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Istruzioni...per
l'uso |
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UN CUCCIOLO ENTRA IN CASA |
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di Cinzia Stefanini (comportamentista) |
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Per il cane essere adottato è un piccolo trauma. Ha lasciato la mamma ed i fratelli per trovarsi in un nuovo ambiente e con nuove persone. Dovremo avere, quindi, un pò di pazienza ed un pò di comprensione per il nuovo arrivato. Fondamentale è portare subito il cucciolo dal veterinario per valutarne la salute e farsi consigliare circa l'alimentazione. Il cucciolo naturalmente sporcherà in casa: non dobbiamo irritarci con lui. E' necessario, innanzitutto, considerare che il cucciolo non è in grado di trattenere i bisogni a lungo. Per fargli capire che deve sporcare fuori si deve in primo luogo premiarlo con lodi e carezze quando sporca fuori. Se dovessimo sorprenderlo a sporcare in casa , basterà un "NO" detto con voce ferma. Se invece passa del tempo da quando il cane sporca a quando ce ne accorgiamo, non possiamo fare più nulla. Sgridare il cane o peggio fargli annusare i suoi bisogni non serve assolutamente a nulla. Il cane comprende, ed apprende, mediante una precisa concatenazione causa-effetto. Se sono trascorse ore, ma anche minuti dopo il "fattaccio" il cane non sarà mai in grado di collegare il suo errore alla vostra sgridata!. Il cane tende a sporcare sempre nello stesso posto; un trucco è quello di impregnare fogli di giornale con la sua urina e posizionarli fuori del balcone o in un angolo. Il cane tenderà a sporcare sempre in quel luogo. Quando il cucciolo sarà cresciuto toglieremo definitivamente i giornali inducendolo così a sporcare fuori. Un ulteriore osservazione: dopo ogni pasto il cucciolo deve sporcare ( glielo ha insegnato mamma!!) quindi se lo portiamo immediatamente ai giardini dopo ogni pappa, avremo già fatto un passo avanti nella sua educazione. Il cucciolo conosce attraverso la bocca: ecco perchè le nostre case, dopo il passaggio di un giovane cane risutano parzialmente distrutte. Per il cucciolo rosicchiare è un esigenza primaria e fondamentale, è il suo modo di fare esperienza! Per evitare di trovare i nostri mobili tutti rovinati, dovremo fornire al cucciolo dei sostituti ( meglio farsi consigliare dal veterinario, di solito si usano le ossa di pelle di bufalo), inoltre bisogna allontanare dalla sua portata oggetti a noi particolarmente cari oppure molto pericolosi e proteggere le spine della corrente. Se vi dovete allontanare per qualche tempo è meglio confinare il cane in spazi in cui non costituisca pericolo per se e per gli altri ( esistono dei piccoli recinti smontabili). Dobbiamo comunque mettere in conto qualche disastro. Pensiamoci bene quando lo adottiamo. Fin dalla più tenera età possiamo addestrare ai comandi fondamentali il nostro cucciolo. Il cane giovane, sapendo di non essere autosufficiente, tende a seguire i cani adulti e gli umani. Tutte le volte che ci è possibile, quindi, anziché andare verso di lui per prenderlo, dovremmo chinarci, battere le mani e dire il suo nome seguito dal comando " VIENI". In questo caso il cane interiorizzerà il comando di richiamo ( senza troppe coercizioni) che ci sarà utilissimo in ogni fase della sua vita. Quando il cucciolo compie un azione che noi non desideriamo non dovremo mai picchiarlo. Le mani del padrone devono solo esprimere e dispensare amore. Dato che il senso principale del cane è l'udito, usare una tonalità appropriata basterà per fargli capire cosa vogliamo da lui. Se dobbiamo sgridarlo, quindi, basterà un "NO" detto con voce decisa e piena (ma senza gridare) seguito da un atteggiamento di indifferenza nei suoi confronti di circa mezz'ora. Per il cane, che è un animale sociale, la nostra indifferenza è una punizione più grave delle botte. Picchiare un cane, anche con un giornale arrotolato, non è solo un azione riprovevole, ma è anche un errore educativo: dimostriamo di non essere dei "capi" autorevoli ( tra i lupi non si ricorre mai alla forza fisica per imporre la propria dominanza). La classica pacca non risolve dunque nulla, anzi mina quella autorevolezza che ci eravamo costruiti nei confronti del nostro cucciolo. Teniamo sempre in considerazione, però, che si tratta di un giovane cane, non possiamo sgridarlo perchè vuole giocare o correre oppure perchè non ubbidisce prontamente ai comandi. E' spesso impossibile contenere la gioiosa vitalità di un cucciolo, tanto vale valutare se non ci sono pericoli e mettersi agiocare con lui. Ricordiamoci che tutti gli animali giocano, anche da adulti, e che, sopratutto per i cani, è un esigenza fondamentale per costruire le giuste connessioni sociali. Giocare con il nostro cucciolo, quindi, anche se ci può far sentire un pò ridicoli, è importantissimo. In tal modo accrescerà l'affiatamento ed il legame tra noi ed il cane ( un padrone spassoso è più coinvolgente di uno noioso) e si convoglieranno le sue energie in un attività costruttiva ( il gioco è cibo per la mente, dicono gli psicologi infantili) evitando così che si sviluppino delle nevrosi. Il cane, pur possedendo tutti e cinque i sensi, percepisce il mondo circostante in modo diverso da noi. Il suo principale, infatti, non è la vista, che gli serve solo da "supporto", ma l'olfatto. Non dobbiamo impressionarci, dunque, di certe sue reazioni ma chiederci a cosa il cane stia reagendo, mettendoci nella sua ottica. Solo in questo modo potremmo effettivamente mantenere un comportamento adeguato in ogni occasione ( il cane manifesta paura, aggressività, interesse, ecc....) Si consiglia comunque di seguire un corso di educazione di base in modo da rendere di più facile gestione il cane. Un cane ben educato può seguire il padrone quasi ovunque ed il cane che segue il suo padrone è un cane felice. Se dovessero sorgere problemi o dubbi riguardo al comportamento del nostro cucciolo o del nostro cane è consigliabile consultare un comportamentista che saprà aiutarci a ritrovare l'armonia con il nostro fedele amico. |
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