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Vademecum felino |
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La reputazione del gatto di essere una creatura indipendente è assolutamente veritiera, è in grado di creare un interazione positiva con il proprio umano ma è in grado di affrontare periodi di separazione dal proprio amico e di divertirsi tranquillamente in assenza della sua compagnia.
Nonostante i gatti possano imparare ad apprezzare e valorizzare la compagnia umana, non ne hanno una necessità fondamentale, è quindi importante che il gattino abbia la possibilità di socializzare in modo adeguato con l'uomo. Il momento più importante per imparare ad interagire con altri gatti, l'uomo ed altre specie domestiche, cane incluso è il cosiddetto periodo della socializzazione, tra la seconda e la settima settimana di vita. I tempi dello sviluppo possono essere flessibili è possibile quindi migliorare il processo di socializzazione quando il gattino arriva casa anche a due o tre mesi di età. I gattini che avranno avuto un solido rapporto di interazione con l'uomo si adatteranno più rapidamente alla vita domestica e saranno meno predisposti a sviluppare problemi comportamentali come paura, ansia ed aggressività verso le persone. Ci sono molti fattori che insegnano al gattino il valore della compagnia dell'uomo ma particolare importanza hanno la quantità ed il tipo di manipolazioni ricevute nel periodo di socializzazione ed il numero di persone con questo compito. E' dimostrato che maneggiare il gattino per circa un' ora al giorno, toccandolo, prendendolo in braccio e contenendolo delicatamente è il modo migliore per prepararlo al contatto con l'uomo, se questo contatto è stabilito da almeno quattro persone diverse il gatto imparerà ad accettare il contatto umano con qualsiasi persona. Il comportamento sociale del gattino è determinato anche dall'influenza dei genitori, se questi saranno socievoli, gli infonderanno sicurezza desiderio di esplorazione ed il piccolo cercherà maggiormente il contatto sociale traendone beneficio, genitori coraggiosi e socievoli generano figli che si adattano meglio alla vita domestica. se si notano problemi comportamentali ( probabilmente dovuti al processo di socializzazione del gattino) come ad esempio nascondersi ala passaggio di un estraneo o la paura verso il padrone e l'ambiente è bene consultare il veterinario. E' bene farlo anche se il piccolo succhia continuamente i vestiti o la pelle del padrone, oppure se fa pressione con le zampine sul padrone ( fa la pasta ) in modo eccessivo e se questo è associato a paura ed aggressività. Una volta arrivato a casa il gattino organizzerà il suo territorio e saranno circa quattro le attività principali: l'alimentazione, il riposo, la pulizia, il gioco. L'ottimo sarebbe che a queste quattro attività corrispondessero quattro ambienti differenti.
Educazione > Il gatto può essere educato, deve imparare a comportarsi in certe situazioni, ad esempio: imparare ad usare la vaschetta igienica, a viaggiare nel trasportino ed avvicinarsi se viene chiamato. Deve altresì imparare a controllarsi ed a non danneggiare altri animali con lo stesso padrone.Deve quindi imparare a non usare unghie e denti quando gioca con il proprietario o gli altri animali di casa ed è bene quindi ignorarli quando iniziano questo atteggiamento così da fargli capire che non è ben accetto. E' bene insegnare i comportamenti corretti in età precoce. La punizione è totalmente inopportuna e rischia di danneggiare gravemente il legame tra animale e padrone.
indietro>> Il gatto è un animale estremamente territoriale. Il territorio felino è suddiviso in diverse aree. La principale è quella centrale che è adibita alle attività di alimentazione, gioco e sonno, questa zona deve essere sicura e protetta da intrusioni, a volte più gatti che convivono possono rifiutarsi di condividere questa area, in questi casi è bene, se possibili, offrirgli aree divise. Un modo per aumentare lo spazio a disposizione dei nostri amici felini è offrirgli dei posti sopraelevati dove riposarsi, per esempio mensole ed armadi infatti per il gatto stare in alto equivale a ridurre lo stress. Oltre al territorio centrale, il gatto definirà uno spazio casalingo ed uno di caccia. Per evitare intrusioni nel proprio territorio il gatto utilizzerà una marcatura odorosa. Tali marcature possono essere costituite da secrezioni facciali, depositate durante lo sfregamento del muso, oppure da urine o feci ( generalmente all'interno di una casa vengono usate solo le marcature facciali, se dovessero verificarsi altre marcature è bene chiedersi il perchè e correre ai ripari).
indietro>> Il gatto è notoriamente un animale pulitissimo. E' bene quindi fornirgli un facile accesso alla vaschetta igienica sia di giorno che soprattutto di notte, la sua sede ed il tipo di lettiera utilizzato devono essere gradevoli per il gatto, delle loro modifiche anche se irrilevanti possono portare a problemi di evacuazione in casa. Per quanto riguarda il tipo di lettiera generalmente quelle più fini sono meglio tollerate rispetto ai pellets. E' importante lavare la vaschetta e pulire regolarmente la lettiera, ma non nei primissimi giorni in cui il gattino deve ancora associare la sua vaschetta all'odore dei suoi bisognini. Il gatto ha bisogno di sentirsi sicuro e protetto quando sporca ed è quindi bene che la sede della vaschetta non sia accessibile a bambini cani ecc ecc. Il gattino fa i suoi bisogni nella lettiera fin dall'età di 6 settimane. Questo insegnamento di norma viene dato dalla madre, ma se così non fosse bisognerà istruirlo. Bisognerà mettere il gattino nella lettiera, scavare un buco con la sua zampa e successivamente abituarlo a coprire i suoi escrementi. Ripetendo questa operazione una o due volte al giorno, il gattino imparerà come fare. indietro>> E' una via di sfogo vitale per il comportamento di caccia del gatto. Piccoli giochi gli permettono di esercitare la vista e le tecniche di appostamento e presa della preda. In natura i gatti dedicano al gioco ed alla caccia sino a sei ore al giorno ed è bene che anche nella vita di casa sia mantenuta questa proporzione. In qualita di felino cacciatore il gatto ha bisogno di grattarsi le unghie sia per marcare il suo territorio sia per rinforzare gli artigli, è quindi bene fornirgli da subito un buon "tiragraffi" ed insegnargli ad usarlo. Il gioco è fondamentale per il gattino perchè è l'attività principale attraverso cui socializza, scopre l'ambiente che lo circonda e sviluppa le sue capacità fisiche. Durante le zuffe, il gattino subisce morsi e graffi che gli permettono di imparare a misurare l'intensità dei suoi gesti.
L'introduzione di un altro gatto Questi suggerimenti valgono soprattutto per l'inizio del rapporto tra il "vecchio" ed il " nuovo" gatto. Dopo, i due gatti si abituano e si adeguano gli uni agli altri. Se si inizia col piede sbagliato è poi molto difficile rimediare agli errori. 1) LA VOSTRA PAZIENZA IN QUESTO PROCESSO E' LA PRIMA COSA MOLTO IMPORTANTE! 2) E' necessario che all'inizio il "vecchio" gatto riceva molte coccole e il padrone stia con lui il più possibile (per evitare gelosie, di cui i gatti non sono certo immuni). 3) Non provare mai in questa prima fase a prendere in braccio i due gatti e metterli faccia a faccia per farli conoscere. Questo e' il modo migliore per stimolare la loro aggressione l'uno verso l'altro!! (i gatti hanno un' ottima memoria) 4) E' importante che i gatti mangino nello stesso momento (separatamente, al1' inizio) ed e' meglio in questa fase dar loro da mangiare piccoli pasti frequenti (anche tre/quattro volte al giorno) dividendo naturalmente la solita razione. 5) Il nuovo gatto deve avere la sua cassetta con la sabbia in un posto diverso, per evitare dispute territoriali e bisogna pulire le cassette ogni giorno per evitare cattive abitudini (i gatti sono animali molto puliti e "schizzinosi"). FATTE TUTTE QUESTE PREMESSE AGITE NEL SEGUENTE MODO: 1) Isolare il nuovo gatto in un posto chiuso da solo, puo' essere un bagno, o una piccola stanza, ma non uno sgabuzzino buio! Fornirgli la sua cassetta, un posto per dormire, cibo, acqua ed eventualmente un giochino per distrarlo. Questo aiuta il "nuovo" gatto a familiarizzarsi con gli odori della nuova casa inclusi gli odori del "vecchio" gatto. Questo dovra’ stare nel resto della casa,ma probabilmente sara’ molto incuriosito e si avvicinera’ alla porta dove sta il nuovo gatto.E' probabile che annusi o soffi contro la porta: lGNORATELO, ma assolutamente NON PUNITELO NE' SGRIDATELO per questo atteggiamento: fate finta di niente e coccolatelo quando si e' calmato. 2) Dopo che il "nuovo" gatto sarà stato da solo per alcuni giorni, e quando vedete che è tranquillo, passate alla fase di "conoscenza" in questo modo: prendete uno straccio pulito e strofinate!o sul "vecchio" gatto e mettetelo sotto il piatto del "nuovo" , e fate la medesima operazione impregnando uno straccio con il "nuovo" gatto e mettendolo sotto il piatto del "vecchio". Se vedete che i gatti evitano di mangiare o mangiano malvolentieri, aggiungere al cibo qualche boccone prelibato e se ancora sono riluttanti a mangiare, incominciate mettendo lo straccio un po' più lontano dal piatto e avvicinandolo man mano ogni volta che date loro da mangiare. Si deve fare questa operazione rinnovando sempre gli odori impregnati sugli stracci da mettere sotto il piatto: questa fase puo' durare solo due o tre giorni ma anche una settimana: dipende da gatto a gatto. Quando vedrete che i gatti mangiano tranquillamente, mettete il piatto del "vecchio" in un angolo della stanza dove sta il "nuovo" gatto, senza lo straccio. Dopo che i gatti hanno mangiato insieme, chiudete ancora da solo il "nuovo" gatto nel1a sua stanza. Anche se i gatti si sono abituati ai reciproci odori e mangiano bene nella stessa stanza, si consiglia di passare alla fase successiva solo dopo che il "nuovo" gatto sarà stato nella nuova casa almeno l0 giorni. 3) In questa fase dovete lasciare andare in giro per casa il " nuovo" gatto, ma ancora i due gatti non devono confrontarsi. Chiudete il "vecchio" gatto in una stanza, naturalmente col suo cuscino preferito, la sua cassetta, il suo cibo ecc.e lasciate il "nuovo" gatto andare in giro per casa, dove annuserà dappertutto e dove lascerà a sua volta il suo odore. Quando lo vedete tranquillo aprite la porta dove sta il "vecchio" gatto e lasciate che il "nuovo" esplori anche questa stanza. Se i due gatti non si aggrediscono lasciateli soli (controllandoli perché potrebbero aggredirsi in un secondo tempo) ma ancora non lasciateli insieme tutto il giorno. Se il "vecchio" andando in giro per casa e sentendo l'odore del1'altro soffia o si comporta nervosamente ignoratelo o cercate di distrarlo. Dovete continuare questa fase, chiudendo il "vecchio" e lasciando andare in giro il " nuovo" fino a quando vedrete che si comportano tranquillamente. 4) A .. questo punto i gatti dovrebbero essere pronti a stare insieme amichevolmente ma non dovete mai costringerli : infatti la nuova convivenza puo' essere di vario genere: i gatti hanno imparato a convivere felicemente, oppure i gatti hanno imparato a tollerarsi vicendevolmente, oppure i gatti hanno imparato ad ignorarsi, ma senza essere aggressivi l'uno verso l'altro. Importante è non lasciare che uno dei gatti abbia il sopravvento sull'altro. In questo caso bisogna tenerli più tempo separati e quando sono insieme controllarli non consentendo al più aggressivo di lottare con l'altro (distraendolo, giocando con lui ecc.) Un buon modo per dividere due gatti che si affrontano lottando e' di spruzzare il più aggressivo con un po' d'acqua (con una bottiglietta simile a quella che si usa per inumidire stirando). In caso i gatti rimangano soli in casa e' meglio non lasciarli insieme fino a quando avranno imparato ad amarsi (o a tollerarsi). |
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La crescita del gattino è un periodo delicato che condizionerà il suo equilibrioe la sua salute da adulto. Numerosi fattori influiscono sulla crescita e l'alimentazione gioca il ruolo principale. Le fasi della crscita sono essenzialmente 2:
Da 1 a 4 mesi: In questo periodo la crescita intensa sollecita tutto l'organismo del gattino: diminuisce la capacità di digerire il lattosio, scompare l'immunità trasmessa dalla madre, nascono i denti da latte.
Da 4 a12 mesi: E' una fase di consolidamento: crescono i denti definitivi, si sviluppano le capacità digestive e si consolidano le ossa Eta': Calcolare l'età di un gatto
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La transizione dal latte materno all'alimento secco, al momento dello svezzamento, inizia tra le 3 e le 6 settimane secondo i gattini. In questa fase così delicata per il nostro gattino è importante fare attenzione all'igiene per la preparazione e la distribuzione dei pasti. I gatti necessitano di 50 principi nutritivi per mantenersi in salute; la carenza di uno qualsiasi di questi avvia una reazione a catena che porta ad un cattivo stato di salute.
Formate da catene di aminoacidi, costituiscono la struttura dei tessuti corporei. I gatti non ne sintetizzano due, l' arginina e la taurina. La taurina si trova solo in proteine di origine animale e la sua mancanza provoca cecità e problemi cardiaci.
Sono formati da acidi grassi. Forniscono energia e contribuiscono alla formazione della membrana cellulare. I gatti necessitano di grassi essenziali presenti solo nella carne e nel pesce.
Forniscono energia. Si trovano nei vegetali e se presenti in forma di fibre favoriscono la digestione.
Non devono essere presenti in eccesso. Se si sceglie una dieta casalinga va evitata un eccessiva somministrazione di fegato ricco in vitamina A, che col tempo può portare alla fusione delle vertebre spinali.
I cuccioli e le gatte gravide richiedono diete ricche in proteine e con un alto tenore di grassi in quanto la loro richiesta di energia è elevata. Per gli adulti sono indicate diete di mantenimento e nello specifico, per i soggetti sedentari o sterilizzati, sono consigliabili diete light. I gatti non hanno bisogno di variare la loro dieta, anzi improvvisi cambiamenti di alimentazione possono causare disturbi digestivi. I gatti amano spizzicare e quindi fare più pasti in un giorno, mangiano da 10 a 16 volte al giorno. Preferiscono piatti in vetro ceramica o porcellana alle ciotole in acciaio inossidabile o plastica. Il piatto non dovrebbe essere troppo profondo. Bisogna impedire al gatto di saltare sul tavolo durante l'ora dei pasti e di offrirgli cibo dal proprio piatto. Se prepariamo il pasto in casa bisogna fare attenzione ad equilibrare esattamente gli elementi di cui sopra per evitare carenze nutrizionali, se invece usiamo scatolette e vaschette ricordiamoci che contengono circa l'80% di acqua. Per questo non si conservano a lungo e le razioni devono essere più abbondanti ( 3-4 volte più degli alimenti secchi per gli stessi bisogni). Le crocchette contengono meno del 14% di acqua, rappresentano un alimento equilibrato completo e digeribile e grazie al fatto che si conservano a lungo vanno incontro alle esigenze del gatto e dei suoi 16 pasti. Qualunque sia il tipo di alimentazione del gattino/gatto metti sempre a disposizione una ciotola di acqua fresca. Quando scegli le pappe del tuo gattino non scegliere solo carne, anche se il gatto è tendenzialmente un animale carnivoro in natura mangiando le interiora delle sue prede spesso erbivori la sua dieta si equilibra, se gli daremo solo carne rischiamo di rompere l'equilibrio alimentare. Altra deprecabile abitudine è quella di dare al gatto gli avanzi della tavola e le ghiottonerie..non sono adatte ai bisogni nutrizionali e se l'animale le identificherà conil cibo della ciotola verrà continuamente a richiederne durante il pasto. |
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Il principio su cui si basa la vaccinazione è la stimolazione delle difese dell'organismo contro alcune malattie specifiche. La difesa immunitaria è sostenuta da numerose cellule e molecole, per esempio gli anticorpi. I gattini sono protetti contro molte malattie infettive grazie agli anticorpi contenuti nel colostro ( il latte materno ricevuto nelle prime ore di vita). Questa protezione viene meno verso la settima settimana di vita. E' quindi consigliabile iniziare un programma vaccinale intorno all'ottava-nona settimana di vita con un richiamo alla dodicesima settimana di vita. Per mantenere la protezione della vaccinazione sono necessari regolari richiami, il richiamo stimola le difese immunitarie affinché l'animale resti protetto per un ulteriore periodo. In assenza di questi richiami regolari il sistema immunitario del gatto non può proteggerlo da malattie spesso fatali. Alcuni vaccini possono essere combinati nella stessa siringa altri devono essere somministrati in sedi diverse, ma nella stessa seduta. Malattie respiratorie, gastroenterite virale e leucemia felina (Felv) sono le principali malattie contro cui si vaccinano i gatti; al giorno d'oggi si può vaccinare anche contro la chlamidia, comune agente di congiuntivite. La vaccinazione contro la rabbia è obbligatoria solo per le zone endemiche e per portare l'animale all'estero. Per la peritonite infettiva (Fip) e per l'immunodeficienza (Fiv) felina non esistono vaccini. PANLEUCOPENIA : La gastroenterite felina, anche conosciuta come panleucopenia infettiva felina, è una malattia molto pericolosa per gattini e giovani gatti ed è caratterizzata da un elevato tasso di mortalità. La morte può essere improvvisa e non dare tempo alla malattia di indurre i sintomi. I sintomi quando presenti sono: vomito, forte dolore addominale e rapida disidratazione. La malattia di origine virale determina una grave enterite emorragica ed una imponente distruzione dei globuli bianchi. RINOTRACHEITE INFETTIVA e INFEZIONE DA CALICIVIRUS. Esistono due forme di malattie respiratorie una causate da herpes virus e l'altra da calici virus: I sintomi sono tosse, starnuti, febbre, perdita dell'appetito, scolo nasale ed oculare e, nel caso del calici virus, ulcere linguali. Un gatto guarito da queste malattie può diventarne portatore a sintomatico. POLMONITE INFETTIVA o CLAMIDIOSI: La chlamidiosi invece è una malattia oculare rappresentata da una congiuntivite con scolo oculare che può diventare muco purulento. Il gatto può anche presentare febbre , starnuti e tosse. Spesso questa malattia è associata alle forme respiratorie virali sostenute da herpes virus e calici virus. L'infezione avviene per contatto diretto tra gatti o tramite le secrezioni congiuntivali e nasali. LEUCEMIA INFETTIVA: Per quanto riguarda la leucemia felina questa si trasmette attraverso il contatto con un gatto infetto, soprattutto mediante la saliva. Il virus è anche presente nel sangue nelle urine ed in altri fluidi organici di gatti infetti. I sintomi sono variabili ed il virus può colpire gatti di qualsiasi età, razza e sesso. La malattia, di origine virale indebolisce gravemente le difese immunitarie con conseguente interessamento di diversi organi ed apparati che risultano esposti ad altre malattie ed infezioni. RABBIA: malattia mortale di origine virale che può essere trasmessa all'uomo. Si manifesta soprattutto a carico del sistema nervoso. Tutte le vaccinazioni del gatto vengono registrate su di un apposito libretto, firmato dal veterinario, che contiene i dettagli di ciascun vaccino e la data di somministrazione. Un possibile piano vaccinale potrebbe essere:
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Fin da cuccioli i gatti possono essere infestati da parassiti. Questi sono suddivisibili in due macro categorie : parassiti esterni e parassiti interni. indietro>> I più frequenti sono le pulci e gli acari (acari della rogna, acari delle orecchie e le zecche ). Questi parassiti possono causare danni ben più gravi che semplici irritazioni cutanee, ad esempio zecche e pulci possono trasmettere anche gravi malattie infettive. PULCI: sono piccoli insetti privi di ali, ottimi saltatori. Le pulci adulte vivono sulla cute e si nutrono del sangue dell'animale ospite; una forte infestazione può causare una grave anemia. Mordono dieci volte al giorno e succhiano sangue pari a 15 volte il loro peso corporeo. Il loro morso causa un irritazione cutanea che induce il gatto a leccarsi e pulirsi eccessivamente, causandosi lesioni cutanee e dermatiti. Nei gatti sensibili il morso causa una grave allergia cutanea denominata dermatite da allergia alle pulci ( DAP). Questa dermatite si manifesta con marcata perdita di pelo, dovuta all'eccessivo leccamento, localizzata all'addome, alla parte posteriore delle cosce, ai fianchi ed alla coda. In altri casi il gatto può sviluppare la dermatite miliare, un eruzione cutanea che interessa il tronco; numerose piccole croste ricoprono la base della coda, ciò provoca prurito e quindi eccessivo leccamento. Nei casi più gravi il gatto si induce lesioni con artigli o denti. Le pulci sono responsabili della trasmissione della Tenia (verme solitario) e del batterio che causa la malattia da graffio di gatto. Le pulci adulte rimangono sullo stesso animale per periodi prolungati; nell'ambiente esterno possono sopravvivere per uno o quattro giorni, dopodichè devono tornare a nutrirsi. Il passaggio da un animale infestato ad uno sano riguarda una bassissima percentuale. Ogni femmina di pulce depone fino a 50 uova al giorno per parecchie settimane. Queste uova (bianche ed ovalari ) vengono deposte sul mantello del gatto in prossimità della cute. Vi permangono per parecchie ore per poi cadere nell'ambiente. In clima caldo umido si schiudono in pochi giorni dando larve di pochi millimetri. Queste si nutrono di detriti organici nell'ambiente soprattutto feci di pulci adulte; ricercano l'umidità ed evitano la luce del sole diretta. A distanza di giorni o mesi producono un bozzolo, la pupa, in cui nell'arco di dieci giorni diventano adulti concludendo il ciclo dello sviluppo che, nelle condizioni migliori si completa in tre settimane. I prodotti per la prevenzione devono avere una rapida capacità d'azione per uccidere le pulci presenti ed un effetto a lunga durata per prevenire le reinfestazioni. Per interrompere il ciclo vitale ed arrestare l'infestazione, le pulci adulte devono essere uccise prima che depongano le uova. Gli insetticidi più usati sono quelli con formulazione spot-on; una piccola quantità di liquido viene depositato sulla pelle, tra le scapole, e da qui si diffonde al resto della superficie corporea entro 24 ore. E' raccomandabile anche il trattamento delle pulci presenti nell'ambiente contemporaneamente al trattamento delle pulci presenti sul gatto infestato. LE ZECCHE: l'infestazione da zecche nel gatto è poco frequente. A volte il gatto viene colpito dalle forme immature ( larve e ninfe) piuttosto che dalle zecche adulte. In ciascun stadio della sua vita la zecca deve compiere un pasto di sangue della durata di 5-10 giorni su un ospite mammifero ( o uccello). Si attaccano preferibilmente al collo, alla faccia ed alle orecchie. Nelle sedi di infissione della zecca si formano ulcere o granulomi infiammatori (noduli). Possono trasmettere malattie infettive. I trattamenti consigliati sono quelli in formula spot-on in grado di uccidere i parassiti entro 48 ore; quelli morti cadono da soi dall'animale oppure possono essere facilmente asportati. Dopo ogni uscita esterna è bene controllare l'animale in ogni sua parte con particolare attenzione alle pieghe cutanee, all'interno dei padiglioni auricolari, agli spazi tra le dita, alla testa ed al collo. La trasmissione di malattie avviene 48 ore dopo l'infestazione. PIDOCCHI: sono insetti senza ali che vivono costantemente sul proprio ospite animale. Si diffondono per contatto diretto o tramite spazzole, pettini e cucce contaminati. Le uova (lendini) si trovano attaccate ai peli. I pidocchi causano intenso prurito e danno luogo a lesioni da grattamento. Sono specie-specifici ( cioè i pidocchi del gatto sono in grado di contagiare solo un altro gatto). indietro>> ACARI: Acaro del raccolto: non è specifico per il gatto; può infestare uomo, cane ed, in alcuni casi, cavallo. Gli animali vengono infestati dalla sua forma larvale che per una settimana si nutre del loro sangue. Le larve si attaccano in gran numero nella stessa sede (per esempio orecchie e spazi tra le dita). Sono visibili ad occhio nudo come puntini arancioni di circa 0,25 mm di dimensioni. Causano irritazione e inducono infiammazione cutanea. Prevenzione e trattamento possono essere condotti con prodotti specifici comunemente in commercio prescritti dal veterinario. Forfora migrante: infestazione frequente nei luoghi di convivenza di diversi gatti. Può colpire anche cani e conigli e uomo, temporaneamente. Si trasmette in maniera diretta causa irritazione cutanea e formazione di scaglie o forfora soprattutto sul dorso. Il trattamento richiede un prodotto specifico prescritto dal veterinario. Come per le pulci e necessario trattare l'ambiente dove vivono gli animali. I gatti adulti possono essere portatori, senza manifestarla. Acari delle orecchie o Rogna Otodettica: questi acari vivono nel condotto uditivo di cani e gatti. Si trasmettono per contatto diretto e passano dalla madre al cucciolo. Causano irritazione scuotimento della testa e grattamento delle orecchie; un essudato di colore marrone può accumularsi nel condotto auditivo. Il trattamento verrà consigliato dal veterinario. Micosi (Dermatomicosi o Tigna): nel gatto è molto frequente ed è sostenuta da un fungo che vive sul pelo dell'animale. Le lesioni sono circolare e localizzate sulla testa dell'animale. Le lesioni iniziali possono guarire da sole in qualche settimana oppure possono comparirne altre in sedi diverse, è molto contagiosa. Il pelo e le spore funginee che cadono dall'animale infestano l'ambiente. L'infestazione non avviene soltanto per contatto diretto ma può avvenire anche per contatto con oggetti venuti a contatto con un animale infetto. Questa infestazione può colpire anche cani, conigli, roditori e l'uomo. Il trattamento consiste in un farmaco antimicotico che dura almeno 6 settimane.
indietro>> I gattini sono spesso infestati da vermi e protozoi. I due tipi di vermi più comuni sono i vermi tondi ed i vermi piatti. Coccidi e giardia invece fanno parte dei protozoi. I vermi intestinali inducono problemi gastroenterici come vomito e diarrea ed altri come dimagramento, crescita stentata e scadente condizione di cute e mantello. Vermi tondi: ascaridi: tuxocara cati è un verme tondo ( nematode) che misura da 4 ad 8 cm di lunghezza. Si localizza nel piccolo intestino e causa un processo infiammatorio o un ostruzione intestinale. L'infestazione avviene ingerendo le uova di parassita presenti nell'ambiente oppure bevendo il latte materno. Le feci dei gatti infestati contengono grandi quantità di uova del parassita le quali sopravvivono per almeno tre anni nell'ambiente. Dopo essere state ingerite dal gatto le larve migrano dall'intestino al fegato ai polmoni ed infine tornano nell'intestino dove diventano parassiti adulti. L'infestazione provoca il rigonfiamento dell'addome e diarrea, associate a scadente condizione del pelo e crescita stentata poiché causano la perdita di calcio, fosforo, vitamine, minerali e glucosio. Il parassita è trasmissibile all'uomo. L'unica soluzione è somministrare un efficace vermifugo, trattamento che deve essere comunque ripetuto nel tempo. Anchilostomi: sono parassiti intestinali, bianco rossastri, di pochi centimetri e filiformi. Le uova vengono eliminate all'esterno tramite le feci. Le larve penetrano nell'organismo animale per via orale o attraverso la pelle, possono anche passare da madre a figlio. A livello intestinale si nutrono di sangue e quindi determinano anemia. Gli animali appaiono debilitati, svogliati e presentano vomito diarrea con presenza di sangue ( nera) e coliche. Gli animali colpiti devono essere sverminati tramite apposito vermifugo prescritto dal veterinario. Vermi piatti: cestodi dipylidium caninum (Tenia): le sue forme immature si trovano all'interno delle pulci e vengono ingerite dal gatto quando si lecca. Nelle tre settimane successive all'infestazione, si sviluppa un verme adulto all'interno del piccolo intestino del gatto. I segmenti della Tenia, pieni di uova, vengono eliminati con le feci o possono emergere da soli spostandosi attivamente nella regione anale del gatto. Una volta seccati assomigliano a piccoli chicchi di riso appiccicati ai peli che circondano l'ano. Nei gatti adulti causano problemi lievi, ma nei cuccioli inducono un ritardo di crescita, scadenti condizioni del manto e irritazione anale. Il trattamento è doppio ad un buon vermifugo va associato un trattamento contro le pulci ed una buona pulizia dell'ambiente. indietro>> Protozoi Giardia: si localizza nel piccolo intestino causando disturbi digestivi e mancata digestione ed assorbimento del cibo. Questo porta a dimagramento e diarrea, l'infestazione avviene ingerendo le microscopiche cisti del parassiti presenti nel cibo e nell'acqua contaminati da feci di animali contaminati. Coccidi: parassitano l'intestino. I due principali sono isospora e toxoplasma. Le infestazioni inducono un immunità nell'animale, che comunque può emettere cisti parassitarie infestanti per altri animali. L'Isospora può causare enterite acuta nei gattini fino a sei mesi di età. Il gatto si infesta ingerendo le cisti, dette oocisti, presenti nel suolo contaminato. L'infestazione da toxoplasma invece può avvenire ingerendo prede contaminate o carne infestata. Questo parassita può infestare tutti i mammiferi uomo compreso. In via precauzionale le donne in gravidanza dovrebbero evitare qualsiasi contatto con le feci del gatto, indossare guanti per fare giardinaggio, non mangiare carne cruda o poco cotta e lavare accuratamente tutti i vegetali. Il trattamento si effettua con farmaci specifici consigliati dal medico veterinario. La prevenzione si effettua pulendo accuratamente l'ambiente. Filariosi: dirofilaria immitis viene trasmesso dalle punture delle zanzare. La malattia è presente soprattutto nel nord Italia. Il parassita adulto raggiunge, attraverso il circolo sanguigno, la sede definitiva rappresentata dalle arterie polmonari e dal cuore destro. A differenza del cane anche un solo verme adulto può causare una rapida morte. La prevenzione è fondamentale e si effettua con farmaci che si somministrano per via orale, mensilmente, nel periodo di maggior presenza delle zanzare.
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Sia dentro casa che fuori casa il gattino è sottoposto a costanti pericoli: macchine, motociclette, cani in cerca di prede, gatti che difendono il proprio territorio, vespe, pesticidi ed erbicidi, veleni per topi, lumache o serpenti, liquidi antigelo, piante ornamentali, fili elettrici, ecc ecc.. Infezioni: I gattini sono molto suscettibili alle malattie infettive che colpiscono stomaco ed intestini. Parassiti virus e batteri possono causare vomito e diarrea. Nei casi più gravi portano a disidratazione e morte nel giro di qualche ora, in questi casi l'unica possibile azione è il ricovero urgente presso una clinica veterinaria per un trattamento con flebo. Nei casi più lievi un digiuno di dodici ore ed acqua fresca in gran quantità possono essere sufficienti a risolvere l'episodio. Avvelenamento:non è mai consigliabile lasciare a portata di "zampa" veleni per topi o lumache, olii benzine o gasoli, liquidi antigelo, detersivi o quanto altro possa essere ingeribile e nocivo per il nostro gatto. Nel caso d'ingestione è necessario volare alla più vicina clinica veterinaria con il flacone di liquido ingerito. per il veterinario è più facile intraprendere un idoneo trattamento se si conosce il principio attivo. In caso di immersione, prima di tutto questo, è bene sciacquare il più possibile l'animale. In caso di convulsioni non stimolare in nessun modo l'animale, tenetelo tranquillo lontano da luci e rumori. E' da tenere presente che alcune comuni piante d'appartamento, come ad esempio la Stella di Natale, l' Azalea, la Diefenbachia, il Ficus Benjamin.. sono velenose se morsicate dal gatto. Folgorazione elettrica:Giocando coi fili elettrici, a seguito di un morso, il gatto può subire una folgorazione. Questa può causare ustioni del muso, shock, difficoltà respiratoria, e morte. E' quindi bene non far giocare il gatto con i fili elettrici, ed in caso di folgorazione correre subito dal veterinario anche se l'animale sembra non avere problemi. Punture e morsi di insetto, morsi di serpente: punture e morsi di insetto provocano tumefazione locale ed a volte reazioni allergiche che si manifestano con tumefazione di zampe e muso; un coinvolgimento interno causa difficoltà respiratorie. Quando visibile è bene estrarre il pungiglione con una pinzetta. E' bene portare il gatto dal veterinario che nel caso tratterà l'animale per limitare una reazione allergica. In caso di morso di serpente non bisogna fare altro che portare l'animale dal veterinario nel più breve tempo possibile. Colpi di calore: con un colpo di calore il gatto inizia a miagolare perde l'equilibrio e respira velocemente. E' necessario tenerlo all'ombra in un luogo ventilato, bagnarlo con abbondante acqua fredda e portarlo dal veterinario. E' quindi bene non lasciarlo mai in macchina da solo nemmeno all'ombra e con i finestrini abbassati. Traumi: un gattino può essere investito, morsicato da un cane, o cadere da altezze ragguardevoli. In questi casi oltre ad essere maneggiato con molta cautela, andrebbe mantenuto in posizione orizzontale per evitare di aggravare attraverso un eccessiva manipolazione un possibile trauma spinale. Bisogna anche assicurarsi che la bocca non sia ostruita dalla lingua, saliva, sangue o altro materiale estraneo e quindi che il gatto possa respirare liberamente. Se una ferita sanguina copiosamente, comprimerla con un dito o con un tessuto per bloccarne il flusso e favorirne la coagulazione. Se siamo in presenza di frattura ossea e vediamo l'osso attraverso la cute limitiamoci a coprirlo con un tessuto pulito per ridurne l'infezione. Fatte tutte queste cose rivolgiamoci ad un buon veterinario. In caso di gravi traumi, l'eventuale trasporto dell'animale dovrebbe avvenire con l'immobilizzazione su di una base rigida che ne limiti i movimenti accidentali. indietro>> |
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Le sterilizzazione: La sterilizzazione può praticarsi dall'età di 6 mesi.Il gatto sterilizzato diventa più calmo, sedentario e socievole. Nei 2 mesi che seguono la sterilizzazione, l'appetito del gatto è stimolato. Il suo consumo di energia aumenta dal 20 al 25% mentre il bisogno energetico diminuisce. Il controllo delle quantità di alimento ingerite è dunque fondamentale. Le fusa: che noi tanto amiamo, nel nostro gattino vengono incoraggiate se mentre lo accarezziamo gli parleremo. Non tutti i gatti "ronfano" spontaneamente o da subito, ma con pazienza e tanto amore e dolcezza, se sapremo conquistarli, verremo ripagati con fusa sonorissime. Di norma nel gatto, "il fare le fusa" indica uno stato di rilassatezza e piacere che nei piccoli e paragonabile al momento della suzione del latte materno Spazzolamento: è importante sin dale prime settimane abituare il gattino ad essere spazzolato con un cardatore. Questo gesto, eseguito due o tre volte alla settimana, aiuterà il nostro gatto ad ingerire meno pelo e quindi ad evitare la formazione di boli che potrebbero provocare blocchi intestinali. Come coadiuvanti nella rimozione di questi boli esistono comunque in commercio delle paste da somministrare all'animale almeno una volta a settimana. Il sonno: per il gatto è importantissimo e non va disturbato in questi momenti, soprattutto i gattini, per non turbare la loro crescita non bisogna mai svegliarli durante il sonno. La cesta del gatto andrebbe posizionata in un luogo sopraelevato come ad esempio un asedia od un mobile perchè questo gli offre rifugio dagli impicci della vita di casa e un territorio privato. Pulizia: la vaschetta igienica dovrebbe contenere dai 5 ai 7 cm di lettiera, deve essere posizionata almeno ad un metro dal luogo dove mangia il gatto, e va pulita frequentemente. Il gattino andrebbe abituato quanto prima ad alcune e regolari cure: occhi: pulire lo sporco che si forma intorno agli occhi con una garzina imbevuta d'acqua; orecchie: vanno controllate regolarmente e pulite dal cerume esterno utilizzando una garza; denti: un piccolo spazzolino ed un apposito dentifricio aiutano a prevenire la formazione del tartaro dentario; unghie: è possibile spuntare gli artigli dei nostri felini utilizzando un apposito tagliaunghie, con l'accortezza di non tagliare mai la parte rosa ( ricca quindi di vasi sanguigni) perchè dolorosa e causa di possibile emorragia. Diarrea: non è di per se un evento preoccupante se il gatto è alimentato correttamente, è vaccinato e sverminato. Potrebbe essere semplicemente causata dallo stress dovuto ad un cambiamento nell'abitazione o nell'alimentazione. In questo frangente sarà sufficiente un pò di digiuno non dimenticando acqua fresca a disposizione. C'è da preoccuparsi invece se il gatto è letargico ( cioè dorme eccessivamente)e se notiamo sangue nelle feci. In questo caso è bene consultare un buon veterinario. Vomito: se il nostro micio vomita erba in quantità non eccessiva è tutto nella norma. L'erba gatta, presente in commercio, serve al gatto per aiutarlo a liberarsi dall'eccessivo pelo ingerito. Se il nostro micio invece vomita bile, ma in scarsa quantità, non c'è da preoccuparsi a meno che non sia una cosa frequente e non si dimostri abbattuto. Se il nostro micio vomita il pasto del giorno precedente non dobbiamo preoccuparci se è attivo come sempre e consuma il pasto successivo senza problemi. Qualora in queste situazioni il nostro micio si presentasse giù di tono, abbattuto e scombussolato è bene rivolgersi al veterinario di fiducia. Tutto questo potrebbe essere il principio di una qualche malattia infettiva o di una allergia alimentare. Prurito: se dopo aver trattato il nostro animale contro i parassiti esterni notiamo che continua a grattarsi è bene rivolgersi al veterinario in quanto potrebbe essere il sintomo di una qualche allergia alimentare o di un qualche problema comportamentale. Inappetenza: se il nostro micetto è inappetente ma gioca, è vivace, vigile e vispo non dobbiamo preoccuparci, ma ci limiteremo semplicemente ad offrirgli il pasto successivo al solito orario...magari variandogli il menù. Se notiamo che il nostro micio beve più del solito è bene farlo presente al proprio veterinario, potrebbe essere preludio di problemi renali o di diabete. Ad ogni minimo segnale di malessere o di cambiamento di abitudini e/o comportamento è sempre riportarlo al nostro veterinario; questo perchè il gatto tiene nascosto qualsiasi problema finchè non diviene molto grave. indietro>> |
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Quando programmiamo di partire insieme al nostro micetto è bene organizzarsi per tempo almeno due mesi prima in modo da poterci adeguare al regolamento sanitario e provvedere alle vaccinazioni previste. E' bene quindi informarci riguardo agli obblighi sanitari imposti dalla regione o dalla nazione in cui intendiamo recarci e informarci riguardo ai regolamenti delle compagnie aeree marittime o ferroviare che intendiamo utilizzare. I certificati di cui abbiamo bisogno per viaggiare in italia o all'estero sono : Libretto delle vaccinazioni:è compilato dal veterinario e vi sono riportati i dati del proprietario, i dati dell'animale, le vaccinazioni e la data in cui sono state effettuate. Certificato di buona salute: in esso viene dichiarato, da un veterinario, lo stato di buona salute dell'animale. Certificato di vaccinazione antirabbica: viene rilasciato da un veterinario o dal servizio veterinario dell'ASL ed attesta l'avvenuta vaccinazione dell'animale contro la rabbia. Certificato internazionale di origine e sanità per l'espatrio: viene rilasciato dal servizio veterinario dell'ASL e attesta la provenienza dell'animale il suo stato di salute e le vaccinazioni obbligatorie ( di solito solo l'antirabbica) a cui è stato sottoposto; vale trenta giorni e può essere rinnovato anche all'estero dato che è indispensabile per rientrare in Italia.
Regolamentazione sanitaria e vaccinazioni: occorre sempre informarsi direttamente al servizio sanitario o al consolato, prima di partire infatti in alcuni paesi ci sono leggi tanto severe da prevedere che il gatto venga messo in quarantena in una struttura sanitaria. Se ci si reca all'estero è opportuno prendere informazioni sulle norme sanitarie richieste ( vaccinazioni, certificati ed eventuale quarantena) relative al paese che si vuole visitare. Gli obblighi variano da stato a stato. Per l'espatrio, dove è obbligatorio, o per aree geografiche dove è richiesta (ad es. Sardegna) bisogna sottoporre l'animale alla vaccinazione antirabbica almeno un mese prima della partenza. In Europa, Stati Uniti e Canada, per il gatto viene richiesto il certificato internazionale di origine e sanità, in Brasile la validità di questo certificato non è di trenta giorni bensì solo di 5. E' sempre bene ricordarsi di portare con noi il libretto sanitario. In ogni nostro viaggio, indipendentemente dalla meta è sempre bene proteggere il nostro gatto dalla potenziale aggressione degli agenti patogeni presenti nelle aree dove ci recheremo. A questo scopo possiamo procedere a vaccinarlo, a somministrargli farmaci che impediscono l'attecchimento dell'infezione e all'osservazione di rigorose norme igieniche. Nel nord Italia, ad esempio, è importante proteggere il nostro gatto dalla filariosi cardo polmonare. Particolare menzione va fatta per i viaggi nel Regno Unito in quanto il governo Britannico ha revisionato le leggi che regolano la quarantena. In base a questa nuova normativa gli animali vaccinati contro la rabbia ed identificabili tramite microchip possono viaggiare liberamente tra gli Stati membri dell'Unione Europea e la Gran Bretagna senza essere sottoposti alla quarantena di sei mesi. Riassumendo gli animali dovranno essere accompagnati dalla certificazione sanitaria amministrativa che attesti: la provenienza da uno dei paesi firmatari; la vaccinazione contro la rabbia; l trattamento antiparassitario; l'identificazione tramite un microchip. |
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COME ESSERE UN BUON AMICO
All'ingresso di un nuovo amico in casa cucciolo o adulto che sia è bene tenere presente che i primi giorni in un ambiente a lui estraneo lo intimidiranno molto. sarebbe quindi meglio tenerlo in una singola stanza. La vaschetta igienica dovrà essere pulita regolarmente e tenuta lontana da ciotole e cuccia. Bisogna dargli il tempo di farsi coraggio e non dobbiamo volerlo maneggiare per forza. Se intendiamo lasciarlo libero di girare fuori casa dovremmo prima tenerlo in casa per almeno tre settimane cosicché abbia il tempo di prendere confidenza con il nuovo ambiente. Non dobbiamo mai dimenticarci le regolari vaccinazioni soprattutto quella contro la FELV per i gatti che hanno la possibilità di esplorare l'ambiente esterno. In genere tra i cinque e gli otto mesi di età il gattino raggiunge la pubertà. E' bene anche considerare la sterilizzazione precoce dell'animale in quanto di gatti randagi ed indesiderati ce ne sono in giro troppi. I gatti sterilizzati hanno una minor tendenza al vagabondaggio, esponendosi molto meno agli investimenti d'auto. In questi soggetti è anche minore l'incidenza delle malattie quali FIV e FELV in quanto i gatti sterilizzati tendono a lottare di meno e quindi a non ferirsi in maniera grave. L'intervento chirurgico di sterilizzazione è molto semplice e non comporta un difficoltoso post operatorio. Nell'arco di due o tre giorni il nostro amico felino tornerà quello di tutti i giorni. Il suo carattere e le sue abitudini non cambieranno se non in una maggiore affettuosità ed attaccamento all'amico umano ed alla casa. L'unico particolare a cui va prestata attenzione in questo caso, è l'alimentazione che dovrà essere meno clorica. E' molto importante anche il trattamento preventivo contro i parassiti esterni. Per tutti coloro che permettono al loro micio di vagabondare fuori casa è opportuno rammentare che sarebbe meglio tenerlo in casa almeno nelle ore notturne in cui si verificano la maggior parte degli incidenti. Al collarino con targhetta di riconoscimento è da preferire il microchip che può essere normalmente applicato presso il veterinario. Infatti il collarino, impigliandosi nei rami o nelle zampe del gatto stesso a seguito delle operazioni di pulizia, può creare gravi lesioni nell'animale. Qualora il nostro amico dovesse mancare per un certo periodo di tempo, dopo averlo cercato ovunque nei pressi di casa, è bene comunicarne la sparizione ai rifugi, alle associazioni protezioninistiche ed ai veterinari di zona. E' anche bene appendere ovunque dei volantini con la foto del nostro amico ed inoltrare presso siti specializzati ( come il nostro) la segnalazione di smarrimento. Essendo animali molto territoriali, i nostri miciotti non amano viaggiare. qualora dovessimo assentarci da casa, la soluzione migliore sarebbe lasciarli a casa, anche se da soli, trovando amici, parenti o cat-sitter che possano provvedere alle loro esigenze di routine almeno due volte al giorno. Se proprio siamo costretti a portarli con noi il trasporto dovrà avvenire in un adatto trasportino ventilato e con il fondo ricoperto da una traversina assorbente. |