei cortesemente rifiutato di
portare con te il mio collare ed il mio guinzaglio. Avevi una
scadenza da rispettare, ed ora anch'io ne ho una che mi
attende.Dopo la tua partenza, le due gentili signore dissero che
certamente tu lo sapevi da mesi di questo trasloco e ciò
nonostante non hai fatto alcun tentativo di trovarmi una buona
casa. Scossero la testa e mi chiesero "Come ha potuto?".
Qui al canile, con noi sono premurosi, tanto quanto lo
permettono i loro impegni. Naturalmente, ci danno da mangiare,
ma io già da giorni ho perso l'appetito. All'inizio,
ogniqualvolta qualcuno passava davanti al mio recinto, correvo
al cancello, sperando che fossi tu, - che avessi cambiato idea -
che questo fosse tutto un brutto sogno...o almeno speravo che
fosse qualcuno che si interessasse a me, qualcuno che avrebbe
potuto salvarmi.Quando capii che non avrei potuto competere con
lo zampettare di un cucciolo allegro, inconscio del suo destino,
mi ritirai nell'angolo più lontano ed aspettai. Sentii i suoi
passi che venivano per me alla fine della giornata, e la seguii
silenziosamente lungo il corridoio, fino ad una stanza isolata.
Una stanza magnificamente tranquilla. Lei mi piazzò sul tavolo e
mi strofinò le orecchie e mi disse di non preoccuparmi. Il mio
cuore martellava nell' attesa di ciò che stava per succedere, ma
c'era anche un senso di sollievo. La prigioniera dell'amore ha
esaurito i suoi giorni. Come è mia natura, era più preoccupata
per lei. Il fardello che sopporta la opprime profondamente, e lo
so, così come conoscevo ogni tuo umore. Gentilmente mi ha messo
un laccio emostatico su una delle mie zampe anteriori, mentre
una lacrima le scendeva lungo una guancia. Le leccai la mano
così come facevo con te per consolarti tanti anni fa. Senza
farmi male mi infilò l'ago ipodermico in vena. Come sentii la
puntura ed il freddo liquido scorrere nel mio corpo, mi lascia
andare sonnolenta, la guardai nei suoi occhi buoni e mormorai
"Come hai potuto". Forse perchè non capì bene il mio linguaggio
canino, mi rispose "Sono così dispiaciuta". Mi abbracciò ed in
fretta mi spiegò che era il suo lavoro essere sicura che io
andassi in un posto migliore, dove non sarei stata ignorata, o
maltrattata o abbandonata, o dove non avrei dovuto arrangiarmi
da sola - un posto di amore e di luce, così diverso da questo
luogo terreno. E con le mie ultime energie, cercai di spiegarle
con un colpo di coda che il mio "Come hai potuto?" non era
rivolto a lei. Era per te, Mio Amato Padrone, era a te che stavo
pensando...Penserò sempre a te e ti aspetterò per sempre. Che
tutti , nella tua vita, possano continuare a mostrarti così
tanta lealtà.
STORIA DI CANGA
UNA
STORIA A LIETO FINE CHE STRAPPA UNA LACRIMA DI FELICITA'
Per
tutti quelli che hanno avuto a cuore la storia di
Canga,
molte persone mi hanno contattato e scritto e ancora oggi ricevo
richieste di adozione per lui...ci avete aiutato molto,
soprattutto a trovare la persona ideale per un gatto nelle sue
condizioni, ce l'abbiamo fatta ed è giusto che voi gioiate con
noi di questa speranza che sembrava quasi impossibile ...e
anche per chi ci ha criticato il fatto di non avere abbattutto
un gatto rimasto senza zampe anteriori. Canga, ora Red,
è stato adottato da una ragazza fantastica che studia
veterinaria...eccovi un pò di foto
VI PRESENTO LA MIA TRIBU'
Chi mi conosce bene,sa che tipo di ciurma ho in casa. Ma con
questa mail vorrei presentare la mia ciurma,una volta per tutte,
a tutti voi...nella speranza che chi si appresta ad adottare un
animale lo faccia con "una mano sul cuore".
Io vivo con 5 gatti,un cane e due criceti.In allegato trovate le
loro foto.
SEKHMET e' arrivata 5 anni e mezzo fa...era una tigrottina
spaurita...caduta in un tombino...l'ho notata perche' sentivo dei
miagolii disperati...lei era li' impaurita...che cercava aiuto. Ho
smosso mari e monti e finalmente l'abbiamo tirata fuori di li'.L'ho
portata a casa in attesa che la vet aprisse l'ambulatorio,nel
frattempo la mia mamma e' tornata dal lavoro,l'ha vista e se ne e'
innamorata tanto da decidere che l'avremmo tenuta con noi (proprio
lei che non voleva animali in casa!).
RAMSES e' arrivato un anno dopo. Era nella colonia di gatti di una
mia cara amica. Lui era nato e cresciuto in colonia...prima che lei
iniziasse ad occuparsene...prima che lei iniziasse a sterilizzarli.
Un selvaticone di un anno con una zampa zoppa.Ci ha messo due
settimane per catturarlo.Una volta sedato e' stato
visitato...ginocchio rotto. C'e' voluto un intervento
ortopedico...un ferro che tenesse in sede le ossicine della
zampa...e la zampa sarebbe rimasta delicata tanto che non sarebbe
stato possibile rimetterlo in colonia.La mia amica era
disperata...che fine avrebbe fatto il micione intoccabile...dopo tre
mesi di degenza??Inoltre lei al tempo era piena di gatti in
casa,tutti micioni in cerca di casa... E cosi' Ramses e'
approdato in casa mia...inizialmente solo per i 3 mesi di
degenza...ma questa creatura selvatica ci ha colpiti...ci ha rapiti
giorno dopo giorno...
Inizialmente
era davvero una furia ringhiosa che non perdeva occasione per
tentare di attaccarti...Ma noi gli abbiamo lasciato tutto il tempo
di cui aveva bisogno per capire che nessuno gli avrebbe mai fatto
del male.Non l'abbiamo mai forzato a nulla,gli parlavamo,gli
lanciavamo i giochini per farlo sfogare...SI e' innamorato subito di
Sek e forse proprio grazie a lei ed al rapporto che lei aveva con
noi...ha imparato a fidarsi di tutti noi.
ARWEN E SMIGOL sono due fratellini trovati nella cuccia che Vlad
aveva sotto casa mia quando era un randagio...La mamma li aveva
partoriti li' insieme ad un altro piccolo...ma non e' piu' tornata a
prenderli...Li ho trovati poche ora dopo la nascita...Arwen era gia'
fredda e cosi' l'ho portata su in casae l'ho scaldata con l'aiuto di
una stufetta,gli altri due,Smigol e Blade,li ho lascaiti li'
sperando nel ritorno della mamma....dopo 5 ore,dato che la mamma
non compariva (tenevo d'occhio la cuccia dal balcone di casa mia!)li
ho portati in casa ed ho iniziato l'allattamento...Purtroppo Blade
e' mancato all'eta' di un mese e mezzo a causa di una
malformazione all'intestino... Sono stati 4 mesi durissimi,mi
svegliavano ogni ora,giorno e notte,per ciucciare il latte dal
biberon...non riuscivo a svezzarli...poi Arwen ha avuto problemi
all'esofago...non si erano sviluppati i muscoli...doveva mangiare
tutto frullato...ma coi mesi la situazione per fortuna si e'
risolta!Smigol invece e' un micetto un po' tardo...ma anoi non
importa!E' dolce e speciale proprio cosi' come e'!
VLAD e' stato buttato fuori da una macchina un'estate!Si e'
rifugiato in una casa diroccata di fronte a casa mia e per un anno e
mezzo gli portavo pappa ogni giorno...poi,piano piano,si e' fidato
di me...mi si strusciava,rispondeva quando lo chiamavo,mi aspettava
davanti al portone...e quando la casa diroccata e' stata buttata
giu' gli ho comprato una cuccia che ho piazzato sotto casa mia...In
casa avevo gia' 5 gatti...e i miei non ne volevano piu'...ma quando
purtroppo e' venuta a mancare Tuya,Vlad ha fatto il suo ingresso a
casa mia.
Per fortuna lo avevo fatto
testare per tempo...Fiv e Felv positivo...e cosi' ho potuto
vaccinare i miei micioni anche contro la leucemia...loro sono
protetti e lui e' potuto venire a casa con noi!E' un micio tutt'ora
molto diffidente,sempre sul chi vive..pieno di acciacchi...ha un
glaucoma,l'asma allergica...ma noi lo amiamo cosi' come e'.Perche'
ogni suo miglioramento,ogni volta che ci concede un po' piu' di
fiducia,per noi e' una grande vittoria.Non immaginate quanto ci da
questo piccolo batuffolone,che gioia vederlo dormire sul suo cuscino
preferito,tranquillo,beato,protetto.
TUYA e' rimasta con noi solo un anno e mezzo.Intensissimo.L'abbiamo
trovata che aveva gia' 14 anni.Sotto la neve,miagolante e tremante
dal freddo.Un occhio fuori dall'orbita e piena di pulci.L'abbiamo
subito presa con noi.L'abbiamo curata e tirata su...per i primi tre
mesi ha mangiato,bevuto e dormito.Si e' innamorata subito di mio
papa' tanto da stargli sempre appiccicata. Ma quel glaucoma
all'occhio non curato le ha sviluppato un tumore che andava a
schiacciarle il cervello...e quando ha iniziato ad urlare dal dolore
abbiamo deciso di dirle CIAO...si,CIAO,perche' prima o poi ci
rivedremo...Ciha dato tantissimo questa scricciolina.La sua piccola
ripresa,vederla serena nella sua cuccia,vederla mangiare di
gusto,vederla seguire ovunque il mio papa'...e' stato meraviglioso.
ZSUZSA E KASHA sono due cricetini russi di tre anni...il negozio non
riusciva a venderli perche' ormai adulti e cosi' un anno fa li ho
presi con me...che dire...sono due rocce!!!E dovreste vedere come
filano sulla loro ruota!!!
PLUTO che molti di voi conoscono ha vissuto tutta la sua vita in
canile...fama di cane mordace e difficile...obeso tanto da non
riuscire piu' a camminare...ho fatto ditutto per cercargli casa...ma
nessuno lo ha mai voluto...e cosi' eccoci qui...insieme contro i
pregiudizi sui cani anziani e con problemi comportamentali!!! Con
amore e pazienza si risolve tutto e lui e' un batuffolone che ha
imparato a convivere con altri cani!!!
Questa e' la mia tribu'..Creature dolcissime ed affettuose...ognuna
con la sua particolarita'...di eta',di salute,di carattere...ma
tutte hanno dimostrato di saper riconoscere l'amore...e di saperlo
ricambiare...Per favore,pensateci e pensate che anche
gli anziani ed i malati sano dare molto.